venerdì 3 febbraio 2017

[Recensione] Il pianeta degli dei

Il pianeta degli dei - Le cronache terrestri, vol. 1
di: Zecharia Sitchin

Formato: copertina flessibile
Pagine: 413 pagine
Editore: Piemme (2006)
ISBN-10: 8838479410
Data di acquisto: (prestito)
Letto dal 24 gennaio al 3 febbraio 2017

----- Sinossi -----
Se gli antichi Egizi ereditarono il loro sapere dai Sumeri, questi ultimi da chi avevano appreso quelle scienze? La tesi del professor Sitchin è che ciò che chiamiamo mitologia non è creazione fantastica, ma confusa memoria di fatti realmente avvenuti. Come confermano recentissime scoperte, c'e un altro pianeta nel sistema solare, un pianeta con un'orbita ellittica che transita tra Marte e Giove ogni 3.600 anni. I suoi abitanti, che i Sumeri li chiamavano Anunnaki e la Bibbia Nefihim, iniziarono a visitare la Terra mezzo milione di anni or sono e le loro gesta possono essere lette nell'Antico Testamento come nel libro di Gilgamesh.

----- La mia recensione -----
Dopo aver letto La Bibbia non è un libro sacro di Mauro Biglino, su consiglio di un amico ho provato anche con Il pianeta degli dei che, in un certo senso, ne è una sorta di naturale anticipazione. Ma, mentre nel libro del prof. Biglino si parla moltissimo del Dio della Bibbia, in questo di Sitchin la Bibbia viene trattata solo marginalmente... giusto giusto il tempo di tracciare le similitudini tra le teorie dello stesso autore e l'Antico Testamento.
E da qui si capisce che questo lavoro va preso per quello che è: la teoria di Zecharia Sitchin riguardo alla comparsa dell'uomo sulla terra ed il suo rapportarsi con Dio (ma sarebbe meglio dire Dèi) e le tante analogie tra le religioni dei primi grandi popoli del passato: greci, ariani, ittiti, hurriti, cananei, egiziani e anorriti; tutti, comunque, riconducibili ad un'unica grande sorgente: il popolo dei Sumeri.
Lungi da me il voler contestare le affermazioni/teorie di Sitchin (ognuno, dopo aver letto il libro, si può fare le sue idee in materia di religione); tuttavia, l'attenta lettura (e scusate la modestia) di questo lavoro mi hanno portato ad una sola conclusione: per come la vedo io, gli antichi dèi che nel libro si dice siano venuti dal cielo, potevano essere (e molto probabilmente lo erano) solo degli uomini provvisti di macchine volanti e/o astronavi. E forse, dico forse, gli uomini che nell'Antico Testamento si dice siano "saliti al cielo", lo hanno fatto perché gli antichi dèi li hanno accolti (o permesso di salire) a bordo delle loro astronavi? Giusto per curiosità, tra questi uomini "saliti al cielo" citati nella Bibbia, troviamo Enoch (il primo nonché il preferito degli Dèi), Elia ed un non meglio precisato re di Tiro.
Per finire, qui sotto vi lascio i miei appunti (mi son serviti per altre ricerche):
Voto: (3 su 5)

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Le parti che ho sottolineato:
- Se tutto è cominciato con una serie di reazioni chimiche spontanee, come mai la vita sulla Terra ha una sola e unica fonte, e non una serie di fonti dettate dal caso? E perché tutta la materia vivente contiene così poco degli elementi chimici che abbiamo sulla Terra  e così tanto di quelli che invece sono rari sul nostro pianeta? Non potrebbe essere che la vita sia stata importata sulla Terra da qualche altro luogo?
- Il gran numero di dèi nazionali e locali, ciascuno dei quali aveva una moltitudine di nomi, epiteti, emblemi e animali sacri e svolgeva spesso ruoli diversi, fa pensare, di primo acchito, agli dèi dell'Egitto come a una folla di attori che si accalcano su uno strano palcoscenico. Ma se guardiamo più in profondità, vediamo che essi non erano sostanzialmente molto diversi da quelli delle altre terre del mondo antico.
- Possiamo ancora avere dei dubbi sul fatto che quando i popoli antichi parlavano dei loro dèi del cielo e della Terra intendevano riferirsi letteralmente a individui in carne ed ossa, che erano scesi sulla Terra dal cielo? Persino gli antichi compilatori dell'Antico Testamento, che dedicarono la Bibbia a un unico Dio, ritennero necessario ammettere la presenza sulla Terra, in tempi antichissimi, di entità divine.
- I popoli mesopotamici distinguevano tra stelle fisse e pianeti vaganti e sapevano che il sole e la luna non erano né stelle fisse né normali pianeti. Avevano una certa familiarità con comete, meteore e altri fenomeni celesti e sapevano calcolare le relazioni tra i movimenti di sole, luna e Terra, e anche predire le eclissi. Seguivano i movimenti dei corpi celesti e li mettevano in relazione con l'orbita e la rotazione terrestre sulla base del sistema a spirale (un sistema in uso ancora oggi), che misura il sorgere e il calare di stelle e pianeti nei cieli della Terra ponendoli in relazione con il sole.
- L'attesa del giorno del Signore negli scritti mesopotamici ed ebraici (ripresa, nel Nuovo Testamento, dall'attesa del Regno dei Cieli) era basata su esperienze reali dei popoli della Terra, e cioè sul fatto che essi assistevano in prima persona al periodico ritorno vicino alla Terra del Pianeta della Sovranità.
- Un pianeta vitale, il Dodicesimo pianeta con i suoi satelliti, entrò in collisione con Tiamat e la divise in due, creando la Terra con una delle due metà. Durante tale collisione il suolo e l'aria del Dodicesimo pianeta, che contenevano in sé i semi della vita, fecondarono, per così dire, la Terra e le fornirono le prime forme di vita biologicamente complesse la cui presenza non può essere altrimenti spiegata.
- Invocando i simboli celesti (divini) l'uomo non era più solo: quei simboli mettevano in comunicazione la progenie terrestre con i Nefilim, la Terra con il Cielo, l'umanità con l'universo.
- Nell'Alto profondo, / dove voi abitate, / io ho costruito la "Casa Reale dell'Alto". / Ora, una controparte di questa / costruirò laggiù in basso. / Quando dai Cieli / scenderete per l'Assemblea, / troverete un luogo di riposo per la notte / che vi ospiterà tutti. / La chiamerò "Babilonia", / La Porta degli Dèi. [da L'epica della Creazione]
- Sembra che già agli albori della civiltà esistesse un fiorente commercio di metalli, dovuto certamente alle conoscenze che l'umanità aveva tratto dagli dèi, i quali, come affermano i testi, estraevano e lavoravano i metalli molto prima che sulla Terra comparisse l'uomo. Molti saggi nei quali si traccia una sorta di parallelismo tra i racconti divini mesopotamici e l'elenco biblico dei patriarchi di epoca anti-diluviana mettono in evidenza come, secondo la Bibbia, Tumbal-cain "lavorava oro, rame e ferro" molto prima del Diluvio.
- Se dovessimo andare a colonizzare altri pianeti o asteroidi, per quale ragione lo faremmo? Scienziati e autori di fantascienza concordano nel proporre, come motivo prevalente, la ricerca di minerali troppo rari sulla Terra. Non potrebbe darsi, allora, che anche nel caso dei Nefilim sia stata proprio questa la molla che li ha spinti a colonizzare la Terra?
- Tutti i testi sumerici affermano che gli dèi crearono l'uomo perché questi facesse il suo lavoro. Con parole attribuite a Marduk, l'Epica della Creazione così spiega la decisione: Io produrrò un umile primitivo; / "Uomo" sarà il suo nome. / Creerò un lavoratore primitivo;  / egli avrà in carico il lavoro degli dèi, / affinché essi non si stanchino. Non appena la Divinità Biblica, così come gli dèi sumerici, ebbe creato l'uomo, fece anche un giardino e lo assegno all'uomo perché lo lavorasse: E il Signore Dio prese l'"uomo" / e lo pose nel giardino dell'Eden / perché lo coltivasse e lo curasse.
- Il Serpente biblico non era certamente un umile rettile strisciante, nel senso letterale del termine, dal momento che poteva conversare con Eva, era al corrente di tutta la verità sulla famosa questione della conoscenza e anzi, aveva una posizione tale da potersi permettere di smentire senza problemi la divinità, facendola passare per bugiarda. Ricordiamo che in tutte le tradizioni antiche la divinità principale aveva dovuto combattere contro un avversario Serpente (una leggenda le cui radici risalgono senza dubbio agli dèi sumerici).

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