sabato 25 febbraio 2017

[Recensione] A casa del diavolo

A casa del diavolo
di: Romano De Marco

Formato: copertina flessibile
Pagine: 219
Editore: Time Crime (2 gennaio 2013)
ISBN-13: 978-8866880523
Data di acquisto: 14 febbraio 2017
Letto dal 23 al 25 febbraio 2017

----- Sinossi -----
Giulio Terenzi è un trentenne ambizioso e un impenitente seduttore: ma proprio quando ogni cosa sembra andare per il meglio, la sua promettente carriera di bancario viene stroncata dall'improvviso trasferimento a Castrognano, un borgo sperduto tra i monti dell'Abruzzo dove si ritrova a gestire, da solo, la piccola filiale della banca per cui lavora. L'impatto con il paese si presenta a dir poco scoraggiante. Il vecchio direttore della filiale, Rinaldi, muore in un misterioso incidente stradale subito dopo aver passato le consegne al giovane collega; esaminando i depositi e i conti correnti, Terenzi nota poi delle gravi anomalie che fanno pensare a una truffa architettata ai danni della baronessa De Santis, una ricchissima ottuagenaria che vive nel palazzo situato di fronte alla banca. Col passare del tempo, gli eventi misteriosi si moltiplicano: strani simboli appaiono all'ingresso di abitazioni i cui proprietari sono scomparsi nel nulla; un bambino inizia a seguirlo come un'ombra, mostrandogli disegni che rappresentano allucinate scene di morte; si vocifera di strani rituali celebrati nei boschi, cui Terenzi non può e non vuole dar credito...

----- La mia recensione -----
Ecco un libro che promette bene... e basta! Infatti, comincia come un giallo o un thriller in piena regola (si parla di un nuovo direttore di banca di un paesello sperduto tra le montagne e in cui si sono verificate alcune strane sparizioni di anziani), ma strada facendo ti rendi conto che sia il proseguo della trama che l'intreccio di tutta la storia non hanno basi solide. E, non a caso, si capisce quale sia il finale (e cosa ci sia dietro) già quando sei a poco meno della metà del libro.
Ma, quello che più di tutto mi ha dato davvero fastidio, è il fatto che la narrazione è sempre di una piattezza mortale, salvo svegliarsi soltanto nelle ultimissime pagine... come se l'autore avesse finito le pagine a disposizione.
Discorso a parte merita la figura del personaggio principale. Davvero assurdo che un novello direttore di banca arrivi ad improvvisarsi investigatore privato (per giunta spiattellando a tutti su cosa stia investigando) e, infine, a calarsi anche nei panni di Rambo!
Che dire? Libro bocciato su tutta la linea.
Voto: (1 su 5)

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