sabato 30 luglio 2016

La classifica dei libri più venduti (nella settimana dal 17 al 23 luglio)

Questi i libri più venduti nella settimana dal 17 al 23 luglio 2016:

1. (=) Antonio Manzini: 7-7-2017 (Sellerio)
2. (=) Andrea Camilleri: L'altro capo del filo (Sellerio)
3. (n.e.) Lucinda Riley: Il segreto di Helena (Giunti)
4. (=) Maurizio de Giovanni: Serenata senza nome (Einaudi)
5. (3.) Edoardo Albinati: La scuola cattolica (Rizzoli)
6. (5.) Simonetta Agnello Hornby: Caffè amaro (Fetrinelli)
7. (=) Jojo Moyes: Io prima di te (Mondadori)
8. (n.e.) Luca D'Andrea: La sostanza del male (Einaudi)
9. (10.) Elena Ferrante: L'amica geniale (E/O)
10. (6.) Travaglio & Truzzi: Perché no (Paper First)

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giovedì 28 luglio 2016

Il baco da seta

Il baco da seta - Le indagini di Cormoran Strike, vol. 2
di: Robert Galbraith

Formato: Kindle
Dimensioni file: 865 KB
Pagine: 500
Editore: Salani Editore (9 ottobre 2014)
ASIN: B00K6MKFXY
Data di acquisto: 15 dicembre 2015
Letto dal 24 al 28 luglio 2016

La mia recensione: Il baco da seta è la seconda fatica letteraria di Robert Galbraith (pseudonimo di J.K. Rowling, l'autrice di Harry Potter e del bellissimo Il seggio vacante) con le gesta dell'investigatore Cormoran Strike e della sua inesperta assistente (ma molto determinata) Robin. Già il primo volume mi aveva convinto e un po' divertito... ma con questo secondo libro, abbiamo toccato il massimo: è il classico giallo/thriller ma, a differenza del primo volume, qui troviamo più violenza (basta vedere come è stato ucciso il povero scrittore al centro delle indagini di Cormoran), più intrecci e... più dubbi sulle indagini dell'investigatore.
Questa volta Cormoran e Ruby, ancora sulle prime pagine dei giornali per aver risolto il caso di Il richiamo del cuculo, sono ingaggiati dalla moglie di Owen Quine, un noto scrittore misteriosamente sparito... e con la polizia che si rifiuta di entrare in azione perché lo ritiene un tombeur de femmes incallito. La cosa strana è che Quine, poco prima di sparire, aveva finito di scrivere il suo ultimo libro (ma non ancora pubblicato) i cui personaggi, descritti in modo allegorico e in situazioni assai grottesche, erano facilmente identificabili nei suoi familiari e nella cerchia di amici e colleghi del suo mondo letterario. Cormoran accetta il caso, che si rivela da subito molto ostico e problematico (visto il passato dello scrittore e di alcuni suoi amici di gioventù) e, andando contro tutto e tutti, lo trova... ma è legato, ammazzato e squartato con le stesse modalità descritte nel libro Bombyx Mori (questo il nome del libro che Quine ha ultimato prima di sparire). La situazione precipita quando tutti gli indizi di colpevolezza portano ad una sola persona: la moglie! A Cormoran Strike non resta altro da fare che sbrogliare la matassa (trovando nuove prove e interrogando i personaggi reali di Bombyx Mori) per cercare di salvare la sua assistita e consegnare alla giustizia il vero colpevole.
Come ho detto all'inizio, questo libro è più avvincente e con molta più azione rispetto al primo volume; inoltre, ed è una cosa che trova sempre il mio favore, con tutti gli indizi sparsi nei libri (sia quello scritto da Robert Galbraith che in quello scritto dallo sfortunato Owen Quine). Se Il richiamo del cuculo era servito solo ad introdurre i due protagonisti della serie (parlo, ovviamente, di Cormoran Strike e Ruby), questa volta vediamo intensificarsi il loro rapporto lavorativo (a volte si comportano davvero come dei novelli Sherlock Holmes e Watson) e scopriamo un po' di più del loro passato e della loro vita al di fuori dell'orario lavorativo. La trama, come avete notato, è parecchio complessa; non a caso, visti i molti personaggi e situazioni presenti sia ne Il baco da seta che in Bombyx Mori, ho preferito prendere appunti ed annotarmi tutte le connessioni tra i due libri... soprattutto perché, per scoprire l'identità dell'assassino (mi è sempre piaciuto cercare di anticipare il finale dei libri), bisogna capire anche la vera identità dei personaggi di Bombyx Mori. Nella foto qui accanto potete vedere il foglietto con i miei appunti; leggetelo tranquillamente tanto ho omesso di scrivere o indicare il nome del colpevole.
Voto:  (5 su 5)

domenica 24 luglio 2016

La metà oscura

La metà oscura
di: Stephen King

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1603 KB
Pagine: 467
Editore: SPERLING & KUPFER (17 giugno 2014)
ASIN: B00L1S6FYU
Data di acquisto: 4 agosto 2014
Letto dal 18 al 24 luglio 2016

Sinossi: Thad Beaumont è uno scrittore che per anni ha pubblicato romanzi con lo pseudonimo di George Stark: storie violente e di successo, che lo hanno reso ricco e famoso. Ora può finalmente scrivere con il vero nome, ma non sa che la figura di Stark, la sua metà oscura, non intende affatto sparire: più viva e spietata che mai, diventa una macchina di morte che distrugge quanto incontra sulla strada che conduce al suo creatore. Per difendersi da questa orribile minaccia, Thad dovrà spingersi negli angoli più inquietanti della sua mente...

La mia recensione: Parafrasando un po' Star Wars, possiamo dire che ognuno di noi ha un "lato oscuro", un "altro-io" che è l'esatto opposto di ciò che siamo realmente. E' quello che ho pensato io mentre leggevo la parte finale di questo spettacolare romanzo, partorito dalla mente contorta di Stephen King nel 1989. Nel libro, la metà oscura di Thad Beaumont, ricco scrittore di gialli, è rappresentata da George Stark, lo pseudonimo con cui lo scrittore ha firmato i suoi libri di maggior successo. Tutto cambia il giorno in cui Thad annuncia che non scriverà più servendosi del suo nome fittizio. Non si sa come ma, di punto in bianco, George Stark da personaggio irreale diventa reale e comincia a far fuori (nei modi più raccapriccianti possibili) tutti coloro che erano al corrente dell'inganno di Thad. E proprio a Thad spetta il compito di fermare il suo oscuro gemello, aiutato dall'incredulo sceriffo di Castle Rock, la piccola cittadina in cui si svolge la storia.
Romanzo abbastanza inquietante (sia per il tema trattato, sia per l'efferatezza delle uccisioni) che ci porta ad affrontare le nostre paure e, perché no, le nostre ossessioni. Davvero particolare la parte finale (quella relativa alla comparsa degli stormi di passeri in veste di psicopompi), anche se mi è sembrata un po' troppo frettolosa e quasi buttata lì di getto da King.
Concludiamo con delle piccole curiosità. Tutto il romanzo è anche una sorta di autocelebrazione dello stesso Stephen King; infatti, disseminati qua e là lungo tutto il libro, troviamo non pochi riferimenti alle sue opere passate. Vediamone qualcuna: Ludlow (la cittadina dove abita Thad Beaumont) ha fatto da location anche per Pet Sematary e Castle Rock (il luogo di villeggiatura sempre di Thad) è dove si sono svolti i fatti narrati in Cujo e La zona morta. Ad inizio del libro c'è una nota dell'autore che, simbolicamente, ringrazia il suo alter ego, lo scomparso Richard Bachman (autore, tra gli altri, di La lunga marcia, L'uomo in fuga e L'occhio del male) per il successo avuto con i suoi libri... stessa cosa che fa anche Thad Beaumont con George Stark all'inizio di questa storia.
Voto:  (5 su 5)

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Le parti che ho sottolineato:
- Proprio quando sei convinto che qualcuno non potrà fare a meno di parlare, tutti tengolo la bocca ben chiusa.
- Sono vulnerabile al canto delle sirene del vile denaro non meno di chiunque altro. La soluzione migliore sembrò allora quella di conficcargli un piolo nel cuore e farla finita.
- "Meglio pensarci prima che pentirsi poi, nei cimiteri non mancano gli eroi!".
- "Ho capito che non erano qui solo per parlarmi di qualcosa ma perché ritenevano che io avessi fatto qualcosa e in quel primo istante di orrore ("Non ho intenzione di stringerle la mano") fui sicuro di averlo fatto sul serio.
- "Qualsiasi imbecille veloce di mano può prendere una tigre per i coglioni, ma ci vuole un eroe per continuare a stringere. E ti dirò un'altra cosa, già che ci sono. Solo gli eroi e i vigliacchi se ne vanno sulle loro gambe".

La classifica dei libri più venduti (nella settimana dal 10 al 16 luglio)

Questi i libri più venduti nella settimana dal 10 al 16 luglio 2016:

1. (=) Antonio Manzini: 7-7-2017 (Sellerio)
2. (3.) Andrea Camilleri: L'altro capo del filo (Sellerio)
3. (n.e.) Edoardo Albinati: La scuola cattolica (Rizzoli)
4. (2.) Maurizio de Giovanni: Serenata senza nome (Einaudi)
5. (4.) Simonetta Agnello Hornby: Caffè amaro (Fetrinelli)
6. (n.e.) Travaglio & Truzzi: Perché no (Paper First)
7. (n.e.) Jojo Moyes: Io prima di te (Mondadori)
8. (5.) Marcello Simoni: L'abbazia dei cento inganni (Newton Compton)
9. (=) Fiona Barton: La vedova (Einaudi)
10. (n.e.) Elena Ferrante: L'amica geniale (E/O)

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venerdì 22 luglio 2016

Serie A 2016/17: il calendario dell'Inter

A pomeriggio è stato sorteggiato il calendario della Serie A 2016/17; questa la prima giornata (andata 21 agosto 2016 e ritorno 15 gennaio 2017): Atalanta-Lazio, Bologna-Crotone, Chievo-Inter, Empoli-Sampdoria, Genoa-Cagliari, Juventus-Fiorentina, Milan-Torino, Palermo-Sassuolo, Pescara-Napoli e Roma-Udinese.
Ecco, nel dettaglio, gli impegni dell'Inter:

1a giornata (21/08/2016; 15/01/2017): Chievo Verona-INTER
2a giornata (28/08/2016; 22/01/2017): INTER-Palermo
3a giornata (11/09/2016; 29/01/2017): Pescara-INTER
4a giornata (18/09/2016; 05/02/2017): INTER-Juventus
5a giornata (21/09/2016; 12/02/2017): Empoli-INTER
6a giornata (25/09/2016; 19/02/2017): INTER-Bologna
7a giornata (02/10/2016; 26/02/2017): Roma-INTER
8a giornata (16/10/2016; 05/03/2017): INTER-Cagliari
9a giornata (23/10/2016; 12/03/2017): Atalanta-INTER
10a giornata (26/10/2016; 19/03/2017): INTER-Torino
11a giornata (30/10/2016; 02/04/2017): Sampdoria-INTER
12a giornata (06/11/2016; 09/04/2017): INTER-Crotone
13a giornata (20/11/2016; 15/04/2017): Milan-INTER
14a giornata (27/11/2016; 23/04/2017): INTER-Fiorentina
15a giornata (04/12/2016; 30/04/2017): Napoli-INTER
16a giornata (11/12/2016; 07/05/2017): INTER-Genoa
17a giornata (18/12/2016; 14/05/2017): Sassuolo-INTER
18a giornata (22/12/2016; 21/05/2017): INTER-Lazio
19a giornata (08/01/2016; 28/05/2017): Udinese-INTER

mercoledì 20 luglio 2016

Jinhao X750 [recensione]


La cinese Jinhao ha prodotto svariate penne stilografiche dal costo abbastanza accessibile a chi, come il sottoscritto, ne fa un uso giornaliero. Il modello che ho acquistato io (alla stratosferica cifra di 2,78 euro su eBay) io è il bellissimo X750 in colorazione argento acciaio; tuttavia, di questo modello le colorazioni più usate sono la lava red (nero con striature rosse) e shimmering sands (nero glitterato, in stile cielo stellato).


Il corpo della mia Jinhao X750 è davvero notevole e abbastanza pesante (quasi 40 grammi per una lunghezza di 16 cm a cappuccio chiuso). Vista la sua pesantezza, quindi, sarò costretto ad usarla, almeno durante lunghe fasi di scrittura, senza cappuccio calzato nella parte posteriore. Tutta la penna, compreso il cappuccio, è in metallo tranne la parte dell'impugnatura che è in plastica nera satinata. Perfetta l'apertura e chiusura: un ottimo scatto (e si sente il classico clack anche se molto duro) impedisce l'apertura accidentale del cappuccio. Inoltre, su di esso c'è un simpatico anello con impressi nome dell'azienda e modello della penna.


La Jinhao X750 termina, sia nella sua parte superiore che su quella del cappuccio, con una forma ad ogiva. Completo la descrizione del cappuccio con l'unica nota stonata di tutta la penna: la sua clip è parecchio dura... poco pratica (ma lo sto dicendo senza averne fatto una prova) quando si vuole riporre la penna nel taschino.


Passiamo al pennino. È un po' rigido ma esteticamente è spettacolare, ha dimensioni considerevoli ed è decorato con: un motivo a greca, il logo (un carretto) e il nome dell'azienda, il modello della penna e la dicitura 18K GP... che vuol dire che il pennino è soltanto un gold plated! Comunque, ha un bel flusso (è un M, il mio tratto preferito) ed una piacevole scorrevolezza: giudicate voi stessi osservando la la prova di scrittura (ultima foto in basso). C'è pure il classico foro di sfiato.


Su questa stilografica potremo montare le classiche cartucce Pelikan 4001, ma già in dotazione troviamo anche un convertitore a vite (ma è tutto in plastica e non so quanto potrà durare). Io, comunque, ho fatto subito la prova con una boccetta di inchiostro nero brillante della Pelikan e devo dire che ha svolto egregiamente il suo compito: si è riempito tutto e non ho riscontrato bolle d'aria!
Termino, come sempre, con il voto finale: 8. La Jinhao X750 argento acciaio scrive davvero bene e, visto il suo prezzo, è fortemente consigliata a chi vorrà strapazzarla con un uso intenso e quotidiano.



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Precedenti penne stilografiche recensite:
Schneider Voyage - Pilot V Pen - Hero 616 - Pelikan Twist - Lamy Safari

martedì 19 luglio 2016

Harry Potter 8 arriva il 24 settembre

Harry Potter e la maledizione dell'erede: è questo il titolo dell'edizione italiana di Harry Potter& The cursed Child. Lo ha reso noto proprio oggi Adriano Salani Editore, la casa editrice che ha pubblicato qui in Italia le gesta del maghetto.
Basato su una storia originale di J.K. Rowling (la creatrice di tutta la saga), John Tiffany e Jack Thorne, il volume, l'ottavo della serie, è il testo del nuovo spettacolo teatrale di quest'ultimo e la prima storia ufficiale di Harry Potter a giungere a teatro. La prima mondiale sarà, ovviamente, a Londra il prossimo 30 luglio.
Il prezzo dell'edizione italiana del libro (tradotto da Luigi Spagnol e disponibile da sabato 24 settembre) sarà di 19,80 euro, ma già da oggi (in contemporanea con l'ebook italiano, pubblicato da Pottermore, l'editore digitale di J.K. Rowling), è possibile prenotarlo nelle librerie. Inoltre, una nuova edizione (arricchita e definitiva), uscirà nel 2017.

Per prenotare Harry Potter e la maledizione dell'erede:
- su Amazon: libro cartaceo - ebook
- su Ibs: libro cartaceo - ebook

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Le mie recensioni della saga di Harry Potter:
- vol. 7: Harry Potter e i doni della morte (recensito l'1 giugno 2016)
- vol. 6: Harry Potter e il Principe Mezzosangue (recensito l'8 aprile 2016)
- vol. 5: Harry Potter e l'Ordine della Fenice (recensito il 13 ottobre 2015)
- vol. 4: Harry Potter e il calice di fuoco (recensito il 31 agosto 2015)
- vol. 3: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (recensito il 7 agosto 2015)
- vol. 2: Harry Potter e la camera dei segreti (recensito l'11 luglio 2015)
- vol. 1: Harry Potter e la pietra filosofale (recensito il 2 luglio 2015)

Solo per oggi 2.000 ebook a 1,99 euro

Per chi legge in ebook e cerca nuove letture (non soltanto per l'estate) solo per oggi è possibile scaricare oltre 2.000 titoli a soli 1,99 euro ciascuno su Amazon, Kobo e Ibs o in altri store online. Tra gli autori disponibili Robert Galbraith (pseudonimo di J.K. Rowling), Glenn Cooper, James Patterson, James Rollins, Gianni Simoni.
Ecco, di seguito, cosa ho comprato io per il mio Kindle:

- Claire Douglas: Le sorelle [Casa Editrice Nord; 2016]
- Wulf Dorn: Incubo [Corbaccio; 2016]
- Grégory Samak: Il libro del destino [Casa Editrice Nord; 2015]
- James Rollins: L'eredità di Dio. Un'avventura della Sigma Force [Casa Editrice Nord; 2012]
- Kate Atkinson: Vita dopo la vita [Casa Editrice Nord; 2014]
- Frank Schätzing: Il quarto uomo [Casa Editrice Nord; 2015]

lunedì 18 luglio 2016

Urla nel silenzio

Urla nel silenzio
di: Angela Marsons

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1244 KB
Pagine: 351
Editore: Newton Compton Editori (4 gennaio 2016)
ASIN: B01888JSXK
Data di acquisto: 5 luglio 2016
Letto dal 14 al 18 luglio 2016

Sinossi: Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere. Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo...

La mia recensione: Primo thriller della scrittrice Angela Marsons che è già un capolavoro! Kim Stone è la classica detective asociale (ma coadiuvata da un team che sa fare bene il proprio lavoro), che grazie alla sua forte empatia con le vittime, riesce da sola ad arrivare alla soluzione del mistero. Romanzo davvero ben scritto e strutturalmente ben organizzato: la prima parte, come in ogni thriller che si rispetti, ci introduce a quello che sta per succedere (e ci mette in testa già i primi dubbi), nella seconda ecco l'indagine vera e propria da parte della Stone su alcuni omicidi avvenuti una decina d'anni prima e, nella terza ed ultima parte, la sconvolgente verità ci viene sbattuta in piena faccia! Come potete ben capire, questo romanzo è un giallo semplice semplice ma che, visto il susseguirsi costante di rivelazioni e colpi di scena, ha il potere di tenerti incollato alle sue pagine. Bello e spettacolare il colpo di scena finale... che io, per non rovinare la lettura a chi si appresta ad avvicinarsi a questo romanzo, mi guardo bene dal riportare. Che altro dire? I personaggi (dalla protagonista fino ai secondari e alle semplici comparse) sono tutti ben descritti e caratterizzati, perfetta anche la descrizione dei luoghi (mentre leggevo il libro, avevo davvero la sensazione di essere presente in alcuni posti malfamati e maleodoranti). Un'ultimo pensiero, però, lo voglio dedicare al personaggio che più mi è rimasto impresso: la piccola Lucy Payne. Lei, con una mente lucidissima ed attiva ma intrappolata in un corpo inchiodato per sempre su una sedia a rotelle, nonostante tutte le avversità che la vita le ha sin qui riservato (e con un futuro tutto da scrivere), è ostinatamente attaccata alle cose buone e semplici della vita: un banalissimo ipod e tutto l'amore del suo papà. E scusate se è poco...!
Voto:  (5 su 5)

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Le parti che ho sottolineato:
- Da qualche parte aveva letto che la coscienza altro non era che la paura di essere scoperti.
- "Insegnare agli adolescenti di oggi ad apprezzare la bellezza e l'eleganza della lingua inglese è davvero una sfida. Ma sono convinta che dalle sfide non ci si debba mai tirare indietro".
- Principio di Locard, secondo cui i colpevoli lasciano sempre qualcosa sulla scena del crimine e se ne vanno portandosi dietro qualcos'altro. Poteva trattarsi di qualsiasi cosa, un capello o una fibra di qualche materiale. Bisognava soltanto riuscire a trovarlo.
- "E' nato prima l'uovo o la gallina? Me lo sono chiesto spesso. Non ho provato alcuna emozione quando mia madre mi ha cacciato via, o forse mi ha cacciato via perché non provavo alcuna emozione? Diversi studiosi si sono occupati della questione. Psicotici si nasce o si diventa? Nessuno di loro ha una risposta, e tantomeno io.
- Il lutto era qualcosa di intrinsecamente egoistico: serviva soltanto a chi restava e dava la misura di quanto fosse intensa la perdita. O, in alcuni casi, il rimorso.
- La tendenza a voler guardare scene che poi avrebbero popolato gli incubi notturni era connaturata nella razza umana.
- Conosceva il passato doloroso di quelle ragazze. Nessuna di loro si era svegliata la mattina per abbracciare il futuro luminoso che le attendeva e che qualcuno aveva già tracciato per loro. Il loro comportamento non si poteva ricondurre a uno specifico anno, mese, o giorno. La loro vita era stata un viaggio continuo tra sconfitte e conquiste, finché le circostanze piano piano non avevano soffocato la speranza.
- Per quanto lo desiderassero, non potevano salvare il mondo, ma c'erano occasioni in cui si trovavano a dover scegliere cosa fosse giusto fare.

domenica 17 luglio 2016

Nokia 215 Dual Sim [recensione]


Da qualche tempo a questa parte, in fatto di Smartphone, ho deciso di andare controcorrente e, perciò, ho imboccato la strada dell'involuzione tecnologica! Lasciando perdere tutti gli ultimi modelli e le app sempre più scaricate... son tornato ad un modello davvero terra terra! Dopo svariate ricerche sul web (e dopo la visione di alcuni video su YouTube), la mia scelta è caduta sul Nokia 215 Dual Sim. Ah, la cara e vecchia Nokia che tante soddisfazioni ci ha dato in tempi ormai lontani...
Il Nokia 215 Dual Sim è un modello semplice semplice, adatto proprio a chi vuole un cellulare e non uno Smartphone. Quindi, qui non troveremo app e gadget, non troveremo un display touchscreen e non troveremo una fotocamera da svariati megapixel... per farla breve, non troveremo niente di niente!


Il cellulare è molto economico (comprato a 33,90 euro su Amazon) e, come ho detto poco fa, è pensato per chi ha necessità di un cellulare e non di uno Smartphone. Il nokia 215 Dual Sim è molto leggero (pesa appena 78 grammi e le sue dimensioni sono 116x50x12,9 cm), estremamente maneggevole ed in materiale antiscivolo. Io ho preso un modello di un bel colore nero, ma esistono anche le versioni verde brillante/nero (rivolto perlopiù ad un pubblico giovanile) e bianco. I tasti in gomma, né troppo piccoli né troppo grandi, danno una piacevolissima sensazione al tatto. Lo schermo, da 320x240 pixel e 2,4", è molto grande... e francamente non ho capito il perché di questa scelta visto che, in un modello simile di cellulare, non serve quasi a niente avere uno schermo enorme.


Il menù, nella vecchia configurazione Nokia, è molto intuitivo (con le icone che si posso anche spostare secondo le nostre necessità). La qualità audio è molto buona, anche a volume altissimo, e come suoneria potremo usare o una delle classiche suonerie Nokia già presenti o, tramite una microSd, il nostro brano musicale preferito.
La ricezione è davvero ottima: sono stato ad un concerto in un'area molto affollata ed io ero l'unico con il cellulare che aveva segnale; tutti gli altri spettatori avevano i più moderni modelli 3G o 4G... ma neanche una tacca per poter chiamare/ricevere o usare Internet!


C'è sì la connessione ad Internet (presenti il browser Opera Mini ed il motore di ricerca Bing) ma essendo questo un modello solo GPRS (e manca pure il Wi-fi), la navigazione è talmente lenta (quasi imbarazzante) che... è come se non ci fosse! Troviamo Facebook, Twitter e Meteo (e sono le uniche app presenti) ma il loro uso, vista la lentezza della connessione, è davvero sconsigliato a coloro che postano o twittano di continuo. Ovviamente, come avrete capito, non è possibile scaricare Whatsapp o altre app.


Per quanto riguarda il reparto fotografico... meglio lasciar perdere! La fotocamera è soltanto da 0,3 megapixel; quindi, come potete vedere dall'ultima foto in basso, non aspettatevi foto di altissima qualità. È presente la radio fm (che funziona solo con le cuffie inserite) ed un lettore mp3 che potremo sfruttare inserendo una microSd. Essendo un modello Dual Sim, potremo usarlo contemporaneamente con due Sim (io ho una Tim ed una PosteMobile) e l'operazione per usare una o l'altra sim è facilissima. Non essendoci la tecnologia Umts, i possessori di una Sim della Tre potranno sfruttare la connessione ad Internet solo tramite Roaming (e non so se la cosa è conveniente). La batteria (la classica BL-5C della Nokia che si ricarica in un'oretta) è da 1100 mAh e garantisce un'autonomia dichiarata di 504 ore in stand-by e 20 ore in conversazione. Io, onestamente, non so se questi dati siano effettivi... l'unica cosa certa è che dopo tre giorni di utilizzo il mio cellulare ha perso solo una tacca. Presenti, infine, Bluetooth, sveglia, agenda, calcolatrice, registratore vocale (molto utile se vogliamo prendere appunti al volo) ed alcuni giochi... ma non chiedetemi quali tanto non li userò mai!


Chiudo, come sempre, con il mio voto: 8. Il Nokia 215 Dual Sim, senza portarla per le lunghe, è il classico cellulare per chi non ha grandi pretese e vuole che il suo cellulare si comporti semplicemente da... cellulare!

sabato 16 luglio 2016

I libri più venduti (nella settimana dal 3 al 9 luglio)

Questi i libri più venduti nella settimana dal 3 al 9 luglio 2016:

1. (n.e.) Antonio Manzini: 7-7-2017 (Sellerio)
2. (1.) Maurizio de Giovanni: Serenata senza nome (Einaudi)
3. (2.) Andrea Camilleri: L'altro capo del filo (Sellerio)
4. (5.) Simonetta Agnello Hornby: Caffè amaro (Fetrinelli)
5. (3.) Marcello Simoni: L'abbazia dei cento inganni (Newton Compton)
6. (=.) Sofia Viscardi: Succede (Mondadori)
7. (4.) Rick Riordan: L'oracolo nascosto. Le sfide di Apollo, vol. 1 (Mondadori)
8. (7.) Luca D'Andrea: La sostanza del male (Einaudi)
9. (8.) Fiona Barton: La vedova (Einaudi)
10. (n.e.) Mauro Corona: La via del sole (Mondadori)


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giovedì 14 luglio 2016

Starship Troopers

Starship Troopers
di: Robert A. Heinlein

Formato: copertina flessibile
Pagine: 342 pagine
Editore: Mondadori (19 febbraio 2008)
ISBN-13: 978-8804556152
Data di acquisto: 10 luglio 2016
Letto dall'11 al 14 luglio 2016

Sinossi: Juan Rico vive in un futuro non troppo lontano, in cui il mondo è stato pacificato e, dopo una devastante guerra mondiale, si è instaurato un governo aristocratico che vede la Terra far parte di una Federazione di pianeti. Figlio di un ricco industriale, il giovane Rico sceglie di non lavorare nell'azienda paterna, ma di arruolarsi volontario nella fanteria dello spazio. Dopo un periodo di addestramento, Juan viene inviato al fronte; qui dovrà affrontare i nemici alieni impegnati in un conflitto senza tregua contro la specie umana; ma le battaglie che dovrà combattere saranno più psicologiche che militari, e lo trasformeranno alla fine, da frivolo diciottenne, in un vero uomo.

La mia recensione: Ho deciso di leggere questo romanzo dopo la visione dell'omonimo film (datato 1997) che mi aveva piacevolmente colpito perché... non era niente di eccezionale! Purtroppo non posso dire la stessa cosa del libro (che non ha niente in comune con il film tranne il titolo ed il nome del protagonista).
La storia raccontata nel romanzo (scritto da Robert A. Heinlein nel 1959) si svolge in un lontano futuro in cui la Terra, dopo una devastante Guerra Mondiale, è interamente gestita da una specie di tribunale di stampo nazista. Paradossalmente, però, a tutti i cittadini è data piena libertà su tutto quanto, ma non sul diritto di voto che è appannaggio solo dei militari e di chi, tra i civili, ha svolto il biennio del servizio di leva (non obbligatoria). Juan Rico, il protagonista del romanzo (che è tutto scritto in prima persona, come se fosse il suo diario personale), il giorno del suo diciottesimo compleanno decide di arruolarsi... nella convinzione che, non essendoci più alcun tipo di guerra, i due anni di leva saranno solo una tranquilla passeggiata suggellati, al termine, dall'acquisizione del diritto di voto. Purtroppo per lui, le cose andranno diversamente... Quasi subito, infatti, la Federazione (che comprende la Terra ed altri pianeti colonizzati dal genere umano) entra in guerra contro gli aracnoidi, una specie di ragni extraterrestri molto evoluti. Senza portarla per le lunghe, in tutto il libro si assiste all'addestramento di Juan Rico, alle sue prime missioni in territorio nemico e alla sue decisione di intraprendere la carriera militare! Contemporaneamente, assistiamo anche alla sua trasformazione da giovane viziato (il padre, pur non avendo il diritto di voto, è un ricco uomo d'affari) a Uomo con la U maiuscola, dotato di sani principi morali e che ha a cuore il corretto funzionamento della macchina militare e l'incolumità dei suoi sottoposti, mano a mano che egli stesso sale i gradini della gerarchia militare.
Il libro, però, è rovinato dalla presenza della troppa retorica e dei tanti temi filosofici, più o meno condivisibili. Per di più... che palle (scusate la mia esternazione) quelle tante pagine in cui vengono descritte le astronavi, le tute dei militari e le loro futuristiche armi... sin nei minimi dettagli!
Voto: 3 su 5

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Le parti che ho evidenziato:
- La violenza e la forza bruta nella storia hanno risolto più situazioni di qualsiasi altro elemento, e chiunque pensa il contrario è un illuso. Le specie intelligenti che hanno dimenticato questa verità fondamentale hanno regolarmente pagato l'errore con la vita e la libertà.
- Esistono circostanze in cui colpire una città nemica con una bomba H sarebbe altrettanto pazzesco che decapitare un bambino che ha disubbidito. La guerra non è violenza fine a se stessa, è violenza controllata, tesa a uno scopo ben preciso. E uno degli scopi di una guerra è quello di sostenere con la forza la decisione del nostro governo. L'obiettivo non è mai quello di uccidere il nemico giusto per ucciderlo, ma di fargli fare quello che si vuole che faccia. Non uccidere ma esercitare una violenza controllata e mirata. La decisione sull'obiettivo da raggiungere, però, non spetta né a voi né a me. Non spetta mai al soldato decidere quando, dove, come o perché combattere. Spetta agli uomini politici e ai generali. Gli uomini politici decidono perché e fino a che punto. I generali ne prendono atto e ci dicono dove, quando e come. Noi forniamo la violenza. Altri, più anziani e saggi, almeno così dovrebbe essere, pensano a incanalarla e controllarla.
- Ciò che otteniamo facilmente, lo stimiamo poco... Sarebbe davvero strano se un bene prezioso come la libertà non costasse caro prezzo.
- Ovviamente, dobbiamo setacciare molta sabbia e molti sassi prima di trovare una pepita d'oro, ma anche poche pepite sono una ricompensa eccezionale.
- Il destino più nobile che può toccare a un uomo è quello di mettere il proprio corpo mortale tra la sua adorata casa e la desolazione di una guerra.
- Una vecchia canzone afferma che "le cose migliori non costano niente". Non è vero. È falso, spudoratamente falso! E fu questo il tragico errore che portò alla decadenza e al crollo le democrazie del Ventesimo secolo. Quei nobili esperimenti fallirono perché il popolo era stato indotto a credere che bastava votare per ottenere ciò che si voleva... e ottenerlo senza fatica, senza sudore, senza lacrime. Nessuna cosa di valore è gratuita. Perfino il respiro della vita procede attraverso lo sforzo e il dolore.
- Le cose migliori non si possono acquistare con il denaro, il che è vero, proprio come è falso il significato letterale di quelle parole. Le cose più belle della vita sono al di là del denaro. Il loro prezzo è agonia, sudore, devozione. E il prezzo richiesto per la più preziosa di tutte le cose della vita è la vita stessa, costo ultimo per un valore assoluto.
- L'uomo non ha istinto morale. Perlomeno, non è innato. Tu non lo possedevi quando sei nato, io nemmeno. Un cucciolo non ce l'ha. Noi acquisiamo il senso morale, quando l'acquisiamo, attraverso l'esercizio, l'esperienza e il lavoro della mente.
- Il problema con le "lezioni della storia" è che di solito le comprendiamo dopo averci sbattuto la faccia contro.
- In ogni tempo gli uomini si sono sforzati di dare il voto a quanti fossero in grado di usarlo con saggezza, per il bene di tutti. Un primo tentativo fu la monarchia assoluta, difesa appassionatamente come "diritto divino del re". Talvolta si ebbero tentativi per scegliere un monarca saggio, invece di rimettersi completamente a Dio.
- Attribuire a qualcuno la responsabilità di qualcosa che non controlla equivale a comportarsi con cieca idiozia. Le democrazie erano instabili perché i loro cittadini non erano responsabili per il modo in cui esercitavano la loro autorità sovrana, tranne che sul piano della storia.
- Tutte le regole morali hanno come matrice l'istinto di conservazione. Il comportamento morale può essere manifestato solo da chi si eleva al di sopra del livello dell'individuo, come un padre che muore per salvare il figlio. Ma poiché l'espansione demografica nasce anche dalla necessità di sopravvivere, la guerra conseguente alla crescita della popolazione è un portato del medesimo istinto congenito che dà vita a tutte le regole morali adatte agli esseri umani.
- E' radicata nella specie l'idea che se un umano ha bisogno di soccorso, gli altri non devono tenere conto del prezzo che questo comporta.

martedì 12 luglio 2016

Fresco fresco di acquisto (anche se è gratis): Maria Luisa Minarelli - Scarlatto veneziano

Approfittando delle promozioni (Amazon Prime Day) che oggi ha visto coinvolto il portale americano dell'e-Commerce, ho appena fatto mio il libro Scarlatto veneziano di Maria Luisa Minarelli:

Scarlatto veneziano
di: Maria Luisa Minarelli

Prezzo: 4,99 euro in edizione Kindle (gratis, solo per oggi, agli iscritti ad Amazon Prime; 9,99 euro in formato cartaceo
Formato: Kindle
Dimensioni file: 2202 KB
Pagine: 294
Editore: Amazon Publishing (1 dicembre 2015)
ASIN: B013PRZJY6
Sinossi: Un giallo storico avvincente, scritto con eleganza e accuratezza. Venezia, 1752. In una gelida notte di dicembre, un uomo viene trovato morto in una piccola calle, strangolato. È il primo di una serie di omicidi che coinvolge l'avogadore Marco Pisani, alto magistrato della Serenissima. Scrupoloso, idealista e passionale, Pisani è un illuminista romantico, in anticipo sui tempi, consapevole che legge e giustizia non sempre coincidono. Ama disperatamente la sua città eppure ne avverte l'inarrestabile decadenza. È fatale perciò che nel corso delle indagini arrivi a scoperchiare il lato in ombra di una società preda di conflitti familiari, vizi, pettegolezzi crudeli. Aiutato dall'avvocato e amico Zen, dallo spregiudicato gondoliere Nani e da Chiara Renier, bella, indipendente e con un dono speciale, Marco Pisani si muove tra le fabbriche e i bacini dell'Arsenale, il mondo delle spie e dei mercanti orientali, gli uffici e le carceri di Palazzo Ducale, le sale da gioco, le botteghe, le osterie della città, i segreti racchiusi nei palazzi nobiliari e nelle ville delle incantevoli campagne del Brenta. Fino a giungere alla verità, amara e inaspettata.

lunedì 11 luglio 2016

Il comandante di Auschwitz

Il comandante di Auschwitz
di: Thomas Harding

Formato: Kindle
Dimensioni file: 4107 KB
Pagine: 319
Editore: Newton Compton Editori (22 agosto 2013)
ASIN: B00E3HNH6U
Data di acquisto: 28 gennaio 2015
Letto dal 5 al 10 luglio 2016

Sinossi: Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, viene creato un pool investigativo per scovare e assicurare alla giustizia internazionale i gerarchi nazisti responsabili delle atrocità dell'Olocausto. Uno dei migliori investigatori del gruppo è Hanns Alexander, ebreo tedesco rifugiatosi in Gran Bretagna per sfuggire alle persecuzioni delle SS, e in seguito arruolatosi nell'esercito inglese. Il suo nemico numero uno si chiama Rudolph Höss, il terribile comandante di Auschwitz, responsabile del massacro di oltre un milione di persone e freddo esecutore della "soluzione finale" voluta da Hitler. Ma Höss, che dopo la guerra vive sotto falsa identità, è una preda difficile da stanare, e Hanns dovrà giocare d'astuzia e agire con determinazione per riuscire a catturarlo. Questo libro (scritto dal pronipote di Alexander, ignaro dell'avventuroso passato del prozio fino al giorno del suo funerale, nel 2006), racconta una sconvolgente pagina di storia: le vite parallele di due tedeschi, un ebreo e un cattolico, divisi dal nazismo, eppure destinati a incrociarsi di nuovo in circostanze incredibili, fino alla resa dei conti finale. Una sconvolgente pagina di storia. Per non dimenticare.

La mia recensione: Libro dall'alto valore storico... ma che, tuttavia, mi ha lasciato parecchio deluso. Nelle intenzioni dell'autore si voleva tracciare un parallelo tra i due personaggi chiave: Rudolph Höss, il comandante del campo di concentramento di Auschwitz, e Hanns Alexander, l'ebreo che riuscì a catturarlo ed a consegnarlo alla giustizia. Purtroppo, però, questo modo di ragionare non mi è piaciuto più di tanto: non riesco proprio a concepire l'idea di mettere vittima e carnefice sullo stesso piano... anche se l'autore del libro, Thomas Harding, è nipote di Hanns Alexander.
Altra cosa che non ho apprezzato è la presenza (ma riconosco che non poteva essere altrimenti) di troppe date storiche e troppi nomi; se, nel corso della lettura del libro, non si prendono appunti si rischia davvero di perdersi nel mare della storia.
In conclusione, è un'opera che ancora una volta getta un po' di luce sugli anni oscuri della storia della Germania, dell'Europa e del mondo intero... ma nulla di più!
Voto: 3 su 5

domenica 10 luglio 2016

Miserere

Miserere
di: Jean-Christophe Grangé

Formato: copertina rigida
Pagine: 535
Editore: Garzanti Libri (26 marzo 2009)
ISBN-13: 978-8811670223
Data di acquisto: luglio 2010
Letto dal 7 al 10 luglio 2016

Sinossi: Parigi, chiesa armena di Saint-Jean-Baptiste. Nell'aria riecheggiano ancora le terrificanti grida dell'esule cileno Wilhelm Goetz, organista e direttore del coro di voci bianche, appassionato cultore del Miserere di Gregorio Allegri. Il corpo dell'uomo giace ormai inerte in una pozza di sangue, i timpani perforati con indicibile violenza. Lionel Kasdan, parrocchiano di quella chiesa e poliziotto in pensione, segugio d'altri tempi, testardo quanto acuto, è il primo ad accorrere sulla scena del delitto. Un delitto apparentemente inspiegabile, considerata la reputazione di Goetz, un uomo tranquillo e riservato, dedito solo alla musica. Ma ben presto Kasdan, insieme a Cédric Volokine, poliziotto della Squadra protezione minori, capisce che dietro quell'immagine immacolata c'è ben altro. Ci sono rapporti ambigui e oscuri che Goetz instaurava con gli allievi del coro. E ferite mai sanate risalenti agli anni della dittatura in Cile. La verità va svelata, e in fretta. Perché i delitti si susseguono nelle chiese di Parigi... Uno dei romanzi meglio riusciti di Jean-Christophe Grangé e anche uno dei più inquietanti, grazie all'atmosfera cupa e barocca che unisce terrore puro e suspense, perfettamente orchestrati in uno spartito diabolico.

La mia recensione: E' la prima volta che leggo un libro di Jean-Christophe Grangé; in passato ho soltanto visto qualche film tratto da altre sue opere (I fiumi di porpora e L'impero dei lupi) e mi son sembrati abbastanza piatti e noiosi. Perciò, avvicinandomi alla lettura di questo romanzo mi son reso conto di partire già prevenuto. Mi son sbagliato!!!
Ad essere sincero, durante le prime pagine mi sembrava di leggere qualcosa di Dan Brown ma, quando la trama ha iniziato a decollare e si è entrati nel vivo della storia, il romanzo ha cambiato decisamente registro ed ha trovato il mio favore. Tutta la storia, anche quella macabra e cruda, è disseminata di indizi utili alla soluzione del caso... ma quella trovata da Kasdan e Volokine, i due poliziotti protagonisti (poliziotti sì, ma pieni di preconcetti e problemi sia caratteriali che personali), è davvero incredibile e spiazzante!
Voto: 5 su 5

sabato 9 luglio 2016

I libri più venduti (nella settimana dal 26 giugno al 2 luglio)

Questi i libri più venduti nella settimana dal 26 giugno al 2 luglio 2016:

1. (n.e.) Maurizio de Giovanni: Serenata senza nome (Einaudi)
2. (1.) Andrea Camilleri: L'altro capo del filo (Sellerio)
3. (4.) Marcello Simoni: L'abbazia dei cento inganni (Newton Compton)
4. (n.e.) Rick Riordan: L'oracolo nascosto. Le sfide di Apollo, vol. 1 (Mondadori)
5. (2.) Simonetta Agnello Hornby: Caffè amaro (Fetrinelli)
6. (3.) Sofia Viscardi: Succede (Mondadori)
7. (6.) Luca D'Andrea: La sostanza del male (Einaudi)
8. (=) Fiona Barton: La vedova (Einaudi)
9. (=) Audrey Carlan: Calendar girl (Mondadori)
10. (n.e.) Elena Ferrante: L'amica geniale (E/O Ediz.)

[settimana precedente]

venerdì 8 luglio 2016

Schneider Voyage [recensione]


Quando esco di casa, sia per andare al lavoro che in qualunque altra occasione, sono abituato a portare con me (d'inverno nel taschino della giacca e d'estate nel borsello) oltre al cellulare anche una penna stilografica. Questa mattina, causa distrazione... ho dimenticato entrambe le cose! Ma, se non mi importa niente se dimentico il cellulare (non sono uno smanettone incallito), se dimentico o smarrisco la mia stilografica... son dolori! Se mi rendo conto di non avere la stilografica con me, o torno indietro a prenderla (sempre se sono ancora nei pressi della mia abitazione) o corro a comprarne un'altra. Se mi manca la stilografica... mi manca l'aria!!!
E questa mattina, come avrete certamente capito, è successo proprio che ho dimenticato a casa la mia fedele Lamy Safari! Perciò, appena ho avuto un attimo di tempo, sono andato in una cartolibreria ed ho comprato la prima penna stilografica disponibile (in realtà era anche l'unico modello presente in quel negozio). Ecco allora che ho acquistato una Schneider Voyage. E devo dire che, a parte la colorazione verde shocking, che l'azienda tedesca definisce blackkiwi, ed il corpo decorato con dei piccoli robottini (elementi che fanno capire che la stilografica è rivolta essenzialmente ad un pubblico giovanile o scolastico), la penna ha ampiamente riscosso il mio favore.


Il corpo è interamente in plastica (a vantaggio della leggerezza: 9 grammi appena), il cappuccio è dello stesso colore della penna ma trasparente: quindi, dall'esterno di intravede il pennino. Quest'ultimo elemento, inoltre, (che è in acciaio rinforzato e senza foro di areazione) ha misura M e presenta un tratto davvero niente male: ottima scorrevolezza (sul foglio gratta pochissimo e non in maniera fastidiosa) e mai una volta che abbia avuto vuoti nel rilascio dell'inchiostro. Questo è un aspetto negativo che, in qualunque stilografica, non ho mai accettato o sopportato perché odio dover ripassare ciò che ho già scritto.
Sorprendente anche la parte in cui si afferra il corpo della penna: ha dei leggerissimi incavi per una corretta impugnatura. Per quanto riguarda il cappuccio, che come ho appena detto è trasparente, ho notato che durante la scrittura, se è inserito nella parte posteriore della penna, tende a sbilanciarla al'indietro... perciò, quando scrivete, è meglio che il cappuccio sia messo da parte. Invece, quando volete conservare la stilografica, inserendo il cappuccio dalla parte del pennino, sentirete un leggerissimo click: ottima scelta da parte della Schneider per evitare che il cappuccio stesso cada via.
Nota dolente di questo modello di stilografica (ma parlo da felice possessore delle Lamy) è la mancanza di uno spioncino per controllare il livello di inchiostro... per cui, ogni tanto saremo costretti a svitare il corpo della penna per vedere quanto inchiostro c'è nella cartuccia.




All'interno della Schneider Voyage era presente una cartuccia (anch'essa marchiata Schneider) di colore blu ma io (che nel mio lavoro devo firmare o compilare documenti, assegni e fatture), ho preferito comprare anche le classiche cartucce Pelikan 4001 di colore nero brillante. In realtà questa tonalità di colore non è proprio un nero nel vero senso della parola, ma si presenta perlopiù come un grigio scuro... comunque, per l'uso a cui son destinate le mie penne stilografiche, va più che bene. C'è da dire, inoltre, che agli integralisti della stilografica non piacciono le cartucce Pelikan 4001 ritenendole un prodotto non di nicchia e dagli inchiostri abbastanza banali. Io, invece, andando contro corrente, dico subito che adoro le Pelikan 4001: amo le colorazioni disponibile (il blue royal è il mio preferito), sono facilmente reperibili e (fattore da non sottovalutare a livello economico) costano poco!!!
Come sempre, chiudo con il mio foto finale: 7. Ottima stilografica da battaglia e per chi non ha grandi pretese.