lunedì 25 gennaio 2016

Nuovo acquisto: Una mattina di ottobre


Questa mattina, in preparazione alla Giornata della Memoria del prossimo 27 gennaio, ho acquistato (approfittando anche di uno sconto Vodafone di 5 euro) il libro Una mattina di ottobre, opera prima della scrittrice inglese Virginia Baily.

Una mattina di ottobre
di: Virginia Baily
Formato: copertina rigida
Pagine: 407
Editore: Editrice Nord (14 gennaio 2016)
ISBN-13: 978-8842926849

Sinossi: Un solo istante può segnare per sempre il destino di una persona. Uno sguardo può comunicare ciò che le parole non possono dire. Una mattina di ottobre può essere l'inizio di una nuova vita. L'alba color acciaio è fredda come la pioggia sottile che si deposita silenziosa tra i suoi capelli e le scivola lungo il collo. Chiara Ravello però ha smesso di farci caso nell'istante in cui si è inoltrata nel quartiere ebraico. Ha come la sensazione che quei vicoli siano stati svuotati di vita e non rimanga che l'eco di una sofferenza muta. Quando sbuca in una piazza, Chiara vede un camion sul quale sono ammassate diverse persone. Tra di esse, nota una madre seduta accanto al figlio. Le due donne si fissano per alcuni secondi. Non si scambiano nemmeno una parola, basta quello sguardo. Chiara capisce e, all'improvviso, incurante del pericolo, inizia a gridare che quel bambino è suo nipote. Con sua grande sorpresa, i soldati fanno scendere il piccolo e mettono in moto il camion, lasciandoli soli, mano nella mano. Sono passati trent'anni dal rastrellamento del ghetto di Roma e, all'apparenza, Chiara conduce un'esistenza felice. Abita in un bell'appartamento in centro, ha un lavoro che ama, è circondata da amici sinceri. Tuttavia su di lei grava il peso del rimpianto per quanto accaduto con Daniele, il bambino che ha cresciuto come se fosse suo e che poi, una volta adulto, è svanito nel nulla, spezzandole il cuore. E, quando si presenta alla sua porta una ragazza che sostiene di essere la figlia di Daniele, per Chiara arriva il momento di fare i conti con gli errori commessi, con le scelte sbagliate, con i segreti taciuti troppo a lungo.

domenica 24 gennaio 2016

[RECENSIONE] Destinazione inferno

Destinazione inferno - Serie di Jack Reacher, vol. 2
di: Lee Child

Formato: Kindle
Dimensioni file: 2683 KB
Pagine: 491
Editore: Longanesi (25 ottobre 2012)
ASIN: B009XCD9O0
Data di acquisto: 27 aprile 2014
Letto dal 18 al 24 gennaio 2016

Sinossi: Il maggiore Jack Reacher ha un passato da eroe: West Point, tredici anni di servizio, medaglie e riconoscimenti... Il suo presente, invece, è quello di un uomo che si è scrollato di dosso le inflessibili regole dell'esercito e che vaga per gli Stati Uniti, lasciandosi guidare soltanto dal proprio istinto. Almeno fino a quando, in una luminosa giornata di giugno, vede uscire da una tintoria di Chicago una giovane donna, che si appoggia faticosamente a una stampella. Jack si ferma e le offre aiuto, ma, non appena i due si avviano, si trovano davanti tre individui armati... Ammanettato alla donna e rinchiuso in un soffocante furgone lanciato verso una destinazione ignota, Jack Reacher ha un'unica certezza: si è trovato nel luogo sbagliato al momento sbagliato. E questa certezza, ovviamente, non gli basta: deve scoprire il motivo di quel rapimento, e scoprirlo in fretta, per salvare se stesso e la donna... Già, la donna: dice di chiamarsi Holly Johnson, di essere un'agente dell'FBI e lui le crede, anche perché dimostra una saldezza di nervi fuori del comune. Ma è pure sicuro che Holly nasconde qualcosa, un segreto che non può (o non vuole) rivelare neanche a lui, alla sua unica speranza di salvezza. Perché, nonostante tutto, Jack è proprio l'uomo giusto da avere accanto in una situazione che, di chilometro in chilometro, si fa sempre più disperata. E, col trascorrere delle ore, mentre l'FBI, la CIA e la Casa Bianca brancolano nel buio, Jack diventerà l'unico uomo al mondo in grado di fronteggiare il vortice di paura e di follia che si spalanca davanti a lui e a Holly. Un vortice che potrebbe risucchiare l'intero Paese in una spirale d'indicibile terrore...

La mia recensione: Secondo episodio (pubblicato nel 1998 ma uscito in Italia solo nel 2001) delle avventure di Jack Reacher, un ex militare sempre impegnato nei posti più caldi del pianeta che, abbandonata misteriosamente la vita militare, ha deciso di girare gli Usa in lungo e in largo senza una particolare destinazione. Il primo volume mi aveva davvero conquistato (tant'è vero che gli avevo assegnato il massimo dei voti: 5), ma questa nuova avventura di Reacher non è proprio riuscita ad appassionarmi: troppo simile alla precedente e troppo piena di evidenti buchi narrativi: ad un certo punto, esattamente a metà libro, ho avuto l'impressione che Lee Child si fosse incartato con il racconto e che stesse cercando il modo di uscirne fuori. Ma vediamo un po' la trama che, come avrete modo di vedere, è tutta azione all'americana: a distanza di poco più di un anno dalle avventure già raccontate in Zona pericolosa, Jack Reacher si imbatte per caso nel rapimento di una donna zoppicante e, perciò, è fatto egli stesso prigioniero. La donna rapita, Holly Johnson, si rivela essere un agente dell'FBI, figlia di un pluridecorato generale dell'esercito ed amico molto stretto del presidente degli Stati Uniti; i rapitori, come scopriremo nella seconda parte del libro, fanno parte di un ampio movimento antigovernativo di stampo nazista e paramilitare... talmente ben organizzato che, addirittura, è stato in grado di impossessarsi di svariati milioni di dollari e di un numero non indifferente di armi (e testate varie) dell'esercito statunitense, al solo scopo di dichiarare l'indipendenza della zona boschiva del Montana in cui si sono asserragliati. Con la Casa bianca ed altre agenzie governative (tra cui FBI e Cia) messe alle strette da una soluzione non facile da prendere a causa delle tante armi in possesso degli insorti (viene anche ventilata e subito scartata l'ipotesi di un attacco in massa con conseguente sterminio totale), Jack e Holly sono gli unici in grado di fronteggiare la minaccia nazista e di porre fine alla follia collettiva. Inutile aggiungere che i due eroi riusciranno nella loro impresa e che Jack Reacher, come già avvenuto nel precedente libro, alla fine molla tutto (anche la stessa Holly, ormai innamorata di lui) per continuare il suo girovagare per l'America. Libro davvero massiccio (sono quasi 500 pagine) ma dalla letture abbastanza agevole e con un personaggio principale (parlo di Jack Reacher) che viene disegnato come un eroe vecchio stampo ma con i suoi traumi e le sue fobie, ed una coprotagonista (Holly Johnson) apparentemente fragile ed indifesa a causa di una evidente zoppia ma dotata di sangue freddo e coraggio a non finire. Però, come ho detto all'inizio di questa mia recensione, è tutta la costruzione del romanzo che non mi ha proprio convinto: troppo noiose le descrizioni (fin nei minimi dettagli) delle tante armi presenti nel libro, e troppi sbalzi di azione/non azione: in poco tempo si passa da pagine cariche di adrenalina pura e grandi spargimenti di sangue a pagine in cui non succede proprio nulla e si resta solamente in attesa di un qualcosa che dovrà succedere. Infine, ecco la scena che non ho proprio sopportato per la sua assurdità (anche se, allo stesso tempo, mi ha strappato un sorriso): nel bel mezzo del bosco, mentre Jack ed Holly sono intenti a seppellire il corpo di uno sfortunato agente dell'FBI infiltrato all'interno della milizia nazista, approfittano di un attimo di distrazione dei loro carcerieri e invece di scappare via si spogliano e fanno sesso.
Voto: 3 su 5

lunedì 18 gennaio 2016

Non è un paese per vecchi

Non è un paese per vecchi
di: Cormac McCarthy

Formato: copertina flessibile
Pagine: 254
Editore: Einaudi (8 maggio 2007)
ISBN: 9788806188191
Acquistato il: 28 ottobre 2012
Letto dal 14 al 18 gennaio 2016

Sinossi: Nel 1980, nel Texas meridionale, al confine con il Messico, il giovane Llewelyn Moss, un reduce dal Vietnam, si imbatte, mentre sta cacciando antilopi nella prateria, in un convoglio di jeep colme di cadaveri, di droga e di soldi. Prende i soldi e decide di tenerseli, ma diventa subito la preda di una spietata partita di caccia: inseguito dai trafficanti, da uno sceriffo vecchia maniera, nonché dal solitario Chigurh, un assassino psicopatico munito di una pistola da mattatoio. Moss tenta disperatamente di sfuggire a un destino inevitabile, coinvolgendo per ingenuità la giovanissima moglie.

La mia recensione: Bel libro che ha riscosso un certo successo anche grazie anche all'omonimo e pluripremiato film. Eppure, sarò sincero, non mi ha entusiasmato del tutto. In questo libro, dal ritmo serrato, c'è parecchia azione e sangue che scorre a fiumi ma, sul più bello, il racconto si ferma e lascia spazio alle considerazioni dell'anziano sceriffo che, a distanza di anni, sta riflettendo sui fatti narrati nel libro e sulla sua vita trascorsa sempre al servizio della legge e della comunità. Tutto parte dal momento in cui Llewelyn Moss, un giovane ed onesto saldatore, andando a caccia nella prateria americana si imbatte in un paio di jeep piene di cadaveri crivellati di colpi, parecchia droga ed una valigetta piena zeppa di svariati milioni di dollari. Llewelyn non ci pensa due volte, si impossessa della valigetta... e diventa, da subito, il bersaglio dei trafficanti di droga, del pazzo killer Anton Chigurh (che per uccidere utilizza solo una pistola da mattatoio) e dello sceriffo Ed Tom Bell. Da qui in poi, tra inseguimenti e sparatorie, si dipana tutta la trama del romanzo fino al tragico epilogo finale in cui a farne le spese sono tutti i personaggi del libro ma anche tante persone innocenti (compresa l'ingenua moglie di Llewelyn). Ormai lo avrete capito anche voi che c'è qui parecchia tensione ed azione ma, come ho detto prima, sul più bello il racconto si blocca e assistiamo o alle elucubrazioni mentali dello sceriffo Ed Tom Bell o a veri e propri (e per certi versi assurdi) vuoti narrativi: uno su tutti, il killer che arriva a casa di Llewelyn, la trova vuota e perciò decide di farsi la doccia e la barba, medicarsi le ferite delle precedenti sparatorie e, appurato che il legittimo proprietario non tornerà più, prima si riposa sul letto e poi si prepara addirittura la colazione. Altra cosa che non ho proprio capito sono i dialoghi: niente virgolette a dividere le frasi dette dai vari personaggi e, a volte, niente punto interrogativo alla fine delle domande. Senza tirarla per le lunghe, vi dico solo che arrivato all'ultima pagina ho avuto l'impressione di aver letto non un romanzo ma una sceneggiatura cinematografica.
Voto: 3 su 5

[RECENSIONE] Amore in ostaggio

Amore in ostaggio
di: Paolo Foschi

Formato: ebook
Editore: Edizioni E/O (2013)
Scaricato online il 17 dicembre 2014
Letto il 18 gennaio 2016

Sinossi: -

La mia recensione: Racconto davvero troppo breve (neanche una ventina di pagine) per essere giudicato. In sostanza, è solo un piacevole pretesto per approfondire il personaggio del commissario Igor Attila, protagonista di altri libri di Paolo Foschi. Se invece di un breve racconto, l'autore ne avesse fatto un libro vero e proprio... sarebbe stato un successo, perché le premesse ci sono tutte!
Voto: 4 su 5

giovedì 14 gennaio 2016

Numero Zero

Numero zero
di: Umberto Eco

Formato: Kindle
Dimensioni file: 2627 KB
Pagine: 218
Editore: Bompiani (9 gennaio 2015)
ASIN: B00R6HNAYI
Acquistato il: 12 gennaio 2016
Letto dal 12 al 14 gennaio 2016

Sinossi: Una redazione raccogliticcia che prepara un quotidiano destinato, più che all'informazione, al ricatto, alla macchina del fango, a bassi servizi per il suo editore. Un redattore paranoico che, aggirandosi per una Milano allucinata (o allucinato per una Milano normale), ricostruisce la storia di cinquant'anni sullo sfondo di un piano sulfureo costruito intorno al cadavere putrefatto di uno pseudo Mussolini. E nell'ombra Gladio, la P2, l'assassinio di papa Luciani, il colpo di stato di Junio Valerio Borghese, la Cia, i terroristi rossi manovrati dagli uffici affari riservati, vent'anni di stragi e di depistaggi, un insieme di fatti inspiegabili che paiono inventati sino a che una trasmissione della BBC non prova che sono veri, o almeno che sono ormai confessati dai loro autori. E poi un cadavere che entra in scena all'improvviso nella più stretta e malfamata via di Milano. Un'esile storia d'amore tra due protagonisti perdenti per natura, un ghost writer fallito e una ragazza inquietante che per aiutare la famiglia ha abbandonato l'università e si è specializzata nel gossip su affettuose amicizie, ma ancora piange sul secondo movimento della Settima di Beethoven. Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo. Una storia che si svolge nel 1992 in cui si prefigurano tanti misteri e follie del ventennio successivo, proprio mentre i due protagonisti pensano che l'incubo sia finito. Una vicenda amara e grottesca che si svolge in Europa dalla fine della guerra ai giorni nostri.

La mia recensione: Dico subito che si tratta di un libro che non mi ha entusiasmato per niente sia per la sua trama ridotta davvero all'osso (siamo nel 1992, Tangentopoli è appena nata, e si sta allestendo una redazione per un nuovo giornale che vuol fare del pettegolezzo e della macchina del fango il suo cavallo di battaglia), e sia per la mancanza di carattere del personaggio principale. In pratica, in questo Numero Zero, la sua figura non serve proprio a niente: Colonna, uno pseudo giornalista fallito, è contattato per la fondazione di un giornale dedito al ricatto, ma che (come gli verrà spiegato quasi subito) non dovrà mai vedere la luce perché l'idea stessa del nuovo quotidiano è solo una copertura per il suo editore. Ogni riferimento è puramente casuale! Colonna, nel frattempo, viene messo a conoscenza (ed è questo l'asse portante di tutto il libro) di scottanti documenti su presunti segreti di stato in possesso di un giornalista mezzo esaltato. Umberto Eco, per dirla tutta, si è solo limitato ad un lungo elenco dei misteri irrisolti della storia italiana dalla fine della guerra in poi (cattura di Mussolini, Gladio, P2, Brigate Rosse, assassinio di Aldo Moro, morte di Papa Luciani e stragi varie), intrecciandoli tra loro in modo davvero inverosimile o surreale. Che dire? Non mi sento proprio di consigliarne la lettura...
Voto: 2 su 5

martedì 12 gennaio 2016

Segnali di fumo

Segnali di fumo
di: Andrea Camilleri

Formato: Kindle
Dimensioni file: 649 KB
Pagine: 155
Editore: UTET (6 maggio 2014)
ASIN: B00JQDNLZI
Data di acquisto: 5 gennaio 2016
Letto dall'11 al 12 gennaio 2016

Sinossi: Da qualche tempo, Andrea Camilleri lancia dei personalissimi segnali di fumo. Sono foglietti di poche righe cui lo scrittore affida, in totale libertà, quello che gli suggerisce l'estro del momento. Ma che cosa segnala Camilleri? Intanto, molta partecipazione per le nostre vicende politiche: soprattutto indignazione per l'assenza di etica, la corruzione, la volgarità, il populismo becero, gli insulti di troppi politici senza onore che hanno prodotto fame, disoccupazione, scontro sociale, impoverimento del Paese. Poi, il gusto mai perduto del racconto disteso, dell'aneddoto divertente e rivelatore. Il piacere degli incontri con personaggi del tutto sconosciuti o (trattati esattamente alla stessa stregua) famosi come Wisława Szymborska e il presidente argentino Alfonsìn. Le letture che durano da una vita (Pirandello, Vittorini, Malraux, Philip Roth, Tabucchi) e che suggeriscono alcune sobrie e per niente retoriche considerazioni sull'arte dello scrivere. Infine, il senso (molto umano, ma mai troppo malinconico) del tempo che passa, dell'età che avanza: "...mettiamola così: il tempo è una giostra sempre in funzione. Tu sali su un cavalluccio o un'automobilina, fai un bel po' di giri, poi, con le buone o con le cattive, ti fanno scendere". Ora, Camilleri ha deciso di raccogliere qualche decina dei suoi segnali di fumo, organizzandoli in una sequenza sapientemente narrativa. L'effetto, per il lettore, è quello di una incantevole conversazione a distanza con l'amico saggio, ironico, affettuoso che tutti vorremmo avere.

La mia recensione: Da Camilleri ci si aspetta sempre il massimo impegno... e forse è proprio per questo che, giunto alla fine di Segnali di fumo, son rimasto parecchio deluso e con un latente senso di vuoto. Piccolo libricino, 150 pagine che si leggono tutto d'un fiato, contenente brevi pensieri o piccole e tristi riflessioni sui più svariati argomenti: cultura, politica, economia ed episodi della vita dell'autore. Alcune di queste riflessioni, per giunta datate (essendo comparse sul Sole 24 Ore nel biennio 2011/12), le ho trovate davvero inutili o fuori luogo e, in alcuni casi, addirittura ripetitive.
Voto: 3 su 5

lunedì 11 gennaio 2016

La ragazza nella nebbia

La ragazza nella nebbia
di: Donato Carrisi

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1387 KB
Pagine: 262
Editore: Longanesi (23 novembre 2015)
ASIN: B0179U033C
Data di acquisto: 26 dicembre 2015
Letto dall'8 all'11 gennaio 2016

Sinossi: La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l'auto dell'agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l'agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt'altra parte, lontano da Avechot. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del Dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l'indagine grazie all'attenzione e alle pressioni del pubblico a casa. Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua firma. Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, sicuro dei propri metodi, per far sì che un crimine riceva ciò che realmente gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un'audience. Sono passati due mesi da tutto questo, e l'agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì? Perché quell'incidente? Ma soprattutto, visto che è illeso, a chi appartiene il sangue che ha sui vestiti?

La mia recensione: Partiamo dalla trama... purtroppo attualissima (tant'è vero che, mentre scorrevo le pagine, mi son venute in mente le analogie con i casi di Yara Gambirasio, Cogne e Sarah Scazzi): in un paesino di montagna scompare una ragazzina e, come da tradizione, subito si scatena il circo mediatico dell'informazione; contemporaneamente, un cinico agente speciale incaricato delle indagini cerca in tutti i modi (più o meno leciti) di individuare il mostro responsabile del misfatto... e, solo ed esclusivamente per tornaconto personale, poterlo dare in pasto proprio a quella spietata TV del dolore! In passato ho letto tanti altri libri di Donato Carrisi ma questo, per la prima volta, mi ha lasciato con l'amaro in bocca! Per carità, il libro è scritto davvero bene e la trama è in puro stile Carrisi (ossia, con le tracce e gli indizi disseminati per tutto il libro che, se si è in grado di fare due più due, portano alla soluzione del caso) ma, è tutta l'atmosfera del libro che non mi ha convinto. Tanto per cominciare, c'è da dire che per essere un thriller la suspense è davvero nulla (c'è solo una lenta descrizione dei fatti accaduti e della successiva indagine manipolata dall'investigatore e dalla stampa); tutti i personaggi, sia i buoni che i cattivi (ed i fanatici), sono troppo piatti e non caratterizzati a dovere; gli ultimi capitoli, infine, mi son sembrati scritti in fretta e furia... non a caso portano a capire chi sia l'uomo nella nebbia prima ancora del doppio colpo di scena finale. Tuttavia, La ragazza nella nebbia resta sempre un libro da leggere e da consigliare (ed è quello che mi sento di fare con voi) perché aiuta a capire come, e in che modo, le TV ed i giornali tendono a manipolare l'opinione pubblica.
Voto: 3 su 5

venerdì 8 gennaio 2016

Isis: le 100 domande che tutti si fanno

Isis: le 100 domande che tutti si fanno
di: Andrea Franchini e Giancarlo Carlotti

Formato: copertina flassibile
Pagine: 125
Editore: DueA (13 dicembre 2015)
Data di acquisto: 31 dicembre 2015
Letto dal 7 all’8 gennaio 2016

Sinossi: Tutti ne parlano, ma dell'Isis conosciamo solo i devastanti attentati che stanno terrorizzando l'Occidente. Ma che cosa è in realtà l'Isis? Come nasce? Chi lo guida? E che cosa ha tutto questo a vedere con l'Islam e il Corano? Ognuno di noi si pone domande alle quali non è sempre facile dare una risposta. Questo libro non vuole essere né un saggio né un trattato di politica o strategia militare, né tantomeno un'analisi della polveriera mediorientale. Questo libro risponde alle domande anche banali che ognuno di noi si pone e le cui risposte possono servire a farci meglio comprendere che cosa sta succedendo e soprattutto come è nato lo Stato islamico. Chi sono i protagonisti, da dove vengono armi e denaro, quali sono le fazioni in campo. Completato da un glossario per prendere familiarità coi termini che ogni giorno leggiamo sui giornali o sentiamo in Tv.

La mia recensione: Sentiamo parlare sempre più spesso di Isis, jihad e Califfato e, in questi ultimi tempi, giornali e telegiornali ci bombardano (scusate il gioco di parole) di terrificanti notizie. Ma, esattamente, cosa sono o rappresentano questi termini? Una risposta più che esaustiva ci viene data da questo breve, ma ben fatto, volumetto di appena 125 pagine che, tramite una serie di domande e risposte, fa piena luce sui fatti di cronaca di questi ultimi tempi. Libricino che, usando un linguaggio chiaro e abbastanza scorrevole, ci permette di avere un'infarinatura generale su una vasta mole di argomenti molto scottanti ma anche di capire, una volta per tutte, che l'Islam non ha niente a che fare con l'Isis e con la sua veduta deviata della religione e, soprattutto, ci permette di comprendere chi finanzia quest'organizzazione terroristica e da dove giungono le armi in suo possesso. Altro aspetto del libro è l'analisi storica dell'intera regione islamica: quindi, ecco spiegate le differenze tra sciiti e sunniti, la nascita di Al Qaeda (e le differenze l'Isis) ed altri avvenimenti degni di nota. Un ultimo capitolo, infine, a firma del prof. Fulvio Palmieri, tratta della strategia della paura dell'Isis.
Voto: 5 su 5

giovedì 7 gennaio 2016

Principesse e Mononoke. Storie di fantasmi giapponesi

Principesse e Mononoke. Storie di fantasmi giapponesi
di: Yakumo Koizumi

Formato: copertina flessibile
Pagine: 144
Editore: Kappalab (16 aprile 2014)
Data di acquisto: 18 novembre 2015
Letto dal 5 al 7 gennaio 2016

Sinossi: Ci attirano, ci affascinano, ci spaventano e spesso ci lasciano con un impensabile senso di vuoto. Le storie di fantasmi giapponesi aleggiano tra l'orrore e il romanticismo, in un limbo percorso da anime che non trovano pace per essere state costrette ad abbandonare il mondo terreno prima di aver compiuto fino in fondo il loro percorso. Vendetta, amore, imbarazzo, risentimento, curiosità, angoscia, nostalgia, memoria, altruismo: ogni fantasma ha il suo personale motivo per ripresentarsi ai viventi, e ognuno lo fa in modo diverso, e con differenti effetti sulla quotidianità di amici, nemici, parenti o amanti. Principesse e Mononoke. Storie di fantasmi giapponesi raccoglie i più celebri racconti di genere della tradizione giapponese, come quello di Hoichi, suonatore cieco di biwa, o quello di Oyuki, dama delle nevi, che tornano qui nella loro dimensione originale.

La mia recensione: Per la prima volta in vita mia non sono riuscito a finire un libro! Questo Principesse e Mononoke è fatto, nella sua prima parte, da brevi storie sui fantasmi e sugli spettri tipici della cultura popolare giapponese. Storie assurde che, con l'unica eccezione della prima (La storia di Hoichi Senza Orecchie), non ho proprio apprezzato e capito... e se esse avevano una morale, non ho trovato neanche questa! La seconda parte, invece, aveva per protagonista gli insetti... ma, quando ho capito dove si stava andando a parare, ho preferito abbandonarne la lettura.
Voto: 1 su 5

martedì 5 gennaio 2016

Le ultime diciotto ore di Gesù

Le ultime diciotto ore di Gesù
di: Corrado Augias

Formato: copertina rigida
Pagine: 246
Editore: Einaudi (8 settembre 2015)
ISBN-13: 978-8806223656
Data di acquisto: 27 dicembre 2015
Letto dal 30 dicembre 2015 al 5 gennaio 2016

Sinossi: Anno 33 della nostra era, il giovane profeta Gesù di Nazareth viene condannato e giustiziato. Tutto si svolge in un pugno d'ore. Il processo che ha cambiato il destino dell'uomo è celebrato in fretta, nottetempo, alle prime luci dell'alba. Ma qual è il ruolo che hanno avuto nella vicenda il collerico procuratore Ponzio Pilato, il fariseo Nicodemo, il discepolo Giuda e il re fantoccio Erode Antipa? Qual è stato il sogno premonitore di Claudia Procula? Quale la disperazione di Maria e Giuseppe o della Maddalena? Crediamo di sapere, ma in realtà non sappiamo. Indagando i documenti, e dando la parola alle fonti, Augias dona carne e sangue a una storia che tiene il lettore con il fiato sospeso. Di nuovo e sempre.

La mia recensione: "Quid est veritas?" Libro a metà strada tra un documentario ed una fiction che cerca di ricostruire cosa accadde davvero durante l'ultimo giorno di vita del carpentiere Yeshua ben Joseph Ha-Nozri (Gesù di Nazareth, figlio di Giuseppe) e come, e perché, sia nata la religione cattolica... nonostante lo stesso Gesù si sia sempre dichiarato contrario alla sua fondazione! La ricostruzione storica che ne fa Corrado Augias è davvero ben riuscita, sprizza spiritualità da tutti i pori e contemporaneamente (e per come la vedo io è proprio quello che conta maggiormente), ci restituisce tutta l'essenza umana del Messia. Altra particolarità di questo libro è che ci fa conoscere, e quasi vivere e respirare, l'atmosfera (dal punto di vista storico) che si viveva nella Palestina e nei palazzi del potere dell'epoca. Libro che, assolutamente, mi sento di promuovere a pieni voti... anche se ho notato un madornale errore da parte dell'autore: prima ci mostra Gesù ai piedi del letto di un Giuseppe ormai vecchio e morente... e, dopo qualche pagina appena, ci dice che lo stesso Giuseppe ha assistito, camuffato tra la folla (ma riconosciuto da Pietro), alla famosa scena del "Chi volete che lasci libero, Barabba o Gesù?".
Voto: 5 su 5

lunedì 4 gennaio 2016

National Geographic Italia - gennaio 2016

National Geographic Italia - gennaio 2016

Vol. 37 - N. 1 (n. 216 della mia collezione)
Prezzo di copertina:
4,50 euro

In copertina: Questa immagine di animali attorno a una pozza d'acqua nel Parco nazionale del Serengeti è il frutto della composizione digitale di circa 2.260 foto scattate nell'arco di 30 ore. Immagine composita di Stephen Wilkes

Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): I parchi sono sacri. Nell'agosto del 1916 il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson firmò la legge che istituiva il National Park Service, l'agenzia federale incaricata di gestire i parchi e i monumenti nazionali del Paese. Sebbene il più antico parco nazionale del mondo, Yellowstone, fosse stato creato quasi mezzo secolo prima, fu con quell'atto che cominciò a emergere una visione coerente per tutelare la natura e il territorio al servizio dei cittadini. È per questo che nel corso dell'anno dedicheremo una serie di servizi alle meraviglie naturali e paesaggistiche di tutto il mondo, spesso sottoposte a una pressione eccessiva. Vero è, infatti, che nell'arco di un secolo la coscienza ambientale è cresciuta a dismisura, ma anche che un secolo fa la popolazione mondiale era appena un quarto di quella attuale. E se molte aree protette sono in sofferenza è proprio a causa delle attività umane. O, a volte, della noncuranza con cui le istituzioni gestiscono il patrimonio di un paese. Basta guardare in casa nostra. L'ultimo caso è quello del Parco nazionale dello Stelvio, il più grande dei parchi storici italiani, la cui gestione è stata suddivisa all'inizio di dicembre fra Regione Lombardia e Province autonome di Trento e Bolzano. E solo poche settimane prima le associazioni ambientaliste hanno denunciato la situazione precaria di 12 dei 24 parchi nazionali, dove mancano presidenti, direttori, consigli direttivi, lasciando un vuoto amministrativo inaccettabile. Come se la tutela ambientale fosse irrilevante. Chissà che, guardando a un'istituzione sacra e rispettata come il National Park Service, non si possa trovare la forza di invertire la rotta.

- Serie Speciale - Parchi nazionali: Essenza americana. Il primo di una serie di servizi dedicati ai parchi nazionali celebra i 100 anni del National Park Service, l'agenzia che tutela il vasto patrimonio naturale degli Stati Uniti.
- Il nostro cervello in natura. Ormai è provato scientificamente: trascorrere del tempo in ambienti naturali allevia lo stress e fa bene al nostro cervello sovraffaticato.
- Lavoro sporco. Gli avvoltoi si nutrono di cadaveri e ispirano ribrezzo. Ma il mondo ha bisogno di loro.
- Trappola glaciale. I ghiacci che ricoprono il Mar Glaciale Artico si sono ridotti in maniera drammatica negli ultimi 30 anni. Quali saranno le conseguenze?
- Il boom della gomma. La domanda crescente di pneumatici alimenta l'industria dell'estrazione della gomma asiatica. Ma i costi per l'ambiente sono alti.
- Arabeschi nell'oscurità. La Grotta dei Cervi, vicino a Otranto, cela un vasto tesoro di pitture rupestri che raccontano la vita degli agricoltori pugliesi del Neolitico.