martedì 28 febbraio 2017

Fresco fresco di consegna: Massimiliano Cassone - Il vaso di Pandora

Massimiliano Cassone - Il vaso di Pandora

Formato: brossura
Pagine: 187
Editore: Boopen (30 settembre 2010)
ISBN-13: 9788865810460

Sinossi: Amore, Sacra Corona Unita, SLA, rapine, sorrisi, gioie e dolori in una terra meravigliosa, il Salento. In riva al mare più bello del mondo l'evolversi di una storia indimenticabile. Salvatore e Valentina, come il piccolo sole e il fiore di loto. La vita contrapposta alla morte...

----------
Altri libri dello stesso autore già recensiti:
- Quattro sbarre nell'anima (16 dicembre 2016)

domenica 26 febbraio 2017

La classifica dei libri più venduti (nella settimana dal 12 al 18 febbraio 2017)

Questi i libri più venduti nella settimana dal 5 all'11 febbraio:

1. Kent Haruf: Le nostre anime di notte (NN Editore)
2. Chiara Gamberale: Qualcosa (Longanesi)
3. Alessandro D'Avenia: L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (Mondadori)
4. Georges Simenon: La casa dei Krull (Adelphi)
5. Andrea Camilleri: La mossa del cavallo (Sellerio)
6. Carlo Lucarelli: Intrigo italiano. Il ritorno del commissario De Luca (Einaudi)
7. Claudio Morandini: Neve, cane, piede (Exòrma)
8. Lorenzo Marone: Magari domani resto (Feltrinelli)
9. Franco Berrino e Luigi Fontana: La grande via. Alimentazione, movimento, meditazione per una lunga vita felice, sana e creativa (Mondadori)
10. J. K. Rowling: Animali fantastici e dove trovarli. Screenplay originale (Salani)

[settimana precedente]

sabato 25 febbraio 2017

[Recensione] A casa del diavolo

A casa del diavolo
di: Romano De Marco

Formato: copertina flessibile
Pagine: 219
Editore: Time Crime (2 gennaio 2013)
ISBN-13: 978-8866880523
Data di acquisto: 14 febbraio 2017
Letto dal 23 al 25 febbraio 2017

----- Sinossi -----
Giulio Terenzi è un trentenne ambizioso e un impenitente seduttore: ma proprio quando ogni cosa sembra andare per il meglio, la sua promettente carriera di bancario viene stroncata dall'improvviso trasferimento a Castrognano, un borgo sperduto tra i monti dell'Abruzzo dove si ritrova a gestire, da solo, la piccola filiale della banca per cui lavora. L'impatto con il paese si presenta a dir poco scoraggiante. Il vecchio direttore della filiale, Rinaldi, muore in un misterioso incidente stradale subito dopo aver passato le consegne al giovane collega; esaminando i depositi e i conti correnti, Terenzi nota poi delle gravi anomalie che fanno pensare a una truffa architettata ai danni della baronessa De Santis, una ricchissima ottuagenaria che vive nel palazzo situato di fronte alla banca. Col passare del tempo, gli eventi misteriosi si moltiplicano: strani simboli appaiono all'ingresso di abitazioni i cui proprietari sono scomparsi nel nulla; un bambino inizia a seguirlo come un'ombra, mostrandogli disegni che rappresentano allucinate scene di morte; si vocifera di strani rituali celebrati nei boschi, cui Terenzi non può e non vuole dar credito...

----- La mia recensione -----
Ecco un libro che promette bene... e basta! Infatti, comincia come un giallo o un thriller in piena regola (si parla di un nuovo direttore di banca di un paesello sperduto tra le montagne e in cui si sono verificate alcune strane sparizioni di anziani), ma strada facendo ti rendi conto che sia il proseguo della trama che l'intreccio di tutta la storia non hanno basi solide. E, non a caso, si capisce quale sia il finale (e cosa ci sia dietro) già quando sei a poco meno della metà del libro.
Ma, quello che più di tutto mi ha dato davvero fastidio, è il fatto che la narrazione è sempre di una piattezza mortale, salvo svegliarsi soltanto nelle ultimissime pagine... come se l'autore avesse finito le pagine a disposizione.
Discorso a parte merita la figura del personaggio principale. Davvero assurdo che un novello direttore di banca arrivi ad improvvisarsi investigatore privato (per giunta spiattellando a tutti su cosa stia investigando) e, infine, a calarsi anche nei panni di Rambo!
Che dire? Libro bocciato su tutta la linea.
Voto: (1 su 5)

giovedì 23 febbraio 2017

[Recensione] Le sorelle

Le sorelle
di: Claire Douglas

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1257 KB
Pagine: 263
Editore: Casa Editrice Nord (9 giugno 2016)
ASIN: B01CJQS90A
Data di acquisto: 19 luglio 2016
Letto dal 20 al 23 febbraio 2017

----- Sinossi -----
La vede ovunque: al tavolino di un bar, alla fermata dell'autobus, al supermercato. Ogni volta, per un istante Abi dimentica l'incidente, dimentica che sua sorella Lucy è morta, dimentica il dolore che la consuma da oltre un anno. E, ogni volta, Abi rimane inevitabilmente delusa. Ha tagliato i ponti con la famiglia, si è isolata dagli amici e si è trasferita in un'altra città, nella speranza di cominciare una nuova vita. Però è stato inutile: nessuno dovrebbe mai sopravvivere alla propria gemella. Eppure, quando incontra Bea, Abi ha l'impressione che il destino le stia finalmente dando una seconda occasione. Perché quella ragazza non solo è fisicamente identica a Lucy, ma le assomiglia pure nel modo di parlare e di vestirsi. Inoltre anche lei ha un gemello, Ben, perciò più di chiunque altro comprende il vuoto che sente Abi. E si propone di colmarlo, accogliendola nella grande casa che divide col fratello. Se con Bea è stata un'affinità istantanea, con Ben è amore a prima vista. Tuttavia, più tempo passa insieme con loro, più Abi si convince che ci sia qualcosa che non vada. All'inizio era solo una sensazione, ma poi sono arrivate le fotografie strappate e gli oggetti spariti dalla sua camera. Sono opera di Bea, gelosa per la relazione del fratello? Abi quasi spera che sia così. Altrimenti vorrebbe dire che qualcuno ha scoperto il suo segreto...

----- La mia recensione -----
"Lucy è ovunque e da nessuna parte. E' questa la realtà. E io non la rivedrò mai più".
All'inizio sembrava il solito libro di due gemelle in cui, morta una, l'altra si affligge nel suo ricordo e nell'incolpevole dolore per averne causato (involontariamente) la morte. Ma, andando avanti con la lettura del libro, si scopre che c'è dell'altro... e il romanzo diventa di un'assurdità allucinante!
Altra cosa che non mi ha convinto, è il modo di scrivere (anzi, la tecnica narrativa) usato dall'autrice: tutta la storia è impostata raccontandola in prima persona dalla protagonista (Abi) ma, alternando interi capitoli al racconto in terza persona. Così non ci siamo proprio! O lasci parlare sempre e solo una persona (se non la protagonista almeno qualcuno che ci racconti la sua storia) o affronti il tutto da un punto di vista soggettivo. Ma così, proprio no!
Terzo punto. Tutti i personaggi femminili, forse perché bevono sempre litri e litri di vino, danno l'impressione di essere scappate da un ricovero per matti... ce ne fosse una normale o con tutte le rotelle a posto: abbiamo, infatti, quella che vuole il rapporto incestuoso, quella che ha tentato il suicidio, quella che non ammette di essere lesbica e quella che vuol farsi passare per artista pur non avendo alcun talento particolare. Giuro, volevo abbandonare il libro quasi subito ma sono andato avanti solo per vedere come andava a finire... e sperando in un miracolo che, purtroppo, non si è verificato!
Quarto ed ultimo punto: ci sono talmente tante (ed anomale) relazioni tra tutti i personaggi del libro che, ad un certo punto, sono stato costretto a tornare indietro ed a ricominciare la lettura ma, questa volta, aiutandomi con un piccolo schema (che vi lascio qui a lato).
Voto: (1 au 5)

martedì 21 febbraio 2017

Kaweco Al Sport [Recensione]


È dalla scorsa estate che sto usando con mia piena soddisfazione una stilografica Kaweco Classic Sport di colore nero, una penna realizzata interamente in plastica Makrolon. Ora, però, ho voluto fare un ulteriore passo in avanti... e mi son regalato la bellissima Kaweco Al Sport che, come lascia intendere il suo stesso nome, è fatta interamente in alluminio. E si sente!


Partiamo dal prezzo: 50,95 sterline la penna e 6,95 sterline la clip cromata; il tutto per un totale di 57,90 sterline (pari a 68,26 euro). Ho effettuato l'acquisto tramite il sito web hamiltonpens.com, che ho trovato davvero serio, cortese e altamente professionale... per non parlare della rapidità della spedizione e del modo in cui è stato confezionato il pacchettino: il tutto era perfettamente inserito, al fine di prevenire urti e cadute, in strati e strati di pruriball. Complimenti al loro staff.
Di questo modello di stilografica esistono moltissimi colori e variazioni sul tema, io però ho scelto un elegante color blu oceano... che alla luce del sole assume moltissime sfumature di tonalità.


Spettacolare è anche la confezione di acquisto. Dopo aver spacchettato tutto quanto, ci troveremo davanti una piccola e semplice scatola di latta (come quella dei biscotti) con all'interno la penna, la clip, una cartuccia di blu ed un simpatico adesivo con il logo della Kaweco. Trovo questa soluzione davvero geniale e pratica se dobbiamo affrontare un viaggio o, più semplicemente, vogliamo fare un regalo.


Diamo un brevissimo sguardo alla clip. Quella che ho preso io è cromata, stesso colore del pennino e del logo della Kaweco presente sul cappuccio. La clip è un accessorio indispensabile se vogliamo riporre la nostra penna nel taschino della giacca o della camicia; in alternativa, se abbiamo intenzione di tenerla semplicemente in tasca, basta sfilarla dal corpo della penna. È molto bella: sulla parte frontale (quindi sulla clip vera e propria) è impresso il nome Kaweco e su ogni lato (ossia, sulle alette che abbracciano la penna) troviamo il logo dell'azienda tedesca e la dicitura Germany. Però, c'è da dire che la stessa clip è parecchio dura... e vista la molta forza necessaria ad alzarla per poter mettere la penna nel taschino, non so se avrà vita lunga!


Il cappuccio si inserisce a vite (un giro e mezzo appena) ed ha un corpo ottagonale che impedisce alla penna di scivolare o rotolare via.


Passiamo alla penna stilografica. La Kaweco Al Sport, così come la sua sorella minore in mio possesso (la Kaweco Classic Sport) è una penna bella esteticamente e con forma e dimensioni molto particolari: con il cappuccio calzato (a penna chiusa, tanto per intenderci) misura 10,5 cm; senza cappuccio abbiamo 10 cm esatti esatti. E da questo si capisce benissimo che si tratta di una stilografica ottima per essere portata sempre in giro ma non adatta alle lunghe sessioni di scrittura... a meno che non si calzi il cappuccio nella parte posteriore: in questo modo si raggiungono i 13 cm necessari per poter impugnare la penna nel modo corretto. Il peso è di 26 grammi (contro i 10 della Classic Sport) e l'impugnatura ha il diametro di un centimetro esatto. La stilografica, come ho detto poco fa, è realizzata interamente in alluminio, tranne la clip, il logo sul cappuccio ed il pennino che sono fatti in acciaio. Piccola curiosità: forse sarà proprio per il suo corpo in alluminio, ma ho trovato la penna freddissima al tatto!


La penna monta solo una cartucce standard (tipo Pelikan) e, proprio a causa delle dimensioni lillipuziane della penna, purtroppo non c'è posto per un'altra di riserva, ma con l'ausilio di un converter proprietario Kaweco si possono usare tutti gli inchiostri che si desidera.


Il pennino è abbastanza rigido ed ha un tratto F (fine), ma con un flusso talmente abbondante che sembra un M (medio)... e la cosa non mi dispiace affatto, visto che io preferisco i pennini che si comportano da fontana. Sul corpo del pennino troviamo un motivo a greca, la scritta Germany, il logo Kaweco e la misura F. Comunque, per chi fosse interessato, esistono anche i pennini M e B.


La stilografica, sia nelle primissime prove di scrittura che nei giorni in cui me la sono portata appresso (in fin dei conti l'ho comprata proprio per questo), si è sempre comportata magistralmente e non ha mai dato problemi di scarsa o nulla fuoriuscita di inchiostro... merito anche dell'inchiostro che sto usando in questo periodo: sto parlando del Diamine Sapphire Blue, un inchiostro talmente fluido che tende a far rinascere a nuova vita anche le penne problematiche o che hanno alimentatori intasati da grumi di inchiostri scadenti. Penso, senza possibilità di sbagliare, che la Kaweco Al Sport (con pennino F) e l'inchiostro Diamine Sapphire Blue siano l'accoppiata perfetta.


Chiudo qui la mia recensione con il solito voto finale: 9. La Kaweco Al Sport è la penna ideale per stare sempre al nostro fianco (non ingombra le tasche o taschini) e il suo pennino è un campione di affidabilità. Ecco, infine, la scansione del foglio (ho usato un eccellete foglio A5 della Pigna) con la mia prova di scrittura:


----------
Le precedenti recensioni delle penne stilografiche e degli inchiostri in mio possesso:
- 01/02/2017: Inchiostro Diamine Sapphire Blue
- 20/11/2016: Penna stilografica Lamy Logo
- 28/09/2016: Penna stilografica Jinhao 250
- 16/09/2016: Inchiostro Diamine Presidential Blue
- 09/09/2016: Inchiostro Pelikan 4001 blu-nero
- 07/09/2016: Inchiostri Lamy blu-nero, blu e rosso
- 29/08/2016: Inchiostri Pelikan 4001 nero, blu e rosso
- 26/08/2016: Penna stilografica Kaweco Sport Classic
- 10/08/2016: Penna stilografica Jinhao 886
- 20/07/2016: Penna stilografica Jinhao X750
- 08/07/2016: Penna stilografica Schneider Voyage
- 05/07/2016: Penna stilografica Pilot V Pen
- 13/06/2016: Penna stilografica Hero 616
- 10/06/2016: Penna stilografica Pelikan Twist
- 27/05/2016: Penna stilografica Lamy Safari

lunedì 20 febbraio 2017

Il consiglio letterario...

----- Alan Friedman: Questa non è l'America
Questa non è l'America non è un semplice libro sugli Stati Uniti d'America. È una fotografia in tempo reale ma anche un'analisi delle ragioni del passato e del presente della società americana attraverso le lenti della politica, dell'economia, dello stato civile, sullo sfondo delle elezioni presidenziali del 2016. Un saggio narrativo che ha l'obiettivo di indagare le cause della malattia che affligge l'America, una nazione lacerata, impaurita, rabbiosa e con grandi fasce della popolazione in situazione di emarginazione se non addirittura di alienazione e privazione dei diritti fondamentali. È vero, gli Stati Uniti sono ancora la superpotenza mondiale, ma per quanto tempo ancora? Le forze oscure del razzismo e della povertà minacciano la famosa coesione sociale degli americani, senza dimenticare la bomba a orologeria rappresentata da un debito pubblico di quasi ventimila miliardi di dollari. Si aggiunge una Wall Street che non si è riformata e un capitalismo che ha creato la più severa disuguaglianza dei redditi in Occidente: è facile capire perché milioni di americani vivono oggi in una nuova povertà estrema. D'altra parte stiamo parlando di un Paese ricchissimo di risorse, soprattutto imprenditoriali, la cui creatività nel campo dell'innovazione tecnologica (e non solo) non è seconda a nessuno. Allora che fine ha fatto il sogno americano? Cosa cambierà con un nuovo inquilino alla Casa Bianca? E quali sono le prospettive per l'America? Quali i suoi rapporti con l'Europa e con l'Italia?
Newton Compton (20 febbraio 2017)

[precedente puntata]

[Recensione] Un luogo chiamato libertà

Un luogo chiamato libertà
di: Ken Follett

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1266 KB
Pagine: 465
Editore: Mondadori (7 ottobre 2010)
ASIN: B005SZ7Y5G
Data di acquisto: 15 febbraio 2017
Letto dal 15 al 20 febbraio 2017

----- Sinossi -----
"Quest'uomo è proprietà di Sir George Jamisson di Fife. A.D. 1767". Da questa iscrizione intorno a un collare di ferro trovato nel giardino di casa, Ken Follett trae lo spunto per la trama di Un luogo chiamato libertà. Ambientato nell'Inghilterra del '700, al tempo della rivoluzione industriale e al sorgere del nuovo schiavismo, racconta le appassionanti vicende di una generazione anelante la libertà.

----- La mia recensione -----
"Pensa: vivere dove vuoi, non dove te lo ordinano. Scegliere il lavoro, essere libero di andartene e di accettarne un altro pagato meglio, o meno pericoloso, o più pulito. Essere padrone di te stesso e non schiavo di qualcuno... non sarebbe magnifico?".
Un luogo chiamato libertà è uno spettacolare libro del 1995 di Ken Follett che parla di amore, coraggio, libertà e determinazione... tutti elementi splendidamente incastonati in un contesto storico davvero esistito: quello delle miniere di carbone inglesi e delle colonie americane della seconda metà del 1700, l'epoca in cui la vita di un minatore e di uno schiavo valevano meno di uno straccio.
Il romanzo, pur avendo Mack MacAsh con protagonista assoluto, può benissimo esser visto come un racconto corale: infatti, mentre leggeremo le peripezie di Mack verso la sua voglia di libertà (poveraccio, ne passerà davvero di tutti i colori), seguiremo anche le sorti di Lizzie Hallim (donna libera ed emancipata, che non accetta la vita che il destino gli ha tracciato) e di tutta la famiglia Jamisson, con padre e figli uno più odioso dell'altro. E da questo si capisce benissimo che la tormentata storia d'amore tra Mack e Lizzie è solo il pretesto per affrontare l'argomento degli scontri tra conservatori e liberali inglesi e delle primissime ribellioni nelle colonie d'Oltreoceano.
La trama, con le tante storie secondarie che scorrono parallelamente alla vicende di Mack, è davvero ben costruita e si lascia leggere in maniera fluida; ogni volta che dovevo staccarmi dalla sua lettura facevo davvero molta fatica. Consigliato agli amanti dell'avventura (e qui, cari amici lettori, c'è né davvero tanta) e a chi vuol capire cosa siano state le lotte di classe e di libertà.
Voto: (5 su 5)

----------
Gli altri libri di Ken Follett che ho sin qui recensito:
- L'inverno del mondo (6 agosto 2016)
- La caduta dei giganti (15 settembre 2015)
- La cruna dell'ago (25 agosto 2015)
- Il terzo gemello (11 giugno 2015)
- Letti ma non recensiti: I pilastri della terra, Mondo senza fine, Il martello dell'Eden, Alta finanza, Le gazze ladre

domenica 19 febbraio 2017

Il consiglio letterario...

Nuova rubrica (senza periodicità fissa) sui libri che vi consiglio di acquistare e leggere... e che, comunque, saranno quelli che io stesso provvederò a procurarmi!

----- Tahar Ben Jelloun: Il terrorismo spiegato ai nostri figli -----
Gli attacchi terroristici che negli ultimi anni hanno portato la paura in Occidente (e non solo) ci obbligano a convivere con una violenza spesso difficile da comprendere. Le televisioni e i giornali ci inondano di immagini traumatiche, la morte è diventata una notizia quotidiana, distribuita alla cieca tra gente comune: allo stadio, nei teatri, al bar, in aeroporto. Un'intera generazione sta crescendo con il timore di non essere al sicuro, e con molte domande che non trovano risposta. Come aiutare i nostri figli a liberarsi dalla paura? Come spiegare loro le ragioni di quello che sta accadendo, tra religione, storia, interessi economici e politici? Quasi vent'anni dopo lo straordinario successo mondiale di Il razzismo spiegato a mia figlia, Tahar Ben Jelloun torna al cuore dell'attualità e, riflettendo sulla natura del terrorismo, ci regala un libro illuminante sull'importanza delle parole, sulla responsabilità di educare, sul rapporto non negoziabile con la verità.
Editore: La nave di Teseo (9 febbraio 2017)

----- Francesco Giorgino: Giornalismi e società. Informazione, politica, economia e cultura -----
Nell'era della globalizzazione, della complessità più che della complicazione, dell'individualismo e della personal communication, riflettere sulla funzione sociale dell'informazione significa soprattutto considerare le conseguenze dell'interconnessione fra politica, economia, finanza e cultura, qui intesa come universo di conoscenze conoscibili. Il saggio analizza il senso autentico dell'attività di mediazione dei giornalismi. Quattro sono le tesi sostenute nel libro. La prima è che, pur nell'evoluzione dei modelli tradizionali a vantaggio di nuove categorie interpretative (dal citizen journalism al data journalism, dal brand journalism alle all news) resta esclusiva la capacità dell'informazione di ricercare, indicare e perseguire quell'orizzonte di senso che nessun altro può garantire. La seconda tesi, relativa al rapporto fra giornalismo e politica, è che più che sulla quantità occorre puntare sulla qualità, se si vuole implementare il livello di democrazia di un Paese. La terza tesi è che l'informazione deve interpretare anche la funzione di arbitro fra politica ed economia, contribuendo a mettere un argine alla prevaricazione della finanza. La quarta e ultima tesi è che nel ventunesimo secolo l'acquisizione della conoscenza da parte del pubblico (interattivo e non più solo attivo) coincide in larga misura con la fruizione di contenuti mediali. E questo dilata la responsabilità dei mezzi di informazione.
Editore: Mondadori Education (14 febbraio 2017)

La classifica dei libri più venduti (nella settimana dal 5 all'11 febbraio 2017)

Questi i libri più venduti nella settimana dal 5 all'11 febbraio:

1. Georges Simenon: La casa dei Krull (Adelphi)
2. Alessandro D’Avenia: L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (Mondadori)
3. Carlo Lucarelli: Intrigo italiano. Il ritorno del commissario De Luca (Einaudi)
4. Chiara Gamberale: Qualcosa (Longanesi)
5. J. K. Rowling: Animali fantastici e dove trovarli. Screenplay originale (Salani)
6. Andrea Marcologno: La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco (Laterza)
7. Alessandro Robecchi: Torto marcio (Sellerio)
8. Luca Bianchini: Nessuno come noi (Mondadori)
9. Lauren Kate: Fallen (Rizzoli)
10. Stefania Bertola: Ragione & sentimento (Einaudi)

[settimana precedente]

mercoledì 15 febbraio 2017

[Recensione] Il cacciatore del buio

Il cacciatore del buio
di: Donato Carrisi

Formato: Kindle (dimensioni file: 1306 KB)
Pagine: 391
Editore: Longanesi (29 settembre 2014)
ASIN: B00M97VLAA
Data di acquisto: 15 dicembre 2015
Letto dal 10 al 15 febbraio 2017)

----- Sinossi -----
Non esistono indizi, ma segni. Non esistono crimini, solo anomalie. E ogni morte è l'inizio di un racconto. Questo è il romanzo di un uomo che non ha più niente (non ha identità, non ha memoria, non ha amore né odio) se non la propria rabbia... E un talento segreto. Perché Marcus è l'ultimo dei penitenzieri: è un prete che ha la capacità di scovare le anomalie e di intravedere i fili che intessono la trama di ogni omicidio. Ma questa trama rischia di essere impossibile da ricostruire, anche per lui. Questo è il romanzo di una donna che sta cercando di ricostruire se stessa. Anche Sandra lavora sulle scene del crimine, ma diversamente da Marcus non si deve nascondere, se non dietro l'obiettivo della sua macchina fotografica. Perché Sandra è una fotorilevatrice della polizia: il suo talento è fotografare il nulla, per renderlo visibile. Ma stavolta il nulla rischia di inghiottirla. Questo è il romanzo di una follia omicida che risponde a un disegno, terribile eppure seducente. E ogni volta che Marcus e Sandra pensano di aver afferrato un lembo della verità, scoprono uno scenario ancora più inquietante e minaccioso. Questo è il romanzo che leggerete combattendo la stessa lotta di Marcus, scontrandovi con gli stessi enigmi che attanagliano Sandra, vivendo delle stesse speranze e delle stesse paure fino all'ultima riga. E non dimenticherete più. Con Il cacciatore del buio Donato Carrisi consacra definitivamente la sua verve immaginativa e il suo stile, pietre miliari con le quali gli altri scrittori dovranno confrontarsi. Una trama piena di svolte inattese, una scrittura ricca di immagini ammalianti e scorrevole al punto da essere travolgente: Carrisi ormai è una vera e propria firma che ha lasciato il segno nelle classifiche e nei lettori, non soltanto in Italia ma in tutto il mondo.

----- La mia recensione -----
"Quando non si può dare un volto al mostro, chiunque gli somiglia. Ci si guarda l'un l'altro con sospetto, chiedendosi cosa si nasconda dietro l'apparenza, consapevoli di essere osservati con la stessa domanda nello sguardo."
Come per tutti i suoi precedenti lavori, anche questo libro di Donato Carrisi mi ha inchiodato alla lettura. Secondo romanzo della trilogia (almeno sino ad ora) incentrato sulle vicende di Marcus e Sandra; gli altri due sono: Il tribunale delle anime (del 2011) e Il maestro delle ombre, uscito lo scorso anno. Questo qui, datato 2014 (perciò, in ordine temporale si colloca in mezzo ai due che ho appena citato e che ho già letto), si lascia leggere con una certa facilità... primo perché è un thriller assolutamente ben costruito con un enigma da ricostruire per poter essere successivamente risolto (e io, scusate la modestia, ci sono riuscito già a metà romanzo), secondo perché ti fa fare una full immersion nei segreti della città di Roma e del Vaticano.
La trama, che qui evito di riassumere perché c'è il rischio di fare spoiler, parte come un horror e, strada facendo, si infittisce e si ingarbuglia tra eventi passati, misteri da nascondere e, ovviamente, riferimenti al libro precedente. E sarò sincero: quello che io trovo essere un grosso limite del libro (che comunque resta spettacolare) è che gli spunti e i fatti narrati si succedono ad un ritmo talmente elevato che, ogni tanto, mi è toccato tornare indietro di una ventina di pagine perché avevo il timore che mi stesse sfuggendo qualcosa...!
Vito: (4 su 5)

Clicca qui e scarica le mie note e le parti che ho sottolineato

----------
Tutti i libri di donato Carrisi che ho letto e recensito:
- Il maestro delle ombre (20 dicembre 2016)
- L'ipotesi del male (27 agosto 2016)
- La ragazza nella nebbia (11 gennaio 2016)
- Il tribunale delle anime (27 ottobre 2014)
- La donna dei fiori di carta (9 luglio 2014)