mercoledì 7 settembre 2016

Inchiostri Lamy [recensione]


Dopo aver recensito gli inchiostri per stilografica nero, blu e rosso della tedesca Pelikan 4001, passo ora ai miei preferiti e, di conseguenza, quelli che uso più spesso: gli inchiostri blu-nero, blu e rosso Lamy, anche questa azienda tedesca.
Come ho più volte detto, tutte le stilografiche possono essere caricate o tramite cartucce (e le Pelikan 4001 sono proprio tra le più diffuse) o tramite boccetta; in questo secondo caso, la penna deve necessariamente montare un apposito converter. Le penne che di solito uso a casa le carico proprio da boccetta; invece, le penne Lamy e la Kaweco Sport Classic, che sono quelle che mi porto appresso tutto il giorno, le uso con le cartucce della Lamy... solo per la Kaweco Sport Classic, avendo attacco standard, uso le cartucce vuote della Pelikan 4001 e, con l'ausilio di una siringa, le riempio con l'inchiostro Lamy blu-nero.
Quindi, vediamo un po' come si comportano gli inchiostri Lamy.

 

Prova di scrittura e di resistenza all'acqua
dell'inchiostro Lamy blu-nero
Partiamo da quello che uso più di tutti: l'inchiostro blu-nero (o blue-black, fate voi). È sempre caricato sulla mia Kaweco Sport Classic e, andando in giro, lo uso praticamente tutto il giorno sia per lavoro che per prendere appunti al volo. È un inchiostro molto fluido (non intasa o ostruisce la penna), abbastanza scorrevole ed è molto indicato per l'uso su documenti d'ufficio o per firmare gli stessi. Il nome blu-nero dovrebbe lasciar pensare ad una colorazione blu scura, quindi a metà strada tra il blu ed il nero... invece, a me ha sempre dato l'impressione di una colorazione tendente al grigio scuro con, al massimo, qualche sfumatura di blu. Comunque, l'effetto (evidentissimo appena l'inchiostro resta sulla carta) non è proprio sgradevole e a me piace. Dovrebbe essere (uso il condizionale) un inchiostro non resistente all'acqua ma, sinceramente, in tutte le mie prove idrauliche si è sempre dimostrato resistentissimo. Che dire? O sono io che son sempre stato fortunato o... boh?


Prova di scrittura e di resistenza
all'acqua dell'inchiostro Lamy blu
Passiamo ora al blu (o blue). Anche questo inchiostro è fluido e scorrevole ma il suo punto forte risiede (come per il Pelikan 4001 Royal Blue) nella brillantezza: sotto la luce diretta del sole sembra più un azzurro che un blu. Tuttavia, questa luminosità è davvero fuori luogo in contesti ufficiali (come documenti, fatture e firme su assegni)... per cui lo uso solo per schizzi, appunti o note a margini sulle fatture. Diversamente dal blu-nero, nel blu si vede eccome la sua scarsa resistenza all'acqua... E, come potete notare, nella foto qui a sinistra, una singola goccia d'acqua ha praticamente lavato il tratto blu. Altra nota dolente di questo inchiostro è che dopo qualche giorno che lo si è usato per scrivere, tende quasi a sbiadire...! Per carità, non è che da un giorno all'altro vi ritrovate con un foglio completamente bianco (ci mancherebbe altro) ma, con il tempo, sullo stesso foglio noterete che l'inchiostro è come schiarito. Ciò penso che sia colpa dalla sua lavabilità (come ho detto poco fa, non ha nessuna resistenza all'acqua), e non a caso è un inchiostro che la stessa Lamy definisce blu lavabile e lo indica per uso scolastico.


Prova di scrittura e di resistenza
all'acqua dell'inchiostro Lamy rosso
Chiudo questa mia discussione con il rosso (o red). Come per il blu, la sua caratteristica principale (a parte l'ottima fluidità e scorrevolezza) è la sua brillantezza, qui molto più accentuata, tanto che... colpisce come un pugno in un occhio! Infatti, è una colorazione talmente sgargiante da sembrare quasi fosforescente; perciò io lo uso soltanto durante le ore lavorative per evidenziare o sottolineare. Fosse stato di una tonalità un po' più scura sarebbe stato davvero perfetto anche per altri usi. Peccato solo che, come per il blu, anche questo colore abbia poca resistenza all'acqua: ancora una volta, guardando la foto a sinistra, potete notare come un po' d'acqua ha cancellato una parte della macchia rossa.
Per finire, eccovi due scansioni di un foglio scritto (e mi scuso per la mia scrittura microscopica e nervosa):


- foto a sinistra: i tre inchiostri appena recensiti alle prese (ho usato un foglio A5 Pigna) con l'incipt del libro L'esorcista di William Peter Blatty
- foto a destra: il retro dello stesso foglio con i fenomeni feathering (che si verifica quando un qualunque inchiostro si spande sul foglio) e bleed through (ossia, l'inchiostro che attraversa la carta)

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