domenica 24 settembre 2017

La classifica dei libri più venduti (di domenica 24 settembre 2017)

Questi i libri più venduti (fonte: "La Lettura", supplemento del Corriere della Sera di domenica 24 settembre):

1. (n) Ken Follett: La colonna di fuoco (Mondadori)
2. (1.) Antonio Manzini: Pulvis et umbra (Sellerio)
3. (2.) Paolo Cognetti: Le otto montagne (Einaudi)
4. (n) Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli: Tempo da elfi. Romanzo di boschi, lupi e altri misteri (Giunti Editore)
5. (n) Donatella Di Pietrantonio: L'Arminauta (Einaudi)
6. (5.) David Lagercrantz: L'uomo che inseguiva la sua ombra (Marsilio)
7. (3.) Francesca Cavallo ed Elena Favilli: Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie (Mondadori)
8. (4.) Andrea Vitali: Bello, elegante e con la fede al dito (Garzanti)
9. (6.) Andrea Camilleri: La rete di protezione (Sellerio Editore)
10. (=) Carlo Rovelli: L'ordine del tempo (Adelphi)

[settimana precedente]

National Geographic Italia: i numeri di novembre e dicembre 2001

----- Novembre 2001 -----
- Russia allo specchio. Dopo essersi rialzata a fatica dal crollo dell'Unione Sovietica, la Russia, a dieci anni di distanza, riaffiora mostrando un volto inedito: Internet bar, istituti di ricerca, negozi rutilanti, e un malessere che cresce. Il ritratto dei nuovi tempi, fra speranza e pessimismo.
- Le sorgenti degli ippopotami. Nelle pozze di Mzima, in Kenya, popolate da pachidermi, coccodrilli, pesci, insetti predatori e animali necrofagi, la vita prospera grazie alla cenere e allo sterco.
- Aurore. Celestiali spettacoli di luci e colori, le aurore boreali e australi hanno ispirato leggende e opere d'arte. Ma rappresentano una sfida per la scienza, che vuole prevedere questi straordinari fenomeni naturali.
- Gli antenati delle balene. Viaggio nel lontano passato, quando i cetacei avevano le zampe, e prendevano confidenza con il mare: 50 milioni di anni fa sulla terra zampettavano i progenitori di Moby Dick.
- Chi costruì le piramidi? Chi erano e come vivevano gli uomini e le donne che, oltre 4.000 anni fa, edificarono il più imponente complesso monumentale dell'antico Egitto? L'ultima campagna di scavi nella piana di Giza ha riservato non poche sorprese. Una fra tutte: i costruttori delle piramidi non erano affatto schiavi.
- Cobra reale. Il veleno del suo morso può uccidere un elefante. Ma questo formidabile cacciatore, veloce come il fulmine, considerato sacro e venerato in India, è in realtà timido e schivo e attacca solo se provocato. Eppure il cobra continua a infondere terrore tra gli abitanti delle regioni dell'Asia tropicale che costituiscono il suo areale.
- Codice postale: Steelville, Missouri. "Tosti come tronchi di pino", gli abitanti di questa cittadina sonnacchiosa nel cuore dell'America rurale dove il benessere non è mai arrivato, vivono come ai vecchi tempi, coltivando le stesse passioni dei loro nonni: caccia, pesca, musica country, sport e pettegolezzi.
- Grandi reportage (1924): Una calda estate in Asia Minore. Pubblicato da National Geographic nell'ottobre del 1924, questo reportage racconta la missione in Turchia del maggiore Robert Whitney Imbrie, all'epoca rappresentante ad Ankara del Dipartimento di Stato americano. Presentando l'articolo, il direttore definiva l'autore "un gentiluomo... coscienzioso, onesto e coraggioso", e ne piangeva la tragica morte: nel luglio di quello stesso anno, infatti, Imbrie era stato linciato da una folla inferocita a Teheran, dove si trovava in qualità di viceconsole degli Stati Uniti. Nell'articolo l'autore getta il suo sguardo non privo di pregiudizi (tipici peraltro dei viaggiatori occidentali dell'epoca) sulla neonata Repubblica turca, e sui costumi e la filosofia di vita dei suoi cittadini. Non si può certo dire che Imbrie fosse ben disposto verso la Turchia: la definiva "un Paese che da tremila anni produce soprattutto guerra, con carneficine, saccheggi e rapine come sottoprodotti". Allo stesso tempo, però, era pronto a riconoscere la squisita cortesia e la generosa ospitalità degli abitanti.

----- Dicembre 2001 -----
- Mappa in allegato: Afghanistan, guerra infinita (lato A) e cartina fisico/politica di Afghanistan e Pakistan (lato B)
- Grandi reportage (1921): Afghanistan, terra proibita. Una terra impenetrabile, circondata da aspre montagne e distese desertiche. Un mosaico di tribù, litigiose e diffidenti verso lo straniero, ma anche ospitali e incuriosite dalle novità. Così, su National Geographic del gennaio 1921, "Haji Mirza Hussein" svelava l'Afghanistan agli occidentali: sotto questo pseudonimo si nascondeva un europeo che, travestito da pellegrino persiano, era riuscito a introdursi nel Paese e persino a farsi ospitare alla corte di Kabul. Da allora sono trascorsi ottant'anni. Si sono succeduti cataclismi naturali e politici. Eppure il cuore dell'Afghanistan di allora assomiglia in modo straordinario al Paese di oggi. Il racconto ci regala un ritratto illuminante, che aiuta, forse meglio di molti altri commenti, a interpretare gli eventi di questi giorni. Le fotografie sono comparse su Geographic tra il 1921 e il 1950.
- Grandangolo: Spedizione sull'Isola Re Giorgio e le sue grotte di cristallo. Un'équipe italiana nel cuore di un ghiacciaio antartico.
- Abramo. Viaggio sulle orme del patriarca, dove l'eco dei racconti biblici si sovrappone al conflitto che oggi lacera l'unità fra i discendenti delle tre grandi religioni abramitiche.
- Afghanistan. Un reporter veterano delle guerre in Afghanistan, Edward Girardet, rievoca i suoi incontri con Osama bin Laden, con i Taliban e con i due kamikaze che hanno assassinato Massoud, il leone del Panjshir.
- Massoud, lettera a un amico scomparso. L'omaggio del grande fotografo Reza a un celebre guerriero, in memoria di un'amicizia nata nelle trincee.
- Silicon Valley. Nella mecca californiana dei geni del computer e degli imprenditori on-line, dopo anni di euforia, le aziende del web hanno cominciato a fare acqua. Ma i cervelloni di Internet restano ottimisti, e le cifre danno loro ragione: solo l'anno scorso le imprese agli esordi hanno catalizzato investimenti per 17 miliardi di dollari.
- In linea col futuro. Cavi in fibra ottica, satelliti, telefoni cellulari. Le reti a fibre ottiche e la telefonia mobile stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere. Cresce però il divario tra il mondo collegato in rete e le centinaia di milioni di persone che non possiedono neanche il telefono.
- SuperCroc. Il celebre "cacciatore di fossili" Paul Sereno e la sua équipe svelano i segreti di un gigantesco coccodrillo preistorico, Sarcosuchus imperator, signore dei fiumi africani circa 110 milioni di anni fa. Lungo 12 metri e pesante fino a nove tonnellate, Sarcosuchus era forse il più grande coccodrillo mai esistito, talmente feroce da spaventare gli stessi dinosauri.
- Isole di ghiaccio. Acque tempestose, venti implacabili e trappole glaciali; sono solo alcuni dei pericoli affrontati dagli esploratori che si sono spinti tra gli iceberg dell'Antartide per raggiungere un gigante tra i giganti, il B-15B: una massa immensa, quasi inimmaginabile, di 4.900 chilometri quadrati.

giovedì 21 settembre 2017

[Recensione] Quattro giorni dopo

Quattro giorni dopo
di: Sarah Lotz

Titolo originale: Day Four
Formato: Kindle
Dimensioni file: 1476 KB
Pagine: 360
Editore: Casa Editrice Nord (30 giugno 2016)
ASIN: B01CJUFWM4
Data di acquisto: 15 agosto 2017
Letto dal 17 al 21 settembre 2017

----- Sinossi -----
Due anziane vedove, un medico, un blogger spregiudicato, un ex poliziotto, una giovane steward, un marito infedele: ognuno di loro nasconde segreti oscuri. E la verità verrà a galla quando saranno messi di fronte all'impossibile... Ai tremila passeggeri della Beautiful Dreamer, partiti da tre giorni per una crociera nel mar dei Caraibi, sembra davvero di vivere un sogno. Il quarto giorno, però, i motori all'improvviso smettono di funzionare, così come tutti i sistemi di comunicazione. Alla deriva in mezzo all'oceano, con le scorte di cibo e acqua che iniziano a scarseggiare e senza nessuna traccia di una missione di salvataggio, la situazione sembra volgere al peggio. Eppure non è finita. Una donna viene infatti trovata morta nella sua cabina e diverse persone lamentano i primi sintomi di una strana malattia. L'equipaggio cerca di mantenere la calma, tuttavia sempre più passeggeri vengono presi dal panico, mentre qualcuno arriva addirittura a ipotizzare che non ci sia niente di casuale in quell'avaria. Ma chi avrebbe potuto sabotare la nave? E per quale motivo, poi? Una sola cosa è certa: più passa il tempo, più nella mente di tutti si insinua il dubbio che qualcuno, o qualcosa, stia tramando nell'ombra perché nessuno esca vivo di lì...

----- La mia recensione -----
"Sappiate questo, i vostri guardiani e le vostre guide e gli spiriti dei trapassati si stanno facendo avanti. Sappiate questo, la morte non esiste".
Libro molto strano: non ha una trama ben definita o lineare, ma bisogna ricostruirla piano piano tramite le peripezie dei sette protagonisti a bordo della nave al centro della vicenda. Carino anche il riferimento a Il segno, il precedente libro di Sarah Lotz.
Tuttavia, bisogna dire che sto facendo davvero molta fatica a classificare il genere letterario in cui collocare questo romanzo: non è un thriller perché non ci sono scene degne di nota, e non è un horror perché c'è solo una nave in avaria in cui succede di tutto e di più... ma niente di tanto allarmante. Forse l'autrice aveva in mente qualche idea particolare che poi, alla fin fine, non ha saputo sfruttare? Boh? E, per dirla tutta, il finale sconclusionato mi ha lasciato con l'amaro in bocca perché non si capisce proprio cosa sia successo a questa sfortunata nave... Ti resta il dubbio se sia "approdata" in una realtà alternativa o, semplicemente, si sia trovata al centro di un qualche contagio/sterminio a livello mondiale...
- Voto: (3 su 5)

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martedì 19 settembre 2017

I 70 anni di Stephen King; lunga vita al re dell'horror

[da Repubblica.it]

Il re dell'horror compie 70 anni. Nella sua lunghissima carriera ha pubblicato più di cento tra romanzi e racconti, venduti in 350 milioni di copie, ma il record lo ha raggiunto con gli adattamenti dai suoi thriller. L'ultimo, il film 'It', nelle sale italiane il 19 ottobre, è già record in Usa

di Silvia Bizio - The King of horror, Stephen Edwin King, compie 70 anni il 21 settembre. Il maestro del brivido, lo scrittore da record per il cinema, il prolifico autore del Maine, non si preoccupa tanto dell'anagrafe. "Per me ciò che conta è quante parole o pagine di computer scrivo ogni giorno: fino a dieci anni fa producevo sei o sette buone pagine, oggi ne sforno tre se va bene: ma il mio segreto è farlo ogni santo giorno dell'anno. Quando non scrivo entro in depressione ma non devo sforzarmi troppo: mi bastano tre o quattro ore al giorno per sentirmi appagato". Stephen King in grande spolvero: non solo 350 milioni di copie attualmente pubblicate nel mondo e più di cento opere tra raccolte di racconti e romanzi, ma ultimamente un sovrapporsi di adattamenti da sue opere al cinema o in tv, da The Dark Tower (un fallimento), a Mr. Mercedes e il recente It, tratto dal suo romanzo del 1986, che nel primo weekend di programmazione ha stabilito un nuovo record per un horror con un incasso di oltre 117 milioni di dollari. Già adattato in una miniserie nel 1990, il romanzo vede una creatura demoniaca che fa vittime fra i bambini di Derry, nel Maine, e i sette adulti che anni dopo tornano per fermarlo. Diretto da Andres Muschietti è interpretato da Bill Skarsgård nei panni del malefico clown Pennywise.
Nessuna pensione per Stephen King. Non solo, ma sta uscendo il libro Seven Beauties, scritto in collaborazione con il figlio Owen King, che come il fratello ha seguito le orme del padre nella scrittura. "Con l'arrivo dei 70 anni le idee non mi mancano, anche se non sono più frequenti come una volta - dice King in una delle sue rare interviste in occasione dell'uscita di It -. C'era un tempo in cui avevo così tante idee che il cervello sembrava voler scoppiare, non riuscivo a contenerle. Preferivo i racconti per dare espressioni a tutte queste idee; un romanzo è come essere sposati, ti devi impegnare, devi rimanere fedele a una sola idea, come fosse tua moglie, senza farti distrarre da altre tentazioni. Ci sono aspetti della terza età che dovrebbero essere celebrati, la lentezza ad esempio. Ora le idee mi arrivano un po' più lentamente, mi giungono ben stagionate, e forse è meglio rispetto alla sarabanda frenetica di prima. Ora le idee le vedo arrivare con anticipo, e mi faccio trovare preparato all'impatto. Vedo i miei figli, entrambi scrittori, con idee stupende e vedo in loro la mia stessa frenesia da giovane: non li invidio. Ma sono estremamente fiero di loro". Di smettere non se ne parla: ci aveva pensato per un po' nel 2002, a causa di un un brutto incidente di macchina avvenuto nel 1999. "È un miracolo che sia sopravvissuto o che non sia diventato un vegetale, perché avevo sbattuto la testa. Tre anni dopo, nel 2002, ero ancora pieno di dolori e scrivere mi era difficile, come se la vena creativa si fosse prosciugata. Non ero felice, e ho pensato, forse é meglio che smetta prima di sottomettere i miei lettori a un brutto libro. Voglio andarmene in silenzio, senza farmi notare troppo. E invece poi quasi miracolosamente il mio corpo ha cominciato a guarire e sono tornato ad essere di nuovo interessato alla scrittura e le idee hanno ricominciato a scorrere, ed eccomi ancora qui".
Bangor, capitale del terrore e della letteratura. La sua Bangor, vicino alla costa del Maine, è stata mascherata da King attraverso tante cittadine della fredda provincia americana e del New England in cui si svolgono i suoi romanzi e racconti, a partire dalla fittizia Derry, che ricorre spesso. Bangor è Derry, e viceversa, epicentro di tanti misteri e fenomeni paranormali e crimini ed enigmi, capitale internazionale del terrore: lo stesso cimitero della cittadina era il set per l'adattamento del film Cimitero vivente. E da Bangor King e sua moglie Tabitha (pure lei scrittrice) non si muoveranno mai. I due sono figure molto amate nel Maine: hanno donato decine di milioni di dollari per iniziative culturali, per finanziare biblioteche semi abbandonate, promuovere scuole pubbliche e progetti di lettura, stadi, arene. Lo stadio di baseball a Bangor ottenuto dall'autore una sponsorizzazione di due milioni di dollari in cambio di un solo privilegio: che il cartellone luminoso dello stadio fosse posto in modo che King, dal suo studio di casa, sia in grado di leggere il risultato. Lo scrittore è un perfezioniosta, esigente con se stesso, non immune da un tormento interiore (abusi di cocaina e alcol nel passato): ma ha gusti frugali, si accontenta di molto poco. È il lavoro che lo soddisfa, nient'altro.
Le paure del maestro dai ragni a Trump. Lui, maestro della paura, di cosa ha paura? "Dei ragni, sono il classico esempio di aracnofobia maniacale, ma anche la paura di perdere il senno, di sviluppare un precoce Alzheimer e non rendermene conto. E poi ho la fobia del numero 13: ogni volta che arrivo a quella pagina di un libro che sto scrivendo cerco di scriverlo velocissimo senza mai fermarmi per passare così in fretta alla pagina 14. Se leggo un libro non mi fermo mai alla pagina 94, 193, o 382, perchè la somma di quei numeri corrisponde al 13. Dopo tutto c'erano 13 scalini per salire alla ghigliottina in Inghilterra fino al 1900!". Per non parlare del terrore di Trump, che lo ha assalito da quando ha annunciato la sua candidatura alla Presidenza degli Stati Uniti e contro il quale King non ha mai avuto remore a rendere pubblico il suo disdegno, soprattutto contro il metodo preferito di comunicazione del Presidente, Twitter. "A parte queste cose però non ho tante altre paure, forse perché le esorcizzo scaricandole sul lettore - aggiunge sorridendo -, ma è vero che c'è un tema ricorrente nella mia opera: in tutti noi c'è il bene e il male, in tutti c'è un santo e un potenziale mostro, e se non fa paura questo non saprei che altro raccontare".
King, i film dai suoi libri che ama e che odia. Tra gli autori più prolifici, Stephen King ha avuto un altissimo numero di adattamenti: dai suoi romanzi sono stati tratti 37 tra film e serie tv. Ma King non ha un rapporto eccelso con gli adattamenti dai suoi romanzi. I più riusciti secondo lui? I film diretti da Rob Reiner Stand By Me e Misery non deve morire, e Le ali della libertà di Frank Darabont. Quello che gli piace di meno? Shining, il capolavoro di Stanley Kubrick del 1980 con Jack Nicholson; King lo detesta. "Nel film sono stati tolti tutti gli elementi più importanti del libro che spiegano la discesa del protagonista nella follia - dice lo scrittore -; a me sembra che manchi di tensione, di suspance, ci sono solo coup de horror teatrali e posticci. Mi sono sentito tradito. Forse per la pretesa artistica del film. Tutti gli altri mi vanno bene, anche La torre nera, così tartassato dalla critica: non è pretenzioso prima di tutto,  e a me sembra che non potrebbe fare meglio nel condensare otto lunghi romanzi in sole due ore di film. Ma guardate, una volta concesso i diritti io rispetto lo sceneggiatore e il regista: romanzo e film sono due mondi diversi".
Un racconto per un dollaro, King e i debuttanti. E come scrittore, sceneggiatore, regista e anche produttore - e semplice amante del cinema -, riesce a vivere i film e le serie tratti dal suo lavoro in modi assai diversi: "Mi ritrovo a pensare ai cambiamenti fatti dal regista, ma allo stesso tempo sono capace di stare lì seduto a godermelo come un normalissimo membro del pubblico. Di solito i film mi piacciono, sono un perfetto spettatore da popcorn. Ho odiato pochissimi film nella mia vita, e non credo di essere mai uscito dal cinema con una sola eccezione, negli ultimi 20 anni: Transformers. È la cosa più stupida e ridicola che abbia mai visto". King è noto per cedere i diritti dei suoi racconti (non romanzi) a bravi registi giovani debuttanti e meritevoli per il prezzo simbolico di un dollaro. "Una volta fatto il film me lo mandano, e se mi piace metto il dvd su una mensola speciale etichettata One dollar movies: sono i film che amo di più". Non a caso King attualmente ha ben 36 progetti in via di sviluppo tratti da suoi brevi racconti, senza attori famosi, con budget che vanno dai 10 ai 25.000 dollari. 36 dollari per King, e chissà quanti finiranno sulla sua mensola?

domenica 17 settembre 2017

La classifica dei libri più venduti (di domenica 17 settembre 2017)

Questi i libri più venduti (fonte: "La Lettura", supplemento del Corriere della Sera di domenica 17 settembre):

1. (=) Antonio Manzini: Pulvis et umbra (Sellerio)
2. (=) Paolo Cognetti: Le otto montagne (Einaudi)
3. (4.) Francesca Cavallo ed Elena Favilli: Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie (Mondadori)
4. (n) Andrea Vitali: Bello, elegante e con la fede al dito (Garzanti)
5. (n) David Lagercrantz: L'uomo che inseguiva la sua ombra (Marsilio)
6. (3.) Andrea Camilleri: La rete di protezione (Sellerio Editore)
7. (5.) Roberto Emanuelli: E allora baciami (Rizzoli)
8. (n) Angela Marsons: La ragazza scomparsa (Newton Compton Editori)
9. (n) Elizabeth Strout: Tutto è possibile (Einaudi)
10. (8.) Carlo Rovelli: L'ordine del tempo (Adelphi)

[settimana precedente]

[Recensione] I pilastri della terra

I pilastri della terra - Serie di Kingsbridge, vol. 1
di: Ken Follett

Titolo originale: The Pillars of the Earth
Formato: copertina flessibile
Pagine: 1049
Editore: Mondadori (23 maggio 2016)
ISBN-13: 978-8804666929
Data di acquisto: -
Letto dal 6 al 17 settembre 2016

----- Sinossi -----
Un mystery, una storia d'amore, una grande rievocazione storica: nella sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci nell'Inghilterra medievale al tempo della costruzione di una cattedrale gotica. Intreccio, azione e passioni si sviluppano così sullo sfondo di un'era ricca di intrighi e cospirazioni, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. Con la stessa suspense che caratterizza tutti i suoi thriller, Follett ricrea un'epoca scomparsa e affascinante. Foreste, castelli e monasteri sono l'avvolgente paesaggio, mosso dai ritmi della vita quotidiana e dalla pressione di eventi storici e naturali entro il quale per circa quarant'anni si confrontano e si scontrano le segrete aspirazioni e i sentimenti dei protagonisti (monaci, mercanti, artigiani, nobili, fanciulle misteriose), vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale.

----- La mia recensione -----
"L'eccesso di orgoglio è un peccato molto diffuso, ma un uomo può sfruttare altrettanto facilmente il volere di Dio per eccesso di umiltà".
Non avendo mai letto questo libro, ho deciso di colmare la lacuna proprio nei giorni in cui è uscito il terzo capitolo della saga di Kingsbridge. Il titolo I pilastri della terra richiama palesemente i personaggi che, appunto, sostengono le comunità al centro del romanzo: Philip all'interno del suo priorato e Tom, Jack e Aliena all'interno della città immaginaria di Kingsbridge. Quattro umili personaggi (è su di loro che si basa il romanzo) ma molto determinati a contrastare le macchinazioni ed i tradimenti dei potenti di turno.
Io sono un amante del genere "giallo/thriller" ma devo riconoscere che anche quello "storico" trova spesso il mio favore... e questo libro, anche se abbastanza corposo, entra di diritto tra i miei preferiti di sempre! Tutto merito di una trama appassionante e talmente ben studiata che sembra di assistere ad un film (ed infatti qualche anno fa ne è stato tratto un adattamento televisivo), scenari maestosi (non a caso il Medioevo è il mio periodo storico preferito) e personaggi ben delineati. L'unico appunto che mi sento di muovere a Follett riguarda tutta la parte in cui descrive le caratteristiche di una cattedrale e le fasi della sua costruzione... tuttavia, visto il tema trattato in tutto il romanzo, riconosco che non si poteva fare altrimenti.
- Voto: (5 su 5)

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Gli altri libri di Ken Follett che ho letto e recensito:
- 31 luglio 2017: I giorni dell'eternità - The century trilogy, vol. 3
- 6 agosto 2016: L'inverno del mondo - The century trilogy, vol. 2
- 15 settembre 2015: La caduta dei giganti - The century trilogy, vol. 1
- 20 febbraio 2017: Un luogo chiamato libertà
- 25 agosto 2015: La cruna dell'ago
- 11 giugno 2015: Il terzo gemello
Già comprati ma ancora da leggere: I pilastri della terra, Mondo senza fine, Le gazze ladre, Il martello dell'Eden, Alta finanza.

National Geographic Italia: i numeri di settembre ed ottobre 2001

----- Settembre 2001 -----
- Mappa in allegato: Africa fortezza verde (lato A) e Africa oggi (lato B)
- Grandangolo: Un rifugio italiano per Baby. Jane Goodall racconta la sua missione per la tutela dei primati. E fa proseliti sulle colline emiliane.
- Senza passaporto. Nell'Africa meridionale stanno nascendo i "parchi della pace", aree protette che scavalcano i confini nazionali. La posta in gioco è altissima: non solo tutelare alcuni degli ecosistemi più ricchi e preziosi del pianeta, ma dare nuove opportunità di sviluppo a popolazioni colpite da decenni di guerre e di miseria. L'iniziativa ha un promotore d'eccezione: Nelson Mandela.
- Egitto, caccia alle tombe perdute. Per 2.600 anni sono rimaste nascoste in un'oasi nel Deserto Occidentale. Oggi le tombe del governatore Zed-Khons-uef-ankh, di suo padre e di sua moglie tornano alla luce, regalandoci nuovi tesori e preziose informazioni su un uomo che riuscì a entrare nelle grazie del faraone.
- La nuova America. Come sta cambiando il volto dell'America? Sono gli studenti di un liceo della Virginia a raccontarcelo. L'immigrazione negli Stati Uniti è ormai arrivata a livelli record e tra i banchi di scuola si riesce a valutare meglio l'impatto sulla popolazione delle nuove e vecchie ondate di immigrati.
- Titani dei ghiacci. Immagini rare e spettacolari dall'Artide canadese, dove i trichechi dell'Atlantico accudiscono i loro piccoli, si impegnano in sanguinose battaglie per il territorio e giocano la loro partita quotidiana per la sopravvivenza contro gli orsi polari.
- Quanti anni ha... un fossile, una roccia, l'intero universo? Per misurare lo scorrere del tempo gli scienziati utilizzano tecniche di datazione sempre più raffinate e complesse, esplorando le profondità della materia alla ricerca degli "orologi naturali".
- Garifuna. Un popolo di pescatori, frutto della mescolanza tra indiani Caribi e schiavi africani, giunto sulle coste dell'America centrale dopo una lunga odissea, cerca di preservare la propria indipendenza e le sue preziose tradizioni culturali.

----- Ottobre 2001 -----
- Grandangolo: La cultura Kalash in Pakistan e il vino degli dei. Vendemmia pagana in terra d'Islam.
- Grandi reportage (1912): I cacciatori di teste di Luzon. Un esploratore bianco, Dean C. Worcester, si addentra nelle giungle dell'isola più grande delle Filippine per studiare le tribù dei tagliatori di teste. Ecco il suo resoconto, pubblicato su Geographic nel 1912.
- Potenza della luce. In principio fu la luce. E luce sempre sarà, sino alla fine. Nutre il nostro corpo e accende le emozioni. Ma offre anche strumenti che cambiano la nostra vita: dalle lampadine, ai laser, alle fibre ottiche. E siamo solo agli inizi. Le potenzialità della luce appaiono immense, e illumineranno il nostro futuro.
- Vita di notte nella foresta pluviale. Quando calano le tenebre nell'Asia sudorientale, le creature della notte spadroneggiano nella foresta. E il volto oscuro della giungla dà spettacolo.
- Il lungo risveglio. Funzionari, saltimbanchi, pecore e maiali: le memorie del sottosuolo di Xi'an sono molto più che un semplice Esercito di terracotta al seguito di due imperatori dell'Antica Cina.
- California, la furia della Terra. Affascinanti, magici, temibili. I vulcani della California settentrionale ispirano leggende e attirano pellegrini della New Age in cerca di emozioni mistiche. Ma per chi vive nella zona resta il timore di nuove, spaventose eruzioni.
- Ecco l'uomo del Kenya. Una scoperta eccezionale: il cranio di ominide rinvenuto dalla paleoantropologa Meave Leakey dopo dieci anni di ricerche ridisegna l'albero genealogico dell'umanità.
- Tjololo. Diciannove mesi sulle tracce di un leopardo maschio in una riserva del Sudafrica. La straordinaria avventura di un grande conoscitore della fauna africana che, con infinita pazienza, è riuscito a conquistare la fiducia di un felino maculato fra i più temibili al mondo.
- Costa Swahili. Un popolo di navigatori e mercanti, sempre "a metà strada fra la terra e il mare, fra africani e arabi... fra tradizione e modernità". Gli Swahili sono i depositari di una straordinaria cultura nata nelle città-stato dell'Africa orientale.
- Codice postale: Adjuntas, Puerto Rico. In questa cittadina arroccata tra le montagne portoricane si produce un caffè pregiato, forte e scuro. Gli uomini si riuniscono nelle taverne per ascoltare il cantastorie, e nella vicina foresta abitano gli dei...

venerdì 15 settembre 2017

Fresco fresco di consegna: Per questo mi chiamo Giovanni (di Luigi Garlando)

Luigi Garlando - Per questo mi chiamo Giovanni. Da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone

Formato: copertina flessibile
Pagine: 154
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli; 2a edizione (21 marzo 2012)
ISBN-13: 978-8817055772
Prezzo: 9,78 euro
Data di acquisto e di consegna: 8 settembre 2017 - 15 settembre 2017

Sinossi: Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno, il papà gli regala una giornata speciale, da trascorrere insieme, per spiegargli come mai, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto proprio Giovanni. Tappa dopo tappa, mentre prende vita il racconto, padre e figlio esplorano Palermo, e la storia di Giovanni Falcone, rievocata nei suoi momenti chiave, s'intreccia al presente di una città che lotta per cambiare. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c'è anche a scuola, nelle piccole prepotenze dei compagni di classe, ed è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi. Anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze. Prefazione di Maria Falcone e un'intervista all'autore.

mercoledì 13 settembre 2017

Ecco il primo capitolo di "Origin", il nuovo libro di Dan Brown

[da Repubblica.it]

Ancora un libro con protagonista Robert Langdon, già al centro del Codice da Vinci, Angeli e Demoni e Inferno.




Il professor Langdon sollevò lo sguardo verso il cane alto una quindicina di metri seduto nella piazza. Il pelo dell'animale era un tappeto vivente d'erba e fiori profumati. "Io ce la sto mettendo tutta per trovarti bello" pensò. "Ci sto davvero provando". Osservò la creatura ancora per qualche istante, poi proseguì lungo una passerella sospesa e scese una larga rampa di scalini la cui superficie discontinua aveva lo scopo di costringere il visitatore ad alterare il ritmo dell'andatura. "E ci riesce benissimo" decise Langdon, rischiando di cadere per ben due volte sui gradini irregolari.
Arrivato in fondo alla scalinata, si fermò di botto, fissando l'enorme oggetto che incombeva minaccioso più avanti.
"Ora posso dire di averle viste proprio tutte".
Davanti a lui si ergeva un ragno gigantesco, una vedova nera, le cui sottili zampe di ferro sostenevano un corpo tondeggiante a un'altezza di almeno dieci metri. Sotto l'addome del ragno era sospeso un sacco ovigero di rete metallica pieno di sfere di vetro.
"Si chiama Maman" disse una voce.
Langdon abbassò lo sguardo e vide un uomo snello in piedi sotto il ragno. Indossava uno
sherwani di broccato nero e sfoggiava un paio di baffi arricciati alla Salvador Dalí al limite del ridicolo.
"Mi chiamo Fernando" proseguì l'uomo "e sono qui per darle il benvenuto al museo".
Esaminò una serie di targhette di riconoscimento posate sul tavolo davanti a lui. "Posso avere il suo nome, per favore?".
"Certamente. Robert Langdon ".
L'uomo alzò lo sguardo di scatto. "Ah, mi scusi! Non l'avevo riconosciuta, signore!".
"Faccio fatica a riconoscermi io" pensò Langdon, avanzando impacciato in frac nero con farfallino e gilet bianchi. "Sembro un Whiffenpoof". Il classico frac di Langdon aveva quasi trent'anni e risaliva ai tempi in cui lui era membro dell'Ivy Club di Princeton ma, grazie al costante regime di nuotate quotidiane, gli andava ancora alla perfezione. Nella fretta di fare i bagagli, aveva preso il portabiti sbagliato dall'armadio, lasciando a casa lo smoking che indossava di solito in quelle occasioni.
"L'invito diceva "bianco e nero". Spero che il frac sia adatto".
"Il frac è un classico! Lei è elegantissimo! ". L'uomo gli si avvicinò a passi svelti e gli appiccicò una targhetta con il nome sul risvolto della giacca. "È un onore conoscerla, signore" aggiunse. "Sicuramente sarà già stato da noi?".
Langdon osservò da sotto le zampe del ragno l'edificio scintillante davanti a loro. "In realtà mi vergogno a dirlo, ma non ci sono mai stato".
"No!". L'uomo finse di cadere all'indietro. "Non è un amante dell'arte moderna?".
Langdon aveva sempre apprezzato la sfida dell'arte moderna... in particolare gli piaceva cercare di capire il motivo per cui determinate opere erano considerate dei capolavori: i quadri di Jackson Pollock realizzati con la tecnica del dripping, i barattoli di zuppa Campbell di Andy Warhol, i semplici rettangoli di colore di Mark Rothko. Detto questo, Langdon si sentiva molto più a proprio agio a discutere del simbolismo religioso di Hieronymus Bosch o delle pennellate di Francisco Goya.
"Ho gusti più classici" rispose. "Me la cavo meglio con da Vinci che con de Kooning".
"Ma da Vinci e de Kooning sono così simili! ".
Langdon sorrise, paziente. "Allora è evidente che ho parecchio da imparare su de Kooning ".
"Be', è nel posto giusto!". L'uomo indicò con il braccio l'enorme edificio. "In questo museo troverà la miglior collezione d'arte moderna sulla terra! Spero se la goda".
"È quello che intendo fare" rispose Langdon. "Vorrei solo sapere perché mi trovo qui".
"Lei come tutti gli altri!". L'uomo si fece una bella risata, scuotendo la testa. "Il suo ospite è stato molto misterioso sullo scopo dell'evento di questa sera. Neppure il personale del museo sa cosa succederà. Il mistero è metà del divertimento... Girano un sacco di voci! Ci sono centinaia di ospiti dentro, molte facce famose, e nessuno ha la minima idea di cosa ci aspetti stasera! ".
Langdon sorrise divertito. Poche persone al mondo avrebbero avuto la sfrontatezza di spedire degli inviti all'ultimo minuto dicendo in sostanza: "Presentati qui sabato sera. Fidati di me". E ancora meno sarebbero riuscite a convincere centinaia di VIP a mollare tutto e a saltare su un aereo per il Nord della Spagna per partecipare all'evento.
Langdon uscì da sotto il ragno e proseguì lungo la passerella, alzando lo sguardo verso un enorme striscione rosso che sventolava sopra di lui: "Una serata con Edmond Kirsch".
"A Edmond è sempre piaciuto mettersi in mostra" pensò, divertito.
Una ventina di anni prima, il giovane Eddie Kirsch era stato uno dei primi studenti di Langdon all'università di Harvard... un ragazzo con una zazzera ribelle, appassionato di computer, il cui interesse per i codici lo aveva portato a iscriversi al seminario di Langdon per gli studenti del primo anno: "Codici, cifrari e il linguaggio dei simboli". Langdon era rimasto profondamente colpito dalla finezza intellettuale di Kirsch e, nonostante alla fine il giovane avesse abbandonato il mondo polveroso della semiotica per la promessa di un brillante futuro nel mondo dell'informatica, tra i due si era venuto a creare un legame studente-insegnante che li aveva tenuti in contatto per vent'anni, dopo che Kirsch si era laureato.
"Ormai l'allievo ha superato il maestro" pensò Langdon. "E di parecchi anni luce".
Ora Edmond Kirsch era un miliardario noto in tutto il mondo, un guru dei computer, futurologo, inventore, un imprenditore che agiva fuori dagli schemi. A quarant'anni aveva già ideato un'incredibile quantità di tecnologie avanzate che rappresentavano un enorme balzo in avanti in diversi campi quali robotica, neuroscienze, intelligenza artificiale e nanotecnologie. E le sue accurate previsioni sulle future scoperte scientifiche avevano creato intorno a lui un'aura mistica.
Langdon sospettava che l'insolito talento di Edmond per le previsioni derivasse dalla sua vastissima conoscenza del mondo. Era sempre stato un insaziabile bibliofilo, e leggeva tutto quello che gli capitava sotto mano. Langdon non aveva mai incontrato nessuno che avesse la sua passione per i libri e la sua capacità di assimilarne il contenuto.
Negli ultimi anni Kirsch aveva vissuto principalmente in Spagna, attribuendo questa scelta al fatto di essersi innamorato del suo fascino da Vecchio Mondo, dell'architettura d'avanguardia, degli stravaganti cocktail bar e del clima perfetto.
Una volta all'anno, quando Kirsch tornava a Harvard per parlare al Media Lab dell'MIT, Langdon lo raggiungeva per pranzare in uno dei nuovi ristoranti alla moda di Boston di cui lui non conosceva neppure l'esistenza. Non parlavano mai di tecnologie: con lui Kirsch voleva discutere solo di arte.

martedì 12 settembre 2017

E' uscito oggi "La colonna di fuoco", il nuovo libro di Ken Follett


Ken Follett torna in libreria con il libro La colonna di fuoco, l'attesissima terza ed ultima parte della "Trilogia di Kingsbridge", iniziata nel 1989 con I pilastri della terra e proseguita nel 2007 con Mondo senza fine.
La colonna di fuoco si svolge tutto a Kingsbridge nella seconda metà del XVI secolo. Ned Willard, figlio di un ricco mercante protestante, vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città... Tuttavia, come accade anche nel più famoso Romeo e Giulietta di shakespeariana memoria, il loro amore non riesce ad abbattere gli ostacoli religiosi delle loro rispettive famiglie. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato dal consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, Elisabetta I vede l'Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda. Decide, perciò, di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi nemici decisi a eliminarla. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. E il suo amore dovrà aspettare ancora una volta...

Prezzi: 12,99 euro in formato Kindle e 22,95 euro in formato cartaceo
Pagine: 1087
Editore: Mondadori (12 settembre 2017)
ASIN (ebook): B073QF7147
ISBN-13 (cartaceo): 978-8804676270