mercoledì 28 ottobre 2015

Il quadro segreto di Caravaggio

Il quadro segreto di Caravaggio
di: Francesco Fioretti

Formato: copertina rigida
Pagine: 307 pagine
Editore: Newton Compton (17 maggio 2012)
ISBN-13: 9788854137257
Acquistato ad agosto 2013
Letto dal 25 al 28 ottobre 2015

Sinossi: Roma, 1604. In un'atmosfera buia dominata dal severo clima della Controriforma, sono sempre di più i pittori che affondano le loro immagini in una cornice di oscurità avvolgente. Caravaggio è un artista di punta che utilizza spesso, per i suoi quadri, modelle di estrazione popolare. Un giorno Anna Bianchini, una prostituta che aveva posato per lui, viene trovata morta nel suo letto dall'amica Fillide, altra cortigiana e musa del pittore. Giunto a casa di Anna, Caravaggio ritrae le due donne un'ultima volta nella Morte della Vergine: Anna nella figura della Madonna appena deceduta e Fillide in quella della Maddalena afflitta al suo capezzale. Il quadro, consegnato nel 1606, fa scandalo e viene rifiutato dalla chiesa di Santa Maria della Scala. Ma ormai la vita di tutte le modelle di Caravaggio sembra essere a rischio: anche Fillide è vittima di un tentato omicidio, e il pittore è preoccupato per la sua compagna Lena Antognetti, ex prostituta anche lei. Le indagini in corso portano a un funzionario della corte pontificia, il committente della Morte della Vergine, fanatico e rigido moralista. Un uomo che il pittore denuncia ritraendolo in quel quadro, sullo sfondo, e con aria di sfida. Ma quando Caravaggio intuisce il vero movente di quei delitti, è costretto a fuggire da Roma, senza riuscire a salvare Lena, la donna che ama...

La mia recensione: Ok, con questo libro ho definitivamente capito che Francesco Fioretti e le altre sue opere (anche future) non entreranno mai più a casa mia! Questo è il secondo libro che leggo di questo autore e... seconda delusione! Già il suo primo libro Il libro segreto di Dante mi aveva lasciato con l'amaro in bocca, ma almeno aveva una parvenza di trama gialla; questo qui invece, per quanto mi riguarda, è stato solo un "spero che arrivi presto l'ultima pagina perché non ne posso più". Già la trama è qualcosa di assurdo: ci sono due prostitute e modelle di Caravaggio che vengono trovate morte, e l'unico che sente puzza di bruciato e quindi si improvvisa detective è proprio il famoso pittore che, aiutato dalla sua compagna (altra prostituta), si avvicina pericolosamente alla verità... prima di essere fermato dall'accusa di omicidio! Altra delusione è data dalla tecnica usata da Fioretti: ogni capitolo è introdotto dallo stesso Caravaggio come se quest'ultimo stesse parlando direttamente al lettore... con l'unico effetto ottenuto di spezzare irrimediabilmente il filo narrativo! Basta così, preferisco non andare oltre.
Voto: 1 su 5

venerdì 23 ottobre 2015

Il segno

Il segno
di: Sarah Lotz

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1878 KB
Pagine: 449
Editore: Casa Editrice Nord (10 settembre 2015)
ASIN: B011A1E8KU
Data di acquisto: 19 ottobre 2015
Letto dal 19 al 23 ottobre 2015

Sinossi: 12 gennaio 2012, il giorno che ha cambiato la Storia. Il giorno in cui quattro aerei di linea si sono schiantati al suolo: in quattro continenti diversi e quasi nello stesso istante. Nessun atto di terrorismo, solo un'assurda, tragica fatalità. O forse no. Perché, contro ogni logica, in tre casi ci sono stati dei superstiti. Tre bambini, usciti senza nemmeno un graffio dai rottami. E ben presto quei bambini sono diventati prima un mistero inspiegabile, poi un enigma inquietante. Nel disastro aereo in Giappone, infatti, un altro passeggero è sopravvissuto all'impatto, sebbene solo per pochi istanti, riuscendo a registrare un messaggio vocale sul cellulare: "Eccoli... Il bambino guarda i morti ossignore quanti sono... Adesso vengono a cercarmi. Presto ce ne andremo tutti... Il bambino, lui non deve...". Sono passati mesi da quel maledetto giorno, eppure i Tre, come sono stati chiamati i bambini superstiti, sono ancora al centro del dibattito mondiale. Per fare luce sul mistero, alla giornalista Elspeth Martins non rimane che raccogliere tutte le informazioni disponibili, comprese le interviste rilasciate nel corso del tempo da chi si è preso cura di loro dopo gli incidenti aerei. E una cosa ben presto risulta chiara. I Tre hanno una forte influenza su chi sta loro vicino. A volte è un’influenza positiva, a volte invece è come se emanassero una forza malefica. E più Elspeth indaga sulla storia dei Tre, più gli interrogativi si accavallano. Chi sono, o cosa sono, davvero quei bambini? Una semplice anomalia statistica? Messaggeri di Dio, inviati sulla terra per uno scopo ancora oscuro? O il Segno premonitore della fine dei tempi?

La mia recensione: Il segno, il primo libro di Sarah Lotz, dimostra che le potenzialità per diventare una brava ed affermata scrittrice ci sono tutte... però, ad essere onesti, bisogna anche dire che il romanzo poteva essere sviluppato decisamente meglio: sino a metà libro, infatti, il mio voto era un 5 su 5; la seconda parte, invece, è stata solo un rovinare e sciupare le buone intenzioni della prima! Ma andiamo con ordine e partiamo dalla trama: il 12 gennaio 2012 quattro aerei si schiantano in quattro differenti località sparse per il mondo; tutti morti tranne tre bambini (uno per ogni aereo, tranne il quarto senza neanche un sopravvissuto). Una passeggera di uno degli aerei caduti, prima di morire fa in tempo ad accendere il cellulare e a lasciare il messaggio "Eccoli... il bambino guarda i morti, ossignore quanti sono... adesso vengono a cercarmi. Presto ce ne andremo tutti... il bambino, lui non deve...". A distanza di alcuni mesi quei tre bambini hanno sconvolto, in meglio o in peggio, la vita di chi si è preso cura di loro... sino alle estreme conseguenze! Giunti a questa parte del racconto, bisogna però chiarire un punto importante: il libro non ha una trama vera e propria ma (e faccio i miei complimenti a Sarah Lotz per l'originalità della scelta)... vediamo entrare in scena il personaggio di Elspeth Martins, una giornalista che sta scrivendo un libro su quei fatti ed ora sta semplicemente riordinando le idee, gli appunti e le sue interviste. In pratica, ci troviamo a leggere un libro nel libro! Come ho detto prima, ho trovato davvero superlativa l'intuizione del racconto in presa diretta, ossia direttamente (come se fosse una sequenza di interviste) da chi ha vissuto la tragedia ed il post-tragedia ma, a lungo andare, la stessa scelta narrativa (intendo, la mancanza di una trama lineare) si è rivelata, almeno nel mio caso, abbastanza noiosa, stancante e ripetitiva. Altra cosa che non ho apprezzato (ma ammetto che ho lavorato forse un po' troppo di fantasia): i quattro aerei e i tre bambini superstiti mi hanno ricordato i fatti dell'11 settembre 2001... anche quel giorno abbiamo avuto, purtroppo sul serio, quattro aerei dirottati (due finiti contro le Torri gemelle, uno contro il Pentagono ed uno caduto in Pennsylvania per un gesto eroico degli stessi passeggeri).
Voto: 3 su 5

Le parti che ho sottolineato:
- Fu allora che cominciai a capire come dev'essere davvero l'inferno: un'attesa infinita per conoscere il destino delle persone più care che hai al mondo ascoltando all'infinito una versione da ascensore di The Girl from Ipanema.
- Dio non crede negli atei, perciò gli atei non esistono...
- Era davvero convinto che fosse solo questione di tempo e poi Gesù si sarebbe portato in paradiso tutti i salvati, lasciando il resto del mondo a soffrire nelle mani dell'Anticristo. Alcuni di loro credevano addirittura che l'Anticristo fosse già sulla terra.
- Quegli evangelici a caccia di soldi, di quelli che si vedono in TV e che non fanno altro che cercare di convincere la gente a fare donazioni ai loro ministri del culto, a dire che finanziare la Chiesa è indispensabile anche se campi di sussidi.
- Esorcismo non è una parola che mi piace usare. Ha troppe connotazioni. Chiedo che si utilizzi guarigione interiore e liberazione spirituale.

mercoledì 21 ottobre 2015

Il libro segreto di Dante

Il libro segreto di Dante. Il codice nascosto della Divina Commedia
di: Francesco Fioretti

Formato: copertina rigida
Pagine: 284
Editore: Newton Compton (novembre 2011)
ISBN-13: 99788854129856
Acquistato a: agosto 2013
Letto: -

Sinossi: Dante è davvero stato ucciso dalla malaria, come tutti a Ravenna credono? Oppure qualcuno aveva dei motivi per desiderare la sua morte e la scomparsa di un segreto insieme a lui? Tormentati da questo dubbio, la figlia del poeta, suor Beatrice, un ex templare di nome Bernard e un medico, Giovanni da Lucca, iniziano una doppia indagine per fare chiarezza su quanto è accaduto. Cercano con fatica di decifrare un messaggio in codice lasciato da Dante su nove fogli di pergamena e intanto si mettono sulle tracce dei suoi presunti assassini, scoprendo che molti nutrivano una profonda avversione per il poeta. Non sarà facile trovare la chiave del segreto occultato nella Commedia e scoprire chi voleva impedire al poeta di terminare la sua opera. Ma perché l'Alighieri aveva deciso di nascondere con così grande cura gli ultimi tredici canti del Paradiso? Teoremi raffinati, intrighi complessi e verità da svelare si celano tra i versi delle tre cantiche, come l'identità del Veltro, o l'annuncio dell'arrivo di un misterioso vendicatore... Sullo sfondo storico della crisi politica ed economica del Trecento, Il libro segreto di Dante intreccia vicende reali e personaggi di fantasia, tessendo trame piene di mistero e inquietanti interrogativi.

La mia recensione: Non sprecherò troppe parole per un libro che non solo non mi è piaciuto, ma... non ho proprio capito la sua trama alquanto contorta e, soprattutto, le intenzioni dell'autore. Boh? Forse voleva anticipare l'Inferno di Dan Brown? Il Sommo poeta, come tutti sappiamo, è morto di malaria; eppure, secondo quanto immaginato in questo libro da Fioretti, suor Beatrice (la figlia di Dante) spalleggiata da altri due personaggi primari, tormentata dai dubbi, si avventura in una sorta di indagine sulle reali cause della sua morte e sul perché qualcuno non velava fargli finire la sua opera più famosa. Avevo trovato questo libro in una bancarella e, attratto dal titolo, mi sono fiondato ad acquistarlo. Non l'avessi mai fatto... una delusione su tutti i fronti!
Voto: 1 su 5

lunedì 19 ottobre 2015

Io sono Helen Driscoll

Io sono Helen Driscoll
di:
Richard Matheson

Formato: Kindle
Dimensioni file: 442 KB
Pagine: 191
Editore: Fanucci Editore (29 gennaio 2014)
ASIN: B00J7T2Z4E
Data di acquisto: 16 ottobre 2015
Letto dal 17 al 19 ottobre 2015

Sinossi: Tom Wallace conduce un'esistenza normalissima con la moglie Anne e il figlioletto Richard. Una sera, durante una festa in casa di amici, suo cognato Phil dichiara di poter compiere esperimenti di ipnotismo, privando le persone delle loro inibizioni; ed è proprio Tom, per quanto scettico, a essere scelto per una dimostrazione. Al termine della serata, però, scopre che la sua mente si è trasformata in un canale aperto, in grado di captare le onde telepatiche e di leggere nel pensiero delle persone a lui vicine. Tom inoltre entra in contatto con l'inquietante presenza di una giovane donna, uno spirito che sembra vivere in casa sua: Helen Driscoll. Ma chi è costei? E qual è il messaggio che i suoi occhi imploranti hanno per lui?

La mia recensione: Di Richard Matheson, morto un paio d'anni fa a 87 anni, tutti conoscono Io sono leggenda (anche se solo per il film), perciò questo Io sono Helen Driscoll, uscito nel 1958 (due anni dopo di Io sono leggenda) è quasi passato in secondo piano. Eppure è un gran bel libro, non lungo (neanche 200 pagine) e dalla trama per niente complicata. Abbiamo, detto in parole povere, il protagonista Tom Wallace che, durante una festicciola a casa dei vicini, si presta ad un esperimento di ipnosi da parte del cognato studente universitario. E da quel momento cominciano i suoi guai: già dalla prima notte arrivano i primi incubi e la visione di una giovane donna. Inoltre, ad aggravare la situazione, Tom comincia a sentire i pensieri delle persone intorno a lui. In un continuo crescendo di tensione e paura, mentre facciamo la conoscenza anche dei vicini di casa della famiglia Wallace, giungiamo alla soluzione del mistero: il fantasma che appare a Tom altro non è che Helen Driscoll, donna bellissima ma voluttuosa e fedifraga seriale, nonché precedente inquilina della stessa casa di Tom, uccisa in un impeto di rabbia e gelosia da una delle vicine, dopo che quest'ultima la scopre in compagnia del marito. Come avrete certamente capito, questo libro affronta il mistero della mente umana e ci porta a ragionare sul sottile confine tra razionalità e follia... che poi, è proprio quello che si chiede il protagonista quando anche sua moglie comincia ad avere dubbi sulla sua integrità mentale. C'è da dire che il libro mi ha tenuto incollato dalla prima all'ultima pagina... eppure, avrei lo stesso qualcosa da ridire: non mi è piaciuto il titolo scelto per l'edizione italiana: chiamare il libro Io sono Helen Driscoll ci porta subito a capire l'identità del fantasma visto da Tom; per cui, sarebbe stato meglio (così come si è fatto per il film del 1999 con Kevin Bacon) lasciare la traduzione del titolo originale Echi mortali (A Stir of Echoes).
Voto: 4 su 5

sabato 17 ottobre 2015

Dellamorte Dellamore

Dellamorte Dellamore
di: Tiziano Sclavi

Formato: Copertina rigida
Pagine: 169
Editore: Camunia (1991)
ISBN-13: 9788877671257
Data di acquisto: 2 ottobre 2015
Letto dal 16 al 17 ottobre 2015

Sinossi: Da questo romanzo maledetto di Tiziano Sciavi, rimasto inedito per otto anni, è nato Dylan Dog, uno dei più grandi successi fumettistici di tutti i tempi. A Buffalora, cittadina lombarda apparentemente quieta, il custode del cimitero, Francesco Dellamorte, figlio di Francesca Dellamore, si trova a essere testimone di un'allucinante epidemia: i cadaveri si risvegliano e stanno per invadere e sconvolgere l'esistenza dei vivi. Dellamorte inizia, perciò, in compagnia dello scavafosse Gnaghi e di Lei (una specie di reincarnazione della fata Morgana), un viaggio agli inferi, ritmato da flash di orrore, erotismo e paura...

La mia recensione: Che dire di un libro che non ho apprezzato per niente? Unica nota positiva è la trama talmente semplice e banale che in un paio d'ore hai già finito di leggere tutto il libro. Per il resto: racconto così surreale e assurdo che... anche quelle due ore di lettura mi son sembrate non finire mai. Guarda caso, non mi è mai piaciuto neanche il fumetto di Dylan Dog di cui questo libro ne è stato il precursore. Insomma, un libro proprio da dimenticare e di cui mi son pentito d'aver acquistato!
Voto: 1 su 5

venerdì 16 ottobre 2015

Gli occhi del drago

Gli occhi del drago
di: Stephen King

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1632 KB
Pagine: 225
Editore: Sperling & Kupfer (24 febbraio 2014)
ASIN: B00IJLRHNK
Data di acquisto: 20 luglio 2014
Letto dal 13 al 16 ottobre 2015

Sinossi: Dalla straordinaria penna del re del brivido, una storia fantasy di eroi, principi e stregoni, una favola suadente destinata a conquistare i lettori di ogni età. Nel regno di Delain, il vecchio re Roland vive i suoi ultimi giorni con la certezza di lasciare il trono nelle fidate mani di Peter, il figlio primogenito, bello, valoroso e leale. Ma il malvagio Flagg, mago di corte, da secoli aspetta di prendere il potere e, morto misteriosamente Roland, imprigiona Peter con l'orrenda accusa di aver avvelenato il padre...

La mia recensione: Gli occhi del drago è, in un certo senso, una delle opere minori di Stephen King. Pubblicato nel 1984, è un racconto che il maestro del brivido decise di scrivere per sua figlia che, all'epoca ancora minorenne, non aveva mai letto nessuna opera del padre. In questo libro, quindi, non troveremo le atmosfere tipiche di King: niente morti violente e niente fantasmi o vampiri. Si tratta, in sostanza, di un libro che affronta il genere fantasy, con la magia nera al centro di tutta la storia. La trama non ha niente di straordinario ma, proprio per la sua semplicità, è davvero bellissima e ben sviluppata... quindi, si fa leggere in modo estremamente veloce: nell'immaginario regno di Delain c'è un re, Roland, senza moglie e senza eredi, che ha per consigliere Randall Flagg, un oscuro mago di cui tutti (e in cuor suo anche lo stesso sovrano) hanno paura. Solo in tarda età il re si decide a prendere moglie e a dare un erede, Peter, al suo regno. Dopo qualche anno, arriva anche il secondogenito (Thomas)... ma durante il parto la regina muore. Ed è solo il primo atto di tutto ciò che Flagg ha già da tempo architettato. A distanza di anni, ritroviamo i due principini ormai fanciulli ma, mentre Peter è il figlio prediletto del re, dei cortigiani e dei sudditi in generale, Thomas si deve accontentare di vivere all'ombra del fratello e completamente ignorato da tutti, tranne che da Flagg che, ovviamente, diventa il suo migliore amico. E siamo al secondo atto degli oscuri piani del diabolico mago. Giunti a questo punto, gli eventi precipitano: Flagg, con un potente veleno, uccide il Re e fa ricedere la colpa sull'erede al trono che, il giorno dell'incoronazione, viene invece arrestato e rinchiuso a vita nella torre più alta del castello. Thomas, quindi, sale al trono e conferma l'incarico di consigliere al suo amico Flagg. La storia ha un nuovo balzo in avanti di cinque anni con il regno in balia del mago (re Thomas è solo una sua marionetta), ridotto alla fame e svuotato di tutti coloro che si oppongono al nuovo ordine. Intanto Peter, sempre rinchiuso nel punto più alto del castello, mentre escogita un piano per evadere e prendersi il suo legittimo trono fa una sconvolgente scoperta: Randall Flagg è un essere ultracentenario che, assumendo varie identità nel corso del tempo, è sempre riuscito a manipolare tutti i vari sovrani che via via si sono succeduti a Delain. Senza dilungarci ulteriormente (tanto immagino che avrete già capito che la storia avrà un lieto fine), passiamo ad alcune considerazioni. Questo romanzo, come ho detto all'inizio, è una favola scritta per la figlia di King ma che ha saputo conquistare anche gli adulti. La trama, come avete letto, non ha punti morti o noiosi, anche se il finale mi è sembrato un po' troppo frettoloso; io lo avrei sviluppato leggermente meglio. Inoltre, come i lettori più fedeli di Stephen King avranno già notato, il libro ha molto in comune con altre sue opere: il personaggio di Randall Flagg, è anche al centro dell'apocalittico L'ombra dello scorpione e di tutti i volumi della serie della Torre Nera, in cui compaiono anche la città di Delain e Roland.
Voto: 4 su 5

martedì 13 ottobre 2015

Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Harry Potter e l'Ordine della Fenice - Harry Potter, vol. 5
di: J. K. Rowling

Formato: copertina rigida
Pagine: 853
Editore: Salani (1 aprile 2015)
ISBN-13: 9788867158164
Data di acquisto: 28 settembre 2015
Letto dal 5 al 13 ottobre 2015

Sinossi: Il quinto anno a Hogwarts si annuncia carico di sfide difficili. Harry non è mai stato così irrequieto: Lord Voldemort è tornato. Che cosa succederà ora che il Signore Oscuro è di nuovo in pieno possesso dei suoi terrificanti poteri? Al contrario di Silente, il Ministro della Magia sembra non prendere sul serio questa spaventosa minaccia. Toccherà a Harry organizzare la resistenza, con l'aiuto degli amici di sempre e il tumultuoso coraggio dell'adolescenza.

La mia recensione: Il quinto capito della saga di Harry Potter è, per quanto mi riguarda, quello che mi ha maggiormente deluso: storia piatta e banale che solo nel finale (ma nel caos più assoluto) cerca invano di riscattarsi. Ma andiamo con ordine. Già della trama c'è poco o nulla da dire, perché in questa nuova avventura dell'apprendista maghetto c'è soltanto un terribile segreto che... deve restare tale, e a qualunque costo. Tutto qui! Per il resto c'è da segnalare che, in questo libro, Harry Potter comincia ad avere i problemi che hanno tutti i fanciulli della sua età: quindi ecco arrivare il primo innamoramento, il primo bacio, le prime delusioni amorose e le prime polemiche con i suoi coetanei. Chiudo con una mia considerazione: non è un mistero il mio odio viscerale per il professor Severus Piton... eppure, ecco qui apparire un personaggio che, quasi quasi, è riuscito a superarlo in antipatia: sto parlando (e chi ha letto il libro lo avrà già capito) della professoressa Dolores Umbridge.
Voto: 1 su 5

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Precedenti libri recensiti della saga di Harry Potter:
- 31/08/2015: vol. 4 - Harry Potter e il calice di fuoco
- 07/08/2015: vol. 3 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
- 11/07/2015: vol. 2 - Harry Potter e la camera dei segreti
- 02/07/2015: vol. 1 - Harry Potter e la pietra filosofale

venerdì 9 ottobre 2015

Cronaca di una morte annunciata

Cronaca di una morte annunciata
di: Gabriel García Márquez

Formato: brossura
Pagine: 140
Editore: Mondadori (Miti Mondadori 1997)
ISBN-13: 9788804426738
Data di acquisto: 8 febbraio 1997
Letto dal 5 al 9 ottobre 2015

Sinossi: Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, villaggio bruciato dal sale dei Caraibi, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l'onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall'aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l'alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l'esecuzione. Basato su un fatto reale, Cronaca di una morte annunciata venne pubblicato nel 1981 (un anno prima del Nobel a García Márquez) e, pur nella brevità, rappresenta uno dei vertici della sua narrativa: un romanzo magistrale che sa fondere i toni della tragedia antica con il ritmo di una detective story in una grandiosa allegoria dell'assurdità della vita, l'apoteosi della fatalità.

La mia recensione: Ho comprato questo libro nel 1997 (in edizione Miti Mondadori) e, da allora, ho perso il conto delle sue riletture. Non mi stanca mai! Ha tutto l'occorrente per farsi amare: 130 pagine (per la soddisfazione di chi non ama i mattoni letterali) e storia che parte subito in quarta. La trama (che prende spunto da un fatto realmente accaduto nel 1951), inoltre, è davvero ben fatta e non infarcita di inutili personaggi secondari: a Manuare, piccolo paesino dei Caraibi, durante la prima notte di nozze, Bayardo San Román scopre che Angela Vicario, la sua giovane neo sposa, non è vergine e, dopo averla ripudiata, chiede di conoscere il nome di colui che ha compiuto il disonore. La giovane confessa: è Santiago Nasar il colpevole del misfatto! La mattina dopo, mentre tutto il villaggio attende l'arrivo del vescovo, Pedro e Pablo Vicario, fratelli della sposa, vanno in giro alla ricerca del colpevole per ucciderlo senza nemmeno nascondere agli altri abitanti le loro intenzioni. Perciò, nel corso della lettura del libro, si arriva al paradosso che, per una serie di circostanze ed eventi, in paese tutti conoscono le intenzioni dei due fratelli... tranne colui che dovrà morire! Il racconto, per farla breve, si conclude con l'omicidio del giovane, con i fratelli Vicario che vengono liberati dopo tre anni di carcere e con i due sposi d'inizio libro che si ritrovano dopo ben 17 anni! Il tema centrale del racconto è, come è facile intuire, l'onore e quanto esso sia radicato nella società contadina. Ma si parla anche del delitto d'onore che, in questo caso, viene quasi quasi giustificato: non a caso agli assassini vengono dati non più di tre anni di detenzione. E mettiamoci pure il fato ed il suo immancabile zampino: come detto prima, per una serie di equivoci tutti sanno cosa sta per accadere, ma nessuno (compresi il parroco, l'alcalde e, addirittura, la madre del condannato) fa niente perché il delitto venga compiuto!
Voto: 5 su 5

lunedì 5 ottobre 2015

Phobia

Phobia
di: Wulf Dorn

Formato: Kindle
Dimensioni file: 823 KB
Pagine: 273
Editore: Corbaccio (11 settembre 2014)
ASIN: B00LEPOFNS
Data di acquisto: 25 gennaio 2015
Letto dal 2 al 5 ottobre 2015

Sinossi: Londra, una notte di dicembre nel quartiere di Forest Hill. L'automobile del marito nel vialetto di casa. La chiave nella toppa. I passi che risuonano in corridoio. Rumori familiari per Sarah Bridgewater. Ma l'uomo che trova in cucina non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l'auto di Stephen. Sostiene di essere Stephen, e conosce delle cose che solo il marito di Sarah può conoscere. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza, né la polizia è preoccupata del fatto che il marito risulti svanito nel nulla. Sarah sa che può contare solo su una persona: l'amico psichiatra Mark Behrend. Con il misterioso sconosciuto ha così inizio un duello psicologico, in cui ogni punto vinto o perso può significare riuscire a sopravvivere o venire brutalmente uccisi.

La mia recensione: Uno dei personaggi secondari di questo libro afferma che "la paura ha una casa... è nella tua testa, ed è lì che possiamo incontrarla"! Già, e io ci aggiungo che il problema è che questa casa, a volte, ha troppe stanze e non è sempre facile capire (o conoscere) le nostre stesse paure o fobie! Ecco esattamente cosa ci insegna questo testo, in cui fa la sua ricomparsa il dottor Mark Behrendt, personaggio già incontrato in La psichiatra, il primo bellissimo libro di Wulf Dorn. In questa nuova avventura, Mark deve districarsi in un doppio contesto. Nel primo deve aiutare Sarah Bridgewater, una sua amica d'infanzia, a ritrovare il marito rapito da quello che sembra (almeno apparentemente) un folle pervertito; il problema principale di questa folle corsa contro il tempo è che Mark e Sarah sono da soli perché nessuno, neanche la polizia, sembra credere alla versione dei fatti fornita dalla donna. Nella seconda situazione (chiamiamola così), Mark deve affrontare i fantasmi del suo passato: al culmine della sua carriera, infatti, ha assistito all'incidente in cui ha perso la vita la sua compagna. Incidente di cui non sono mai state chiarite le dinamiche e le circostanze. Comunque, torniamo al libro. La sua lettura scorre davvero fluida, facilitata anche dai capitoli brevi in cui le varie situazioni si danno via via il cambio. Altro punto a suo favore è la costante presenza di una violenza non esplicita e senza grossi spargimenti di sangue. Il finale aperto, infine, lascia intuire che quasi quasi potrebbe esserci un seguito... e, francamente, la cosa non mi dispiace affatto. L'unico appunto che mi sento di rivolgere a quest'opera, è che in certi punti ed in certe situazioni richiama un po' troppo il film Saw, l'enigmista. Ma questo è solo un piccolo dettaglio che non svaluta il mio giudizio positivo.
Voto: 5 su 5

venerdì 2 ottobre 2015

A cosa serve la politica?

A cosa serve la politica?
di: Piero Angela

Formato: Kindle
Dimensioni file: 846 KB
Pagine: 175
Editore: Mondadori (15 novembre 2011)
ASIN: B00647R3ZI
Data di acquisto: 15 maggio 2015
Letto dal 29 settembre al 2 ottobre 2015

Sinossi: "Oggi c'è un forte risentimento contro la classe politica per i suoi troppi privilegi, per il malcostume diffuso, per i costi, l'arroganza, l'inefficienza, la corruzione. Ma in realtà esiste una questione molto più profonda, che questo libro intende affrontare, e che riguarda il ruolo stesso della politica nella società. È radicata l'idea che sia la politica a determinare il benessere di un paese. E che, cambiando maggioranza, o cambiando leader, si possano ottenere cose che in realtà non dipendono dalla politica. E che non dipendono neppure dalla capacità di lottare per ottenerle. Questo non significa che la politica non sia importante, anzi. Ma soltanto se riesce a stimolare e a far crescere in modo prioritario quei software, quei motori dello sviluppo che sono i veri produttori di ricchezza. E anche i veri attrattori di investimenti. Ma è così che funziona la politica in Italia?". Andando al di là delle polemiche quotidiane, Piero Angela ci offre un punto di vista diverso e illuminante per mettere a fuoco il vero problema del nostro paese. E lo fa con la lucidità, l'equilibrio e la chiarezza che lo hanno reso celebre.

La mia recensione: E' la prima volta che leggo un libro di Piero Angela e, giunto alla fine della lettura, mi sono subito chiesto perché non ho mai letto altri suoi libri. Di questo grande uomo, grande personaggio televisivo e grande pensatore libero sappiamo già tutto, quindi atteniamoci ai fatti. Ho trovato il libro davvero ben fatto e di facile lettura (e consultazione), nonostante il tema trattato non sia, apparentemente, alla portata di tutti. Tuttavia, va messo in chiaro una cosa (che, comunque, non ne sminuisce il suo valore): il titolo A cosa serve la politica? è leggermente fuorviante, perché qui di politica ce n'è davvero poca. In questa magistrale opera vengono trattati diversi e svariati argomenti (lavoro, petrolio, natura, tecnologia, scienza, cultura, educazione, scuola, ricerca, debito pubblico, immigrazione e, ovviamente essendo un tema caro all'autore, televisione) e, per ognuno di essi, Piero Angela dice semplicemente cosa la politica dovrebbe fare e, in alcuni casi, cosa non ha mai fatto. Tutto qui.
Voto: 5 su 5