venerdì 9 settembre 2016

Inchiostro Pelikan 4001 blu-nero [recensione]


Dopo aver recensito gli inchiostri Pelikan 4001 nero, blu e rosso e i Lamy blu, blu-nero e rosso, ho voluto provare anche il blu-nero (o blue-black, come lo chiama l'azienda tedesca) sempre della Pelikan 4001. Che delusione...! Anche se riconosco che non è proprio da bocciare del tutto; diciamo che, tanto per usare un termine scolastico, sarebbe da rimandare a settembre...
Intanto c'è da dire che non ho proprio capito perché chiamare un inchiostro blu-nero quando non c'è nessun segno di blu (o blu scuro, che è quello che dovrebbe essere); a me è parso solo ed esclusivamente una specie di nero sbiadito (quasi grigio) e niente più. Almeno nel blu-nero della Lamy c'è una qualche traccia di blu; ma in questo della Pelikan... niente di niente!
La confezione che ho comprato per questa mia prova è la solita scatoletta da sei cartucce corte (al costo di 1,50 euro), ma in commercio si trova anche la classica boccetta da 30 ml. Per la mia prova su strada ho usato l'ormai inseparabile stilografica Kaweco Sport Classic.
Questo Pelikan 4001 blu-nero è un inchiostro che dovrebbe andare bene per ogni occasione o ambiente di lavoro: lo trovo perfetto, visto che come ho detto prima è un quasi nero, sia per scrivere o firmare documenti o assegni, sia per prendere i classici appunti al volo. Invece, non lo vedo bene per scrivere note su libri o quaderni perché questa specie di nero sbiadito rischia davvero di passare inosservata sulla pagina di un libro.
Altro aspetto che ho subito notato è la sua scarsissima lubrificazione: sulla mia Kaweco (che ha un abbondante pennino M), l'inchiostro ogni tanto tendeva a non uscire, come se la penna fosse a secco, e bisognava insistere in più passaggi. Non oso immaginare il suo comportamento su penne dal tratto ancora più sottile...
Eppure, questa scarsità di lubrificazione ha i suoi vantaggi: il fenomeno del Feathering (l'inchiostro che si spande sulla carta) è praticamente assente... tranne che non si stia usando carta di scarsissima qualità e/o molto fibrosa. Stesso discorso vale per il fenomeno detto Bleed through, che si verifica quando l'inchiostro (se è molto abbondante) riesce ad impregnare la carta ed a passare sull'altro lato della stessa: anche in questo caso potete andare quasi sul sicuro perché il difetto lo si nota appena.


Per giunta, la scarsa lubrificazione permette anche una rapida asciugatura: ho fatto un po' di prove e vi posso garantire che dopo circa 6-7 secondi l'inchiostro è asciutto e potete già girare pagina... o, come ho fatto io, passarci un dito sopra! Infine, come potete vedere anche dalla foto qui sopra, questo inchiostro si è dimostrato molto resistente all'acqua: la goccia d'acqua che ho lasciato cadere sul foglio non ha prodotto grossi danni e il tratto risulta perfettamente visibile.
Come sempre, chiudo con un paio di foto di una pagina (un foglio A5 della Pigna) scritta utilizzando questo inchiostro: nella prima (in basso a sinistra), con il Pelikan 4001 blu-nero ho scritto l'incipt del libro Il Dio del fiume di Wilbur Smith e per fare qualche altra prova; nella seconda (foto a destra), l'altro lato dello stesso foglio.
Ripeto quello che ho detto all'inizio: a me questo inchiostro non è piaciuto solo per il suo aspetto cromatico (siamo seri: non si può spacciare un nero sbiadito per blu-nero); tuttavia, la sua poca lubrificazione gli permette di comportarsi bene su tanti altri fronti! Per quanto mi riguarda, comunque, continuo a preferire il blu-nero della Lamy.

 

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