martedì 30 giugno 2015

La reliquia

La reliquia
di: James Herbert

Formato: copertina morbida
Pagine: 226
Editore: Urania, Mondadori (16 novembre 1980)
Data di acquisto: -
Letto dal 28 al 30 giugno 2015

Sinossi: 1978, Londra. Quando l'ex agente del Mossad Harry Steadman accetta l'incarico di investigare sulla fine fatta da una sua giovane ex collega, di certo non può immaginare il grosso guaio in cui si sta cacciando. Le sue indagini lo porteranno direttamente nel cuore di una setta di occultisti neonazisti, che intende utilizzare una delle reliquie più potenti del creato per riportare in vita una delle persone più crudeli e pericolose del XX secolo... Qualcuno la cui leggenda nera nasce e muore in seno alla Seconda Guerra Mondiale.

La mia recensione: Qualche mese fa ho trovato questo libro, scritto nel 1978, abbandonato in un angolo a casa di un mio amico e, incuriosito dalla dicitura "1.200 lire" (ah, la cara e vecchia lira) ho chiesto di poterlo leggere... cosa che ho fatto solo adesso. Romanzo scritto davvero bene, la lettura scorre fluida e veloce, merito anche dei capitoli abbastanza brevi. La trama, che mischia avventura e fantasy, condite sul finale con un po' di horror, è davvero elementare ed ha un finale ampiamente prevedibile: un investigatore privato, ex membro del Mossad, incaricato di pedinare un mercante di armi con simpatie neonaziste si ritrova invece coinvolto nella ricerca della lancia di Longino (che, secondo la leggenda, trafisse il costato del Cristo crocifisso). Beh, come avrete certamente capito, la trama non aggiunge niente di nuovo al panorama letterario, essendo simile a quella di tanti altri libri che trattano sempre la ricerca della famosa lancia. A tal proposito vi consiglio anche il bellissimo libro La voce del Destino di Marco Buticchi.
Voto: 3 su 5

domenica 28 giugno 2015

Follia profonda

Follia profonda
di: Wulf Dorn

Formato: Kindle
Dimensioni file: 861 KB
Pagine: 429
Editore: Corbaccio (30 agosto 2012)
ASIN: B008OJGD0A
Data di acquisto: 6 novembre 2014
Letto dal 25 al 28 giugno 2015

Sinossi: Un mazzo di bellissime rose rosse senza biglietto. Un inquietante disegno sotto il tergicristallo dell'auto? Lo psichiatra Jan Forstner è l'oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All'inizio pensa si tratti semplicemente dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardavano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner comincia a temere di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole. E ciò che vuole è lui, Jan, per sempre...

La mia recensione: Per essere il terzo thriller consecutivo a carattere psichiatrico/psicologico di Wulf Dorn devo dire che non mi ha minimamente stancato o annoiato. Questo lavoro, davvero coinvolgente e scattante, è quasi l'anello di congiunzione (anche se lo piazzo un gradino sotto) tra i due precedenti lavori: il protagonista è Jan Forstner, già incontrato in Il superstite, mentre il tema del racconto richiama moltissimo il bellissimo capolavoro La psichiatra. Brevemente: abbiamo Jan, medico psichiatra, che viene molestato da una stalker che, via via che si procede con la lettura, alzerà sempre più il tiro sino ad intaccare anche gli affetti del protagonista costringendolo quasi a dubitare delle sue pazienti (o ex pazienti) e colleghe di lavoro. Alla fine intuisce e scopre che chi lo perseguita fa sì parte del suo mondo lavorativo ma... vabbè, non vi rovino il finale dicendo di chi si tratta; dico solo che ha spiazzato anche me! Prima, però, parlavamo del tema del libro, e qual è questo tema? Come ogni libro di Dorn ci addentriamo nei meandri della mente umana (chiedendoci cosa succede se si spegne l'interruttore che la regola, portandoci a confondere realtà e immaginazione) e nelle nostre stesse paure e fobie.
Voto: 5 su 5

Jerusalem

Jerusalem
di: Andrea Frediani

Formato: copertina flessibile
Pagine: 445
Editore: Newton Compton (25 marzo 2010)
ISBN-13: 9788854117396
Acquistato nel: 2011

Sinossi: Gerusalemme, 70 d.C. Un giovane membro della famiglia di Gesù mette in salvo dalle devastazioni dei romani di Tito le memorie scritte da Giacomo, fratello di Cristo. Oltre mille anni dopo, il manoscritto ricompare a Magonza nelle mani della comunità ebraica, che intende usarlo come prova dell'assoluta innocenza dei giudei nella morte di Gesù. E ora, nel 1099, mentre la città è assediata dai crociati, il prezioso documento è di nuovo a Gerusalemme, dove lo cercano i capi cristiani per impedire che il suo messaggio provochi una scissione all'interno della Chiesa. Otto destini sono intrecciati con le sorti del memoriale di Giacomo: quelli di due sorelle ebree sopravvissute al pogrom crociato in Germania, di una prostituta semipagana e di un monaco cluniacense scampati al disastroso epilogo della crociata di Pietro l'Eremita, di un emiro arabo e di tre reduci della battaglia di Manzikert: un normanno, un bizantino e un turco. Tra inseguimenti e assalti, segreti e confessioni, gli otto personaggi lottano e combattono per la Città Santa, ma anche per riscattare le ombre del proprio passato, proteggere se stessi e coloro che amano dalle terribili privazioni dell'assedio e dalle ambizioni dei capi della spedizione crociata, mantenere dignità e umanità a dispetto dello spietato fanatismo e dell'intolleranza che li circonda.

La mia recensione: Ho scoperto questo bellissimo libro tardi, molto tardi... e ancora adesso mi domando perché ho aspettato tutti questi anni a leggerlo. Tutta la storia (sia quella inventata di sana pianta dall'autore, sia quella reale... con la S maiuscola) ruota attorno ad un manoscritto di Giacomo, fratello di Gesù, scritto e conservato a Gerusalemme ma, quasi subito, fatto sparire per paura dei Romani. Il testo, dopo oltre mille anni, ricompare a Magonza per essere usato dalla locale comunità ebraica come prova inoppugnabile della loro innocenza circa la morte del Cristo. Nuovo salto temporale... e riecco il manoscritto nuovamente a Gerusalemme, sotto attacco dei Crociati, utilizzato (o strumentalizzato) dai cristiani contro un'eventuale scissione all'interno della Chiesa. Quindi, come avrete certamente capito, in tutto il libro si assiste ad un continuo avanti e indietro tra le varie vicende storiche; espediente narrativo che, comunque, non ne compromette la lettura, pur in presenza di troppi personaggi principali (ben otto, divisi tra le varie epoche storiche e tra le tre grandi religioni)... anche se, alla fine della storia, per molti di loro non ci sarà il lieto fine! E' solo un romanzo, per carità, ma al sottoscritto (viste anche le vicende di alcuni protagonisti; uno su tutti: un emiro arabo che si immola per salvare due sorelle ebree da un incendio) ha fatto parecchio riflettere sui fatti della nostra epoca, sull'intolleranza e sul fanatismo religioso.
Voto: 5 su 5

giovedì 25 giugno 2015

La porta delle tenebre

La porta delle tenebre - Dannati, vol. 2
di: Glenn Cooper

Formato: Kindle
Dimensioni file: 999 KB
Pagine: 450
Editore: Casa Editrice Nord (18 giugno 2015)
ASIN: B00T6LP2VQ
Data di acquisto: 13 giugno 2015 (prima ediz. digitale)
Letto dal 20 al 25 giugno 2015

Sinossi: La speranza è durata poco più di un battito di ciglia. La speranza di poter, un giorno, dimenticare il cielo plumbeo e l'atmosfera opprimente dell'Oltre. La speranza di essersi lasciati per sempre alle spalle il mondo dove sono confinati tutti i malvagi vissuti sulla Terra dall'inizio dei tempi. Invece, non appena si rendono conto di avercela fatta, di essere nuovamente a casa, John Camp ed Emily Loughty sono costretti ad affrontare una realtà agghiacciante. L'incubo non è finito. Come previsto, l'avvio dell'acceleratore di particelle ha aperto il varco grazie al quale John ed Emily si sono ritrovati nel laboratorio di Dartford, in Inghilterra, ma allo stesso tempo ha inghiottito un numero imprecisato d'innocenti. Tra cui ci sono anche la sorella e i nipotini di Emily. Lei quindi non ha scelta: per salvarli, deve attraversare ancora una volta la Porta delle Tenebre e tornare all'Inferno. E, mentre a Londra c'è chi è determinato a smascherare le menzogne del governo su quanto sta accadendo a Dartford, Emily e John si preparano insieme con una squadra di recupero ad affrontare un viaggio ancor più pericoloso e ricco d'insidie del precedente. Un viaggio durante il quale incontreranno nuovi, terribili nemici, e stringeranno alleanze con coloro che li hanno aiutati a sopravvivere all'Inferno. Ma ci si può veramente fidare di chi, in vita, ha ceduto alle seduzioni del Male ed è da secoli relegato nella terra dei Dannati?

La mia recensione: Uno dei peggiori libri di tutti i tempi... e quel che è peggio è che ci aspetta un seguito! Che dire? Praticamente mi tocca ripetere le stesse cose già dette in occasione del primo volume di Dannati: trama assurda, completamente senza senso e con un susseguirsi di avventure, guerre e situazioni varie inserite qua e là senza apparente logica. E, cosa ancor più grave, si assiste ad una sequela di personaggi famosi (ma cattivi) vissuti in epoche diverse, che qui (cioè all'Inferno) si ritrovano tutti insieme e a casaccio. Altra assurdità di tutta l'opera di Glenn Cooper, ma in un certo senso quasi ironica, è che ti ritrovi Stalin che si comporta da parodia di sé stesso ed Enrico VIII che dal XVI secolo si vede catapultato direttamente nel XXI... sempre passando dall'Inferno! Insomma, vista la mia delusione sia del precedente libro che di questo, mi chiedo se ne valga davvero la pena comprare (quando uscirà) anche il terzo volume...
Voto: 1 su 5

mercoledì 24 giugno 2015

Giocare da uomo

Giocare da uomo
di: Javier Zanetti e Gianni Riotta

Formato: copertina flessibile
Pagine: 292 pagine
Editore: Mondadori (15 ottobre 2013)
ISBN13: 9788804633518
Comprato a: Natale 2013

Sinossi: La notte del 22 maggio 2010, quando l'Inter di Mourinho sale sul tetto d'Europa e conquista la sua terza Champions League, a sollevare per primo quel trofeo così a lungo inseguito non può che essere il capitano di tante battaglie, Javier Zanetti. Arrivato da giovane sconosciuto alla corte del presidente Moratti, nel lontano 1995, Zanetti ha legato in modo indissolubile la propria carriera alla maglia nerazzurra, ultima bandiera in un calcio dove i grandi campioni sono spesso fuoriclasse senza radici. Tutti, compagni e allenatori, tifosi e avversari, insieme alle qualità tecniche ammirano la tenacia e la costanza che mette in partita: oggi come vent'anni fa, per lui l'entusiasmo è sempre lo stesso, corsa e cuore, salire palla al piede a centrocampo e puntare l'uomo, macinare chilometri su chilometri sulla fascia. Del resto il suo soprannome è El Tractor, il trattore. Un campione in campo e fuori dal campo, Zanetti ha creato la Fondazione Pupi per aiutare bambini e ragazzi disagiati di quei barrios di Buenos Aires dove è cresciuto e dove, per aiutare la famiglia, lavorava come muratore insieme al padre o consegnava il latte alzandosi alle tre del mattino. Nella notte del trionfo al Santiago Bernabeu di Madrid, qualcuno fatica a riconoscere in quel volto pazzo di gioia, con la coppa appena conquistata a mo' di cappello, l'autorevole capitano capace in campo di parlare con l'esempio più che con le urla, il campione tranquillo che tutti considerano erede di Giacinto Facchetti.

La mia recensione: Questo è uno di quei libri che, come si dice in questi casi, andrebbe letto nelle scuole. Si parla di tutto: di uomini coraggiosi, di sport, di valori, di sofferenza, di sacrifici, di amore (verso la propria squadra, i propri tifosi e la propria donna), di grandi vittorie e grandi sconfitte. Javier Zanetti, approfittando dell'infortunio del 2013 che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per un bel po' di tempo, insieme all'amico nerazzurro e giornalista Gianni Riotta, ha aperto il suo cuore ed ha splendidamente parlato della sua storia calcistica e personale: quindi, eccolo bambino tirare i primi calci ad un pallone, eccolo giovanissimo aiutare il padre muratore, eccolo con le prime maglie e le prime squadre argentine e, infine, eccolo con gli amori della sua vita: Paula (da fidanzatina a madre dei suoi figli) e l'Inter, la squadra con cui ha collezionato 858 presenze.
Voto: 5 su 5

sabato 20 giugno 2015

Alle fonti del Nilo

Alle fonti del Nilo - ciclo egizio, vol. 4
di: Wilbur Smith

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1794 KB
Pagine: 631
Editore: Longanesi (16 ottobre 2010)
ASIN: 0065N7YPK
Data di acquisto: 19 maggio 2015
Letto dal 14 al 20 giugno 2015

Sinossi: Dopo un interminabile viaggio nelle terre più remote del mondo conosciuto, per il mago Taita e il fedele Meren è tempo di far ritorno in Egitto. La loro amata patria è afflitta da piaghe senza fine: sulle regioni del Nilo, già stremate da lunghi anni senza esondazioni, si è abbattuto il flagello della peste, che non ha risparmiato neppure i figli del faraone Nefer Seti. E mentre i nemici di sempre tramano per mettere le mani sul regno, su di esso piomba una nuova, penosa calamità: il fiume, da sempre fonte di vita e di prosperità, si è ridotto a una catena di pozze fangose del colore del sangue. Uno scenario drammatico in cui, impalpabile come la tela di un ragno velenoso, si diffonde il culto di una nuova, misteriosa dea dagli straordinari poteri. Un culto che sta affondando i suoi artigli nel seno stesso della famiglia reale. Disperato, il faraone chiede a Taita di rimettersi in cammino. Solo il grande stregone, forte dei nuovi poteri ottenuti grazie agli arcani riti custoditi nella lontana Asia, ha qualche speranza di scoprire e sconfiggere la minaccia che si annida alle fonti del Nilo. Ha così inizio un pericoloso viaggio lungo il maestoso letto del fiume, descritto con grande talento narrativo e ineguagliabile ricchezza di dettagli, nel quale alle insidie che minacciano la spedizione si aggiunge la sfida letale del mago con le forze oscure in agguato fuori e anche dentro di sé...

La mia recensione: Alle fonti del Nilo è il quarto volume del bellissimo ed epico ciclo egizio di Wilbur Smith. I primi tre lavori sono stati alquanto meravigliosi e spettacolari, ma questo (purtroppo bisogna dirlo) mi ha profondamente deluso e lasciato con l'amaro in bocca... già a metà libro non vedevo l'ora di arrivare alla fine e, in più di un'occasione, sono stato lì lì per abbandonare il tutto! Intanto cominciamo col dire che moltissime situazioni (parecchio logorroiche) non avendo nulla a che fare con la storia principale, mi hanno dato l'impressione di essere state inserite solo ed esclusivamente con l'intento di allungare il brodo. La figura di Taita, l'eunuco protagonista di tutto il ciclo egizio, da intelligente, sapiente ed esperto di svariate arti (medicina, matematica, architettura e letteratura su tutte), in questa storia quasi quasi assume le sembianze di una vera e propria caricatura del suo stesso personaggio, diventando un potente mago e, colmo dei colmi, un uomo virile nel momento in cui la sua principale nemica gli dona un nuovo membro. Ma ci sono anche tante, troppe, situazioni su cui io avrei da ridire. Alcune di queste, inoltre, sembrano palesemente scopiazzate dalla Bibbia; giusto per fare un esempio, ne cito due: all'inizio del racconto abbiamo l'Egitto che è colpito da svariate piaghe e, nientepopodimeno, il personaggio di Fenn (reincarnazione della regina Lostris, coprotagonista del primo libro), come Mosè, viene ritrovata in una palude all'interno di una cesta a forma di barchetta. Forse l'unica cosa positiva dell'opera di Wilbur Smith è la magnifica descrizione dei paesaggi egizi ed africani (sembra davvero di sentire il fruscio delle foglie e l'impeto delle onde dei fiumi); ma, e concludo, ancora una volta c'è da dire che l'autore non lesina dettagli e descrizioni anche di minimi particolari nelle scene di violenza e sesso. E' un po' troppo, direi...
Voto: 3 su 5

Precedenti recensioni del ciclo egizio:
- 07/05/2015: Il settimo papiro (Il ciclo egizio, vol, 2)
- 05/05/2015: Il Dio del fiume (Il ciclo egizio, vol. 1)
- 14/03/2015: Figli del Nilo (Il ciclo egizio, vol. 3)

giovedì 18 giugno 2015

Interismi

Interismi - Il piacere di essere neroazzurri
di: Beppe Severgnini

Formato: copertina rigida
Pagine: 117 pagine
Editore: Rizzoli (28 maggio 2002)
ISBN-13: 978-8817117647
Acquistato nel 2003

Sinossi: Interismi mescola entusiasmi recenti e inevitabili memorie, opinioni fulminanti e citazioni classiche seguite da discussioni omeriche (se l'Inter è Ettore e la Juve è Achille, il Milan è Patroclo o Ulisse?). Insieme ai giudizi sulle squadre rivali e ai ritratti dei giocatori nerazzurri, ci sono le interviste impossibili a Peppino Prisco (che si è temporaneamente giocato il paradiso coi commenti su Lazio-Inter). Interismi dimostra come la passione sportiva non debba nutrirsi d'odio e aggressività. Bastano l'affetto, l'entusiasmo e quell'autoironia sentimentale diventata ormai il marchio dell'Internazionale Football Club.

La mia recensione: Piccolo libricino di appena 117 pagine e un po' datato (è del 2002... ed è appena avvenuto il disastro del 5 maggio) che, comunque, è riuscito nell'impresa di strapparmi più di un sorriso! E' solo una raccolta di scritti di Beppe Severgnini già apparsi, a suo tempo, sul Corriere della Sera ma testimoniano lo stato d'animo di quel periodo dell'autore, interista appassionato ed altamente ironico... e non a caso è lo stesso Severgnini che, il giorno dopo la disfatta dell'Olimpico contro la Lazio, scrive di se stesso: "Detesto gli istant-book e amo l'Inter. Ma ho scoperto di amare l'Inter più di quanto detesti gli istant-book. Ma abbiamo perso e dobbiamo consolarci. Ci provo con questo piccolo libro. Un libro sul piacere di essere nerazzurri".
Voto: 3 su 5

domenica 14 giugno 2015

Willow

Willow
di: Wayland Drew

Formato: copertina rigida
Pagine: 264
Editore: CDE (su licenza Sperling & Kupfer (giugno 1989)
Acquistato nel: 1989
Letto dall'11 al 14 giugno 2015

Sinossi: Le peripezie di Willow, il nelwin che si assume il rischioso compito di salvare la piccola principessa umana Elora Danhan dalle grinfie della perfida strega Bavmorda, che la vuole uccidere perché una profezia la indica come predestinata a sconfiggerla. Willow può contare sull'aiuto del guerriero Madmartigan, di due folletti e della saggia strega Fin Raziel.

La mia recensione: Solitamente da un libro di successo viene subito tratto un film... con Willow, invece, è successo esattamente il contrario: dal bellissimo film del 1988 di Ron Howard (e interpretato da Warwick Davis e Val Kilmer), basato su un precedente racconto del regista George Lucas, nello stesso anno Wayland Drew ne ricava questo libro che non è altro che... il film messo su carta con, al massimo, qualche aggiunta extra ma nulla di più! Il libro, comunque, ha una trama che, a prima vista, sembra scritta per un pubblico tardo-adolescenziale... tuttavia le sue atmosfere fantasy e quasi macabre permettono anche ai lettori adulti di potersi avvicinare alla sua lettura.
Voto: 3 su 5

L’invito

L'invito
di: Ware Ruth

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1142 KB
Pagine: 304
Editore: Corbaccio (11 giugno 2015)
ASIN: B00UTZ8X46
Data di acquisto: 9 giugno 2015
Letto dall'11 al 14 giugno 2015

Sinossi: Giovane scrittrice, Nora era stata invitata all'addio al nubilato di una vecchia compagna di scuola: Clare. Nora non vuole andare, non ha voluto tenere i contatti ed è evidente che è successo qualcosa di brutto allora, ma poi si convince e insieme ad un'altra amica del liceo, Nina, con cui è rimasta in amicizia, parte per la casa nei boschi che li ospiterà nel weekend. Ma qualcosa va storto: durante un gioco di società in cui tutti bevono troppo, vengono rivelati segreti e rancori del passato; durante un temporale salta la corrente e in una seduta spiritica emerge un oscuro avvertimento: nella casa c'è un assassino... Niente è come sembra e Nora dovrà cercare di ricostruire i fatti e capire chi la vuole incastrare.

La mia recensione: Partenza con il botto per questa nuova scrittrice inglese, sorta di Wulf Dorn in gonnella... Questo libro ha i requisiti per essere amato dagli appassionati e per diventare un classico del suo genere: è un thriller psicologico con tutti gli indizi per scovare il colpevole piazzati nel posto giusto e nel momento opportuno... eppure solo alla fine il lettore riesce a ricostruire il quadro degli elementi a disposizione ed a capire che l'assassino è il più insospettabile dei personaggi. Trama bellissima ma claustrofobica (la storia si svolge quasi tutta all'interno di una vecchia casa di campagna) che parte quasi in sordina ed esplode nella seconda parte del racconto e pochi personaggi ma egregiamente descritti. Scommetto che sentiremo ancora parlare di Leonora Shaw, la protagonista di questo libro...
Voto: 5 su 5

giovedì 11 giugno 2015

Il terzo gemello

Il terzo gemello
di: Ken Follett

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1076 KB
Pagine: 403
Editore: Mondadori (7 ottobre 2010)
ASIN: B005SZ5340
Data di acquisto: 27 ottobre 2012
Letto dal 7 all'11 giugno 2015

Sinossi: Una giovane scienziata sta svolgendo una ricerca sulla formazione della personalità e sulle differenze di comportamento tra gemelli. Improvvisamente, quando scopre due gemelli assolutamente identici, ma nati da madri diverse, si accorge che qualcuno sta cercando di fermarla in tutti i modi. Perché le sue indagini mettono in allarme una società di punta nel campo della biogenetica? E' possibile che esperimenti segreti di clonazione siano stati condotti su cavie umane inconsapevolmente? E in che modo è coinvolto nella vicenda anche un candidato alla presidenza degli Stati Uniti?

La mia recensione: Son passi quasi vent'anni dalla prima lettura di questo libro. Avevo dimenticato quanto fosse bello e coinvolgente... anche se, in entrambe le occasioni, durante la descrizione delle procedure della clonazione genetica mi son davvero perso! Trama dal ritmo serrato, ma scorrevole, ed in puro stile cinematografico (non a caso ne è stato fatto un film) e storia piena di suspense, intrighi e colpi di scena (anche se alcuni un po' troppo prevedibili): abbiamo, in parole povere, una bomba sexy di ricercatrice che, studiando il comportamento dei gemelli cresciuti separati scopre (toh, guarda caso, proprio lei) un esperimento di clonazione risalente agli anni '70. Consigliato, come si dice in questi casi, agli amanti del genere... ma non a quelli che, come il sottoscritto, durante la lettura amano investigare per cercare di anticipare e il finale.
Voto: 5 su 5

domenica 7 giugno 2015

L'occhio del male

L'occhio del male
di: Stephen King (Richard Bachman)

Formato: Copertina flessibile
Pagine: 280
Editore: Sperling & Kupfer (7 aprile 2014)
ASIN: B00OC1NFPA
Data di acquisto: 26 giugno 2014
Letto dal 4 al 7 giugno 2015

Sinossi: Un tremendo sortilegio gitano incatena a una sorte da incubo Billy Halleck, un noto e influente avvocato: dopo aver investito e ucciso con la sua auto una zingara, è stato infatti assolto dal tribunale, ma non dal padre della vittima, che gli ha scagliato addosso un pietrificante anatema. A Billy resta solo un'ultima mossa per salvarsi: affrontare quel vecchio accecato dall'odio in una partita disperata dove ogni mossa è lecita, ma in cui un destino beffardo giocherà il ruolo di protagonista, riservando un'atroce sorpresa...

La mia recensione: L'occhio del male è il quinto titolo di Stephen King firmato con lo pseudonimo di Richard Bachman... ed è anche quello della rivelazione finale: nelle pagine introduttive l'autore ammette, una volta per tutte, che King e Backman sono la stessa persona! Purtroppo, e mi dispiace dirlo, questo è anche il romanzo di King/Backman che mi ha deluso di più, in quanto si discosta moltissimo dal Bachman a cui eravamo abituati; in questo libro, per dirla con parole semplici, non c'è horror e non c'è thriller: i due cavalli di battaglia dello scrittore. Al massimo, qui ci troviamo un po' di mistero ed esoterismo farcite da atmosfere gitane. La sostanza del racconto, tanto per farvi capire di cosa parliamo, è questa: un uomo, dopo che con la sua macchina investe una vecchia zingara, è maledetto dai parenti rom di quest'ultima e comincia a perdere peso (da un quintale passa, in pochissimi giorni, a pesare poco meno di 50 chili). Una volta capito, o aver creduto, che per sciogliere la maledizione è costretto a chiedere perdono alla comunità gitana della vecchia, parte per un viaggio on the road alla ricerca della carovana zingara. Alla fine, senza portarla per le lunghe, li rintraccia, chiede perdono e la maledizione è annullata... ma a caro prezzo! In un certo senso, il libro affronta anche i temi del conformismo e della diversità; due esempi su tutti: la comunità rom mai accolta dalle varie cittadine in cui si fermava ed anzi cacciata sempre via, e lo stesso personaggio che una volta diventato anoressico viene evitato (e dichiarato pazzo) dai suoi stessi familiari, amici e concittadini. Comunque troppo poco per farmi amare questo libro!
Voto: 2 su 5

giovedì 4 giugno 2015

American Gods

American Gods
di: Neil Gaiman

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1374 KB
Pagine: 400
Editore: Mondadori (4 aprile 2014)
ASIN: B00JH531IW
Data di acquisto: 10 agosto 2014
Letto dal 28 maggio al 4 giugno 2015

Sinossi: Appena uscito dopo tre anni in carcere, Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Rimasto senza risorse né famiglia, Shadow finisce per accettare. Ma ci metterà ancora qualche tempo per capire chi sia davvero il suo boss: Odino, la somma divinità del pantheon nordico, arrivato in America con una nave di vichinghi e che ora tira a campare come può. Come lo slavo Chernobog, ridotto a vivere della pensione maturata negli anni di lavoro al macello di Chicago, come l'africano Anansi, come la celtica Easter e la mediterranea Bilquis che batte i marciapiedi di Hollywood, come tutte le divinità maggiori o minori, dimenticate in un mondo che venera altri dèi, più belli e nuovi. È per muovere battaglia contro di loro che Wednesday ha arruolato Shadow, e per reclutare i compagni di lotta i due si metteranno on the road attraversando in lungo e in largo l'America più profonda. Fino al giorno della battaglia finale, uno scontro di proporzioni epiche per conquistare l'anima stessa dell'America...

La mia recensione: Romanzo scritto bene e dalla trama che, anche se fitta di divinità, luoghi e personaggi, è comunque scorrevole. Carina anche l'idea di vedere tutti gli dei di tutte le culture (passate e presenti) alle prese con i problemi di ogni giorno come la mancanza di lavoro, la scarsa disponibilità di soldi, eccetera. Tuttavia, lo devo ammettere, è tutto il lavoro di Gaiman, così come è stato impostato, che non ha mi proprio entusiasmato e quasi scocciato: in alcuni passaggi del libro sembrava addirittura di leggere un fumetto. Ma quello che mi ha maggiormente deluso è la storia tra Shadow (il protagonista del libro) e Laura, sua moglie morta e tornata in vita per proteggerlo. Storia che, che a mio avviso, poteva avere infiniti sviluppi e risvolti e, invece, è terminata in maniera abbastanza prevedibile: lei che chiede di rimorire!
Voto: 2 su 5