domenica 29 gennaio 2017

La classifica dei libri più venduti (nella settimana dal 15 al 21 gennaio 2017)

Questi i libri più venduti nella settimana dal 15 al 21 gennaio:

1. Animali fantastici e dove trovarli. Sceneggiatura originale (di J.K. Rowling)
2. L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (di Alessandro D'Avenia)
3. Il passaggio (di Michael Connelly)
4. Codice Montemagno (di Marco Montemagno)
5. La ragazza nell'ombra (di Lucinda Riley)
6. La paranza dei bambini (di Roberto Saviano)
7. Nessuno come noi (di Luca Bianchini)
8. Torto marcio (di Alessandro Robecchi)
9. La dieta della longevità (di Valter Longo)
10. Il labirinto degli spiriti (di Carlos Ruiz Zafón)

[settimana precedente]

mercoledì 25 gennaio 2017

"Giornata della Memoria": i libri per non dimenticare


Tra un paio di giorni, venerdì 27 gennaio, sarà celebrata la Giornata della Memoria, importantissimo evento istituito per ricordare tutte le vittime del Nazismo e lo sterminio degli ebrei. Visto che questo mio Blog è un luogo prettamente letterario, eccovi una selezione di libri (equamente divisi tra saggi e romanzi e con la  ad indicare quelli in mio possesso) per non dimenticare le vittime dell'Olocausto:

 Il comandante di Auschwitz (di Thomas Harding; Newton Compton Editori 2013; LEGGI la mia recensione): Le vite parallele del più spietato criminale nazista e dell'ebreo che riuscì a catturarlo. Una storia vera. Alla fine della Seconda guerra mondiale, viene creato un pool investigativo per scovare e assicurare alla giustizia internazionale i gerarchi nazisti responsabili delle atrocità dell'Olocausto. Uno dei migliori investigatori del gruppo è Hanns Alexander, ebreo tedesco rifugiatosi in Gran Bretagna per sfuggire alle persecuzioni delle SS, e in seguito arruolatosi nell'esercito inglese. Il suo nemico numero uno si chiama Rudolph Höss, il terribile comandante di Auschwitz, responsabile del massacro di oltre un milione di persone e freddo esecutore della soluzione finale voluta da Hitler. Ma Höss, che dopo la guerra vive sotto falsa identità, è una preda difficile da stanare, e Hanns dovrà giocare d'astuzia e agire con determinazione per riuscire a catturarlo. Questo libro (scritto dal pronipote di Alexander, ignaro dell'avventuroso passato del prozio fino al giorno del suo funerale, nel 2006) racconta una sconvolgente pagina di storia: le vite parallele di due tedeschi, un ebreo e un cattolico, divisi dal Nazismo, eppure destinati a incrociarsi di nuovo in circostanze incredibili, fino alla resa dei conti finale.
 Auschwitz. Ero il numero 220543 (di  Denis Avey e Rob Broomby; Newton Compton Editori 2011): È possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto volontariamente ad Auschwitz? Eppure, nel 1944, un uomo è stato capace di farlo. Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei. Gli basta poco per capire quale sia l’orrore che attende quegli uomini, consunti e stravolti, quando la sera fanno rientro al loro campo… Quello che intuisce è atroce, ma Denis sente di voler vedere con i propri occhi: in un gesto che pare folle, decide di scambiare la sua divisa da militare con gli stracci a righe di un ebreo di nome Hans, ed entrare nell’inferno di Auschwitz. Da quel momento ha inizio la sua lotta per salvare la propria vita e quella di tanti altri prigionieri ebrei. Una storia scioccante e commovente che, a più di sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, Denis Avey ha finalmente trovato la forza di raccontare. Per testimoniare, ancora una volta, l’orrore dell’Olocausto.
 La Lista di Schindler (di Thomas Keneally; Miti Mondadori 1997): Che cosa significava finire nella Lista di Schindler? Chi era in realtà Oskar Schindler, giovane industriale tedesco cattolico e corteggiatore di belle donne? Basandosi anche sulle testimonianze di quanti lo conobbero, Keneally ricostruisce la vita straordinaria di questo personaggio ambiguo e contraddittorio. Ritenuto da molti un collaborazionista, Schindler sottrasse uomini, donne e bambini ebrei allo sterminio nazista, trasferendoli dai lager ai suoi campi di lavoro in Polonia e in Cecoslovacchia, dove si produceva materiale bellico. Così, fornendo armi al governo tedesco e versando enormi somme di denaro, Schindler salvò migliaia di persone. Resta però un mistero il motivo che lo spinse a intraprendere quella sua personale lotta al nazismo.
 Diario (di Anna Frank; Miti Mondadori 1999): Un quaderno rilegato in cartone, nel quale giorno per giorno dal lunedì 15 giugno 1942 al 1° agosto 1944, una ragazza olandese di tredici anni registra angosce, illusioni, sogni e speranze rivelate a una immaginaria amica di nome Kitty, diviene testimonianza delicata e commovente delle atrocità e dei drammi dell'occupazione nazista di Amsterdam.
- Dora Bruder (di Patrick Modiano; Guanda Ediz. 2014): 31 dicembre 1941. Sul Paris-Soir appare un annuncio: si cercano notizie di una ragazza di quindici anni, il suo nome è Dora Bruder. A denunciarne la scomparsa sono i genitori, ebrei emigrati da tempo in Francia. Quasi cinquant'anni dopo Patrick Modiano si imbatte in quelle poche righe di giornale, in quella richiesta d'aiuto rimasta sospesa. Non sa niente di Dora, ma ne è ugualmente attratto: cerca di ricostruirne la vita, i motivi che l'hanno fatta scappare, cerca di immaginare le sue giornate nel periodo della fuga. A poco a poco ricompone la storia dei Bruder: la nascita della ragazza, le origini dei genitori, i loro trasferimenti, l'ultimo domicilio della famiglia. Modiano segue l'ombra di Dora per le vie di una città che conosce e ama, la Parigi dei quartieri periferici, degli hotel ormai chiusi da tempo, dei cinema che non esistono più. Sono luoghi che hanno vissuto la guerra e conosciuto l'atmosfera sinistra dell'occupazione. L'atmosfera in cui vive la stessa Dora fino a quando, otto mesi dopo la fuga, verrà deportata ad Auschwitz insieme al padre. Qui, dove comincia la Storia degli uomini, si chiude per sempre la storia privata di Dora in mezzo a quella di milioni di altre vittime. Dora Bruder è fuggita, poi è riapparsa, ma sin dall'inizio ha mantenuto il segreto su quel breve periodo. Forse la sua è stata una fuga d'amore, o forse no, non lo sapremo mai con certezza. E proprio grazie a questo atto di disobbedienza, a questo scatto di libertà, la sua memoria non è caduta nell'oblio e rivive ora nel ritratto intenso e commovente che Modiano lascia di lei per sempre.
 Una mattina di ottobre (di Virginia Baily; Casa Editrice Nord 2016; LEGGI la mia recensione): L'alba color acciaio è fredda come la pioggia sottile che si deposita silenziosa tra i suoi capelli e le scivola lungo il collo. Chiara Ravello però ha smesso di farci caso nell'istante in cui si è inoltrata nel quartiere ebraico. Ha come la sensazione che quei vicoli siano stati svuotati di vita e non rimanga che l'eco di una sofferenza muta. Quando sbuca in una piazza, Chiara vede un camion sul quale sono ammassate diverse persone. Tra di esse, nota una madre seduta accanto al figlio. Le due donne si fissano per alcuni secondi. Non si scambiano nemmeno una parola, basta quello sguardo. Chiara capisce e, all'improvviso, incurante del pericolo, inizia a gridare che quel bambino è suo nipote. Con sua grande sorpresa, i soldati fanno scendere il piccolo e mettono in moto il camion, lasciandoli soli, mano nella mano. Sono passati trent'anni dal rastrellamento del ghetto di Roma e, all'apparenza, Chiara conduce un'esistenza felice. Abita in un bell'appartamento in centro, ha un lavoro che ama, è circondata da amici sinceri. Tuttavia su di lei grava il peso del rimpianto per quanto accaduto con Daniele, il bambino che ha cresciuto come se fosse suo e che poi, una volta adulto, è svanito nel nulla, spezzandole il cuore. E, quando si presenta alla sua porta una ragazza che sostiene di essere la figlia di Daniele, per Chiara arriva il momento di fare i conti con gli errori commessi, con le scelte sbagliate, con i segreti taciuti troppo a lungo...
- Gli anni dello sterminio (di Saul Friedländer; Garzanti 2017): Un libro che porta a compimento uno dei maggiori sforzi compiuti da uno storico contemporaneo per ricostruire e comprendere l'evento chiave del Novecento: la persecuzione e lo sterminio di milioni di ebrei nell'Europa occupata dai nazisti. Per portare a termine il loro piano, i tedeschi avevano bisogno della collaborazione delle autorità locali e dei vari corpi di polizia e della passività delle popolazioni, a cominciare dalle élite politiche e spirituali. Ma era necessaria anche la disponibilità a obbedire agli ordini da parte delle vittime, che così speravano spesso di veder alleviate le loro sofferenze o di sopravvivere abbastanza a lungo da ottenere un visto per sfuggire agli aguzzini.
 Il libro del destino (di Grégory Samak; Casa Editrice Nord 2015; LEGGI la mia recensione): Non avrebbe dovuto accettare la sfida, ma ormai è troppo tardi. Terrorizzato, il bambino solleva lo sguardo dalla scacchiera e incontra gli occhi gelidi dell'ufficiale nazista. Ha perso. La sua famiglia verrà fucilata dalle guardie del campo e a lui verrà amputato un dito, perché ricordi quell'umiliazione per sempre... Elias Ein non è mai stato un uomo di fede. E anche adesso è convinto che ci sia una spiegazione razionale per l'esistenza di quella immensa biblioteca. Che ci sia una ragione, se vi si accede solo tramite una botola nascosta nel sottoscala della grande casa d'epoca che ha appena comprato. Che ci sia una logica in quell'elenco di nomi, date e brevi descrizioni di eventi che occupa tutti i volumi, dalla prima all'ultima pagina. Non può essere davvero il Libro della Vita, di cui parla la Bibbia. No, Elias non vuole credere che il destino di ogni uomo sia già stato scritto. Costernato, apre un volume, trova il nome che cercava e posa il dito sulle lettere dorate. Un gesto che gli offrirà l'occasione di redimersi e di giocare una partita a scacchi con la Storia.
- L'amico ebreo (di Gian Piero Bona; Ponte alle Grazie Ediz. 2016): "Chi salva una vita, salva il mondo intero". Questa massima del Talmud si presta perfettamente a descrivere la vicenda miracolosa svoltasi dal 1942 al 1945, a Carignano, paese in provincia di Torino, che Gian Piero Bona rivela in questo avvincente romanzo autobiografico. La famiglia Bona accoglie in casa propria Sergej, ebreo quindicenne di origine russa, coetaneo e compagno di conservatorio di Gian Piero, proteggendolo dai rastrellamenti che già colpiscono parenti e amici. Sergej viene fatto figurare come un lontano parente, stratagemma che lo pone al riparo dalle insistenti attenzioni del comandante locale delle SS, Richtel, personaggio grottesco e imprevedibile che dopo l'8 settembre ha deciso di installarsi proprio nella villa dei Bona. Il contatto quotidiano con l'aguzzino e il pericolo cui sono costantemente esposti gli abitanti della villa favoriscono l'instaurarsi di un profondo senso di comunanza tra Sergej e Gian Piero, ulteriormente rinsaldato dalla passione per la musica e la poesia, dall'implacabile crudeltà degli occupanti tedeschi, e soprattutto dagli orrori, già in parte noti, della Shoah. Ma l'intervento di forze misteriose sembra avere ragione della terribile minaccia che grava sul destino del giovane latitante e della coraggiosa famiglia che lo ospita.
 La Shoah in Italia - La persecuzione degli ebrei sotto il fascismo (di Michele Sarfatti; Einaudi 2014; LEGGI la mia recensione): Partendo dal significato del termine Shoah, Michele Sarfatti ricostruisce quel tragico periodo che vide annientare le vite di milioni di ebrei, ripercorre le tappe ferali della persecuzione in Europa e nel nostro Paese, e mostra come il fascismo divenne corresponsabile della Shoah in Italia. Un volume destinato innanzitutto al mondo della scuola e a coloro che desiderano un'illustrazione sintetica, ma pur sempre seria e scientificamente adeguata, di uno dei momenti piú bui della nostra storia. Con la bibliografia essenziale, due cartine e i testi dei documenti principali.
- Trilogia del ritorno: L'amico ritrovato - Un'anima non vile - Niente resurrezioni, per favore (di Fred Uhlman; Salani 2011): "Mi sentivo prima tedesco, poi ebreo". In questa frase piena di rimpianto è racchiuso il fascino dei tre romanzi brevi di Fred Uhlman, nati dalla tragedia di chi, disperatamente innamorato della Germania e della sua cultura, nel 1933 se ne vide improvvisamente allontanato in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. Nella Trilogia del ritorno, con una scrittura di grande sobrietà, Fred Uhlman ha dettato la condanna di una delle pagine più agghiaccianti della nostra storia, creando tre gioielli di prosa che si illuminano vicendevolmente e riuscendo a trarre una musica semplice e malinconica dalla tragedia di un'intera civiltà.
 Storia di una ladra di libri / La bambina che salvava i libri (di Markus Zusak; Frassinelli Ediz. 2014; LEGGI la mia recensione): È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte (curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona), Storia di una ladra di libri è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.
- Il partigiano Edmond (di Aharon Appelfeld; Guanda Ediz. 2017): Ucraina, ultimo anno di guerra. Sfuggito per un soffio alla deportazione, Edmond a diciassette anni è entrato in una banda di partigiani ebrei capeggiata dal carismatico Kamil. Gli addestramenti quotidiani, la vita comunitaria, le incursioni per procurarsi viveri e armi lo hanno irrobustito nella mente e nel corpo, facendo del liceale di buona famiglia, scombussolato dai primi turbamenti amorosi, un uomo pronto a fronteggiare la morte e, quel che per certi versi sembra ancora più difficile, le proprie radici e i ricordi: la fede degli avi, il distacco dai genitori e la distanza emotiva, l'indifferenza nei loro confronti nell'ultimo periodo trascorso insieme, che ora gli appare imperdonabile. Stare con i partigiani di Kamil (fra i quali spiccano per la luminosa umanità il vicecomandante Felix, nonna Tsirel, la cuoca Tsila e il gigante Danzig, che si occupa con infinita tenerezza di un trovatello) significa riscattarsi, riguadagnare uno scopo che renda la vita sopportabile e degna di essere vissuta: proteggere i più deboli, salvarli, votarsi a loro con dedizione assoluta, dissipare almeno un poco la tenebra in cui il mondo sembra immerso. Dopo essersi temprato nella terra dell'acqua, una regione paludosa perfetta per la guerriglia contro gli occupanti tedeschi, il gruppo intraprende infine la lunga ascesa verso la vetta, il luogo ideale per mettersi in sicurezza e realizzare l'obiettivo più ardito: far deragliare i treni destinati ai lager, in attesa di poter tornare a casa.
 Se questo è un uomo / La tregua (di Primo Levi; Einaudi 1989; LEGGI la mia recensione): Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager; libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, Se questo è un uomo è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. Levi, ne La tregua, ha voluto raccontare anche il lungo viaggio di ritorno attraverso l'Europa dai campi di sterminio: una narrazione che contempera il senso di una libertà ritrovata con i segni lasciati dagli orrori sofferti.
- Oggi siamo vivi (di Emmanuelle Pirotte; Casa Editrice Nord 2017): Dicembre 1944. I tedeschi stanno arrivando. Il prete di Stoumont, nelle Ardenne, ha un'unica preoccupazione: mettere in salvo Renée, un'orfana ebrea nascosta nella canonica. E, d'un tratto, il miracolo: una jeep con a bordo due soldati americani si ferma davanti alla chiesa e lui, di slancio, affida a loro la piccola. Tuttavia quei due soldati hanno solo le divise americane. In realtà si chiamano Hans e Mathias e sono spie naziste. Arrivati in una radura, Hans prende la pistola e spinge la bambina in avanti, in mezzo alla neve. Renée sa che sta per morire, eppure non ha paura. Il suo sguardo va oltre Hans e si appunta su Mathias. È uno sguardo profondo, coraggioso. Lo sguardo di chi ha visto tutto e non teme più nulla.
Mathias alza la pistola. E spara. Però è Hans a morire nella neve, con un lampo d'incredulità negli occhi. Davanti a Mathias e Renée c'è solo la guerra, una guerra in cui ormai è impossibile per loro distinguere amici e nemici. E i due cammineranno insieme dentro quella guerra, verso una salvezza che sembra di giorno in giorno più inafferrabile. Incontreranno persone generose e feroci, amorevoli e crudeli. Ma, soprattutto, scopriranno che il loro legame, il legame tra un soldato del Reich e una bambina ebrea, è l'unica cosa che può dar loro la speranza di rimanere vivi... Ci sono momenti nella vita in cui siamo costretti a confrontarci con l'inevitabile. Momenti in cui tutto sembra ormai deciso. Eppure il romanzo di Emmanuelle Pirotte ci ricorda che non è mai troppo tardi per cambiare il nostro destino. Anche nell'ora più buia, basta un'unica, coraggiosa scelta per varcare il confine che separa la vita dalla morte, il bene dal male, l'aguzzino dall'eroe. Basta uno sguardo per sciogliere la neve che portiamo nel cuore. Basta un istante per ritrovare la pace.
 L'uomo che salvò 10.000 ebrei dai lager nazisti (di Michael Smith; Newton Compton Editori 2015): Frank Foley ha aiutato migliaia di ebrei a scappare dalla Germania. Al processo di Adolf Elchmann del 1961 venne descritto come una primula rossa che aveva rischiato la propria vita per salvare gli ebrei dai nazisti. Tuttavia, rimane praticamente sconosciuto, soprattutto perché, pur essendo in realtà il capo della sede di Berlino del servizi segreti inglesi, usava come copertura l'anonimo lavoro di ufficiale addetto al controllo dei passaporti. Non godeva di immunità diplomatica e poteva essere arrestato in ogni momento. Tuttavia, non solo entrò nei campi di concentramento per farne uscire gli ebrei, ma li nascose in casa sua, li aiutò a ottenere passaporti falsi e ignorò i divieti procurando loro il visto per la Palestina. Un ebreo che lavorava agli aiuti umanitari sostenne che Foley aveva salvato dall'Olocausto decine di migliaia di ebrei. Questa descritta da Michael Smith rimane una delle più grandi storie di eroismo sconosciuto della Seconda guerra mondiale.
 Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto (di Marcello Pezzetti; Einaudi 2015): Più di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell'ebraismo italiano. Dal mondo di prima, l'infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. E poi l'occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. Complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9.000 persone. Nella quasi totalità dirette ad Auschwitz. Ma chi erano gli ebrei italiani? All'inizio degli anni '30 erano circa 45.000 persone; le comunità più consistenti erano quelle di Roma (oltre 11.000), Milano, Trieste, Torino, Firenze, Venezia e Genova. Comunità, in generale, fortemente integrate nel tessuto sociale del Paese, a tal punto che dopo la liberazione solo un'esigua minoranza dei sopravvissuti scelse, a differenza degli ebrei di altre nazionalità, di vivere altrove. Un mosaico di testimonianze che ha sui lettori un effetto dirompente proprio grazie al fittissimo intreccio di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.
- Non c'è una fine. Trasmettere la memoria di Auschwitz (di Piotr M.A. Cywinski; Bollati Boringhieri 2017): Auschwitz è un simbolo potente. Ogni anno il luogo nel quale sorgeva il più grande campo di sterminio nazista viene visitato da più di un milione di visitatori, decine di migliaia dei quali provengono dall'Italia. C'è un'intera generazione ormai figlia del profondo significato che quel luogo ha assunto nel nostro tempo, figlia dei viaggi della memoria. Che cosa cercano quei ragazzi ad Auschwitz, che cosa cerchiamo tutti noi? Che storia ci racconta? Piotr Cywiński, direttore del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau, in questo libro duro e necessario, vibrante e appassionato, si confronta con queste domande e con i dilemmi che si nascondono in uno dei luoghi più terribili della storia dell'umanità. Settant'anni dopo la fine della guerra, Auschwitz ormai parla ai nipoti e ai bisnipoti di chi visse quell'immane tragedia, di chi la vide o non la volle vedere, di chi la mise in atto. Ed è diventata anche un simbolo, il luogo dove si cristallizzano le domande irrisolte che la Shoah porta con sé. La responsabilità della trasmissione del suo messaggio al mondo è enorme e va pensata con cura, perché Auschwitz è molte cose, non una sola, e non appartiene solo a qualcuno, ma all'umanità intera. Non è solo lo sterminio sistematico degli ebrei d'Europa, non è solo l'attuazione di un'aberrante teoria razzista: Auschwitz ormai trascende la sua storia e parla direttamente a noi, ora e qui, proprio nel mondo in cui viviamo, perché in quel luogo, scrive Cywiński, "l'Europa perse se stessa". Auschwitz è un monito che viene dal passato, e il suo messaggio, il suo urlo lacerante, per quanto complesso e doloroso, è più che mai necessario per pensare al nostro futuro.
 Sopravvissuta ad Auschwitz. La vera e drammatica storia della sorella di Anne Frank (di Eva Schloss e Karen Bartlett; Newton Compton Editori 2014; LEGGI la mia recensione): L'incredibile testimonianza della sorella di Anne Frank. Una storia che inizia dove drammaticamente il Diario di Anne Frank finisce. Nel giorno del suo 15° compleanno, Eva viene arrestata dai nazisti ad Amsterdam e deportata ad Auschwitz. La sua sopravvivenza dipende solo dal caso, e in parte dalla ferrea determinazione della madre Fritzi, che lotterà con tutte le sue forze per salvare la figlia. Quando finalmente il campo di concentramento viene liberato dall'Armata Rossa, Eva inizia il lungo cammino per tornare a casa insieme alla madre, e intraprende anche la disperata ricerca del padre e del fratello. Purtroppo i due uomini sono morti, come le donne scopriranno tragicamente a mesi di distanza. Ad Amsterdam, però, Eva aveva lasciato anche i suoi amici, fra cui una ragazzina dai capelli neri con cui era solita giocare: Anne Frank. I loro destini, seppur diversissimi, sembrano incrociarsi idealmente ancora una volta: nel 1953 Fritzi, ormai vedova, sposerà Otto Frank, il padre di Anne. La testimonianza di Eva (scritta in collaborazione con Karen Bartlett) è dunque doppiamente sbalorditiva: per la sua esperienza personale di sopravvissuta all'Olocausto e per lo straordinario intreccio del destino, che l'ha unita indissolubilmente a quella ragazzina conosciuta molti anni prima.
- Uccidere Hitler (di Danny Orbach; Bollati Boringhieri 2016): Questo libro è un nuovo e definitivo studio della cospirazione clandestina antinazista in Germania e dei numerosi tentativi che questa rete di resistenza organizzò nel tempo per assassinare Adolf Hitler. Hitler divenne Cancelliere tedesco nel 1933. Un anno dopo tutti i partiti politici erano stati messi fuori legge, ad eccezione del Partito Nazionalsocialista, la libertà di stampa non era che un lontano ricordo e il potere di Hitler sembrava inattaccabile. Eppure, negli anni successivi, emerse un improbabile gruppo, stranamente assortito, di cospiratori (tra i quali vi erano soldati, insegnanti, politici, diplomatici, teologi, e persino un falegname) che a più riprese tentò con ogni mezzo di mettere fine alla sanguinosa dittatura del Führer. Questo libro racconta la storia drammatica di questi eventi, così nobili, così ingenui, talvolta al limite dell'assurdo e condannati al fallimento. È una storia che a tratti toglie il fiato, mentre l'autore ci fa assistere in diretta a segrete riunioni notturne, profonde crisi di coscienza e duri scontri tra vecchi amici su come e quando abbattere il nazismo, su come progettare ed eseguire un piano omicida nei confronti del dittatore e su cosa fare dopo, in caso di successo. Lo sguardo innovativo di Danny Orbach getta nuova luce su una storia già nota perché si avvale delle sue conoscenze linguistiche, di archivi ancora poco esplorati e di una particolare attenzione rivolta ai metodi dei cospiratori, le loro motivazioni, le paure e le speranze. E analizza con l'occhio dell'uomo di intelligence, oltre che con quello dello storico, la rete clandestina e le sue dinamiche operative. Anche se oggi sappiamo com'è finita la storia, non avevamo finora idea di quanto vicini fossero giunti questi uomini, più e più volte, a un finale alternativo in cui il tiranno veniva abbattuto. Uccidere Hitler cambia radicalmente il nostro sguardo sulla Seconda guerra mondiale e illumina di una luce chiara e brillante i suoi giorni più cupi. Una solida storia della cospirazione tedesca contro il Nazismo. Orbach riesce a unire la ricerca storica e la dinamica narrativa di un thriller...
- Un sopravvissuto (di Moriz Scheyer; Guanda 2016): Non solo documento e testimonianza, non solo il più incredibile dei casi editoriali. Un sopravvissuto è un racconto di straordinaria intensità e acutezza, opera della penna di un intellettuale ebreo austriaco costretto ad abbandonare il suo paese nel 1938, dopo l'Anschluss. Giornalista e scrittore, Moriz Scheyer ha ricostruito in presa diretta un'esperienza unica, che ha del miracoloso, riversando in queste pagine la sua parabola individuale, i suoi incontri, le sue paure e le sue speranze, quando ancora non aveva alcuna certezza di quale sarebbe stato il suo destino. Prendono vita, così, la Vienna degli anni '30, Parigi prima e dopo l'occupazione nazista, e si dipana una storia forte e drammatica: il personale esodo di un uomo braccato, la sua prigionia in un campo di concentramento in Francia, i contatti con la Resistenza, l'infruttuoso tentativo di fuga in Svizzera, il rocambolesco salvataggio e il periodo trascorso in clandestinità in un convento di suore francescane. Ma anche l'amarezza di una liberazione che "ha un sapore di cenere... una cenere che il vento porta con sé".
- Intenso come un ricordo (di Jodi Picoult; Corbaccio 2015): Sage Singer è una ragazza solitaria. Evita ogni contatto con il mondo, nasconde il proprio volto sfregiato in seguito a un incidente, si rifugia in una relazione clandestina perché le consente di non impegnarsi fino in fondo. Finché non stringe amicizia con un vecchio signore, Josef Weber. Insegnante in pensione, di origine tedesca, Weber è un filantropo benvoluto da tutti nella piccola comunità in cui vive. Ma un giorno, contando sul rapporto di stima e affetto che li lega, Weber chiede a Sage un favore molto particolare che sconvolgerà la ragazza. Scioccata, confusa, Sage non acconsente ma non può rifiutarsi di ascoltare la confessione dell'anziano amico. Weber è stato nelle SS ed era fra le guardie di Auschwitz. E la nonna di Sage è una sopravvissuta ai campi di sterminio... Come si può reagire quando si capisce che la persona che si ha di fronte incarna il male assoluto? È possibile cancellare un passato criminoso con un comportamento irreprensibile? Si ha il diritto di offrire perdono anche se non si è la vittima diretta di un'ingiustizia? E qualora Sage accogliesse la richiesta di Weber, si tratterebbe di vendetta o di giustizia?
- La promessa del tramonto (di Nicoletta Sipos; Garzanti 2016): Si dice che l'amore superi ogni ostacolo. Per Tibor, giovane medico ebreo in fuga, è questa l'unica speranza a cui aggrapparsi. Tibor ha passato la sua vita scappando. Prima dalle leggi razziali dell'Italia fascista e dai campi di lavoro della seconda guerra mondiale. Poi dall'odio strisciante dell'Ungheria del 1951, in cui imperversa la dittatura stalinista. Un regime che un uomo come lui non può accettare. La sua colpa è sempre stata una sola: quella di esistere. E adesso che è nascosto in un ripostiglio buio di una nave che dovrebbe portarlo verso la libertà, la luce che illumina il suo cammino è lei. Sara. La donna per cui ha rischiato tutto. La donna che ha cambiato la sua esistenza con uno sguardo. La donna che lo aspetta, già in salvo, in Italia. La guerra e la famiglia di Sara, che non credeva nella forza dei loro sentimenti, hanno provato a dividerli. Ma nessuno è riuscito a spezzare il legame che li unisce, e ora Tibor sta cercando di raggiungerla. Vuole costruire, per loro e i loro figli, un futuro migliore. Perché Tibor e Sara si sono scambiati una promessa: la promessa di riconquistare, nonostante tutto, la felicità che si meritano. La felicità che si meritano i loro figli. Insieme hanno combattuto. Hanno sfidato la violenza e l'orrore. Hanno superato notti infinite e pericolose. Ma non hanno mai dimenticato chi sono. E hanno capito che, finché saranno una cosa sola, nessuno potrà togliere loro la dignità e il coraggio. Nicoletta Sipos ha scritto un romanzo potente e memorabile, intenso e commovente. La storia vera di un uomo e di una donna capaci di lottare anche quando tutto sembra perduto. Fino all'ultimo respiro. Anche se fa paura. Perché se si è in due nulla è impossibile.
- Ogni cosa è illuminata (di Jonathan Safran Foer; Guanda Ediz. 2010): Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano intraprende un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che (forse) ha salvato suo nonno dai nazisti. Ad accompagnarlo sono il coetaneo Alex, della locale agenzia Viaggi Tradizione, suo nonno (affetto da una cecità psicosomatica ma sempre al volante della loro auto) e un cane puzzolente. Il racconto esilarante, ma a tratti anche straziato, del loro itinerario si alterna a una vera e propria saga ebraica, che ripercorre la storia favolosa di un villaggio ucraino del '700 fino alla distruzione avvenuta a opera dei nazisti.  Un viaggio immaginoso aggrappato ai fili della memoria, fili impregnati di vita vera, storie d'amore, vicende tragiche e farsesche. Un modo tutto nuovo di rileggere il passato per illuminare il nostro presente.
- La memoria dei fiori (di Rywka Lipszyc; Garzanti 2015): È l'aprile del 1944, l'ultima neve del lungo inverno polacco attanaglia ancora le vie del ghetto di Łódź: i fiocchi candidi scendono sulle nere e informi divise degli operai ebrei che lavorano per i nazisti. Ma c'è un fragile fiore che, in questo paesaggio desolato, con tutta la forza cerca di sbocciare. Rywka Lipszyc ha solo quattordici anni. Ogni giorno deve farsi strada tra le recinzioni di filo spinato, incalzata dalle armi dei soldati e dagli ululati laceranti dei cani. Dopo la morte dei genitori, è lei a prendersi cura della sorellina Cipka. La sua città, la casa che tanto amava, gli amici di scuola, sono ormai un pallido ricordo; al loro posto ci sono il lavoro, il freddo, la fame, gli orrori del ghetto e della segregazione. In mano Rywka stringe l'unica cosa che è rimasta veramente sua: il suo diario, l'unica illusione di speranza e di salvezza da un nemico che, semplicemente, vuole che il suo popolo smetta di esistere. In queste commoventi pagine prende vita il ritratto di una bambina costretta ad affrontare l'impossibile compito di diventare donna in un mondo dominato dalla violenza e dall'ingiustizia. Ma Rywka deve resistere. Per sé stessa, per la sua famiglia, per le tante persone che, a rischio della loro stessa vita, ogni giorno le offrono aiuto. E l'unico modo per resistere è non smettere di sognare: la libertà per sé e per Cipka, una casa, un piccolo studio avvolto dall'ombra della sera, una penna, qualche foglio bianco per coltivare la sua più grande passione, la scrittura. Sogni che le danno la forza, nonostante la sofferenza che la circonda, di emozionarsi per il ritorno della primavera, per la lettura di un libro, per il calore di un sorriso che arriva inaspettato.
- Una volta nella vita (di Ahmed Dramé; Vallardi Ediz. 2016): Siamo al Liceo Léon Blum, Créteil, banlieue parigina: una miscela esplosiva di etnie, confessioni religiose e conflitti sociali. Nella classe più difficile della scuola, la professoressa di storia, Anne Anglès, invece di capitolare come molti altri colleghi di fronte al malessere di questi adolescenti, propone loro un progetto comune: partecipare a un concorso del Ministero dell'Istruzione sul tema del genocidio ebraico. Una missione pressoché impossibile per una classe a maggioranza musulmana, dove la Shoah lascia indifferenti, quando non viene palesemente negata. Dapprima riluttanti, gli studenti accettano infine la sfida. Vinceranno il concorso e la loro vita cambierà per sempre. Questa incredibile storia vera, che ha commosso la Francia, è raccontata da uno di loro, Ahmed Dramé. Una favola moderna di riscatto e trasformazione, una vicenda attualissima che trasmette un messaggio di speranza: è possibile, nonostante le difficoltà, sfuggire a un destino apparentemente segnato.
 Il pianista. Varsavia 1939-1945. La straordinaria storia di un sopravvissuto (di Władysław Szpilman; Baldini Castoldi Dalai 2002): Il 23 settembre 1939 Wladyslaw Szpilman, un giovane pianista di Varsavia, suonò il Notturno in C diesis minore di Chopin per la radio locale, mentre le bombe tedesche cadevano sulla città. Il rumore era così forte da impedirgli di udire il suono del suo stesso pianoforte. Fu l'ultima trasmissione dal vivo in onda da Varsavia. Più tardi, quello stesso giorno, un ordigno tedesco distrusse la centrale elettrica e la stazione radio polacca fu ridotta al silenzio. La guerra precipitò Varsavia nell'orrore feroce dell'occupazione. Rinchiusi nel ghetto e assediati dalla fame e dalle malattie, gli ebrei furono a poco a poco decimati. Agghiacciato testimone degli eventi che porteranno alla rivolta e all'evacuazione della città, Szpilman vide morire molti dei suoi amici e la sua intera famiglia, riuscendo miracolosamente a sopravvivere tra le rovine della sua amata Varsavia. Il pianista è allo stesso tempo la storia straordinaria della tenacia di un uomo di fronte alla morte e un documento della misteriosa, possibile umanità degli esseri umani: la vita di Szpilman fu salvata da un ufficiale tedesco che lo udì suonare quello stesso Notturno di Chopin su un pianoforte trovato fra le macerie. Subito dopo la guerra, Szpilman scrisse queste memorie vivide e terribili. Le autorità comuniste polacche, per calcolo politico, le censurarono, bloccandone la circolazione. Oggi a distanza di oltre cinquant'anni, esse vengono ripubblicate e rese per la prima volta accessibili al pubblico internazionale. A corredo del tenerissimo e implacabile testo originale, nell'edizione attuale de Il pianista, lettori e lettrici troveranno un altro documento che non ha bisogno di commenti: alcuni frammenti dell'accorato diario di guerra di Wilm Hosenfeld, l'ufficiale tedesco che salvò la vita a Szpilman, pagando questo suo atto di temeraria umanità con la prigionia nei campi POW russi e con la morte. Ritrovato alcuni anni fa da suoi eredi, questo diario è un j'accuse irrevocabile e insieme struggente. Il pianista è un testo splendido e fortissimo, da leggere e far leggere, per non dimenticare e non ripetere le brutture che passano sotto il nome di Storia.Da questo libro è stato tratto l'omonimo film, diretto da Roman Polanski, vincitore della Palma d'Oro al 55° Festival di Cannes.

martedì 24 gennaio 2017

[Recensione] L'ultimo oracolo

L'ultimo oracolo
di: James Rollins

Formato: Kindle
Dimensioni file: 3684 KB
Pagine: 460
Editore: Casa Editrice Nord (15 marzo 2012)
ASIN: B007CHIR1I
Data di acquisto: 25 febbraio 2013
Letto dal 18 al 24 gennaio 2017

----- Sinossi -----
A Washington un senzatetto si avvicina a Grayson Pierce, allunga una mano. e muore, colpito alla schiena da un proiettile sparato da un cecchino. Perché quell'uomo non voleva chiedere l'elemosina, ma consegnare all'agente della Sigma un piccolo oggetto: un'antica moneta greca raffigurante il tempio dell'Oracolo di Delfi. Indagando sulla vittima, Gray e la sua squadra scoprono che quell'enigmatico reperto è la chiave per far luce su un misterioso esperimento avviato dai nazisti e proseguito nel massimo riserbo durante la Guerra Fredda sia negli Stati Uniti sia in Unione Sovietica. Forse un'équipe di scienziati russi ha individuato un modo per manipolare e potenziare le facoltà intellettive di alcuni bambini autistici, trasformandoli così in soggetti dotati di capacità straordinarie ma, allo stesso tempo, molto pericolose. E, quando una bambina si presenta inspiegabilmente in un rifugio segreto della Sigma, quei sospetti diventano realtà... A Celjabinsk (Russia), un uomo si sveglia senza ricordare nulla del proprio passato. Sa soltanto di essere prigioniero in un laboratorio sotterraneo. Confuso e atterrito, viene inaspettatamente liberato da tre bambini, che lo implorano di condurli lontano da lì. Durante una fuga rocambolesca, l'uomo apprende che è in atto un progetto spaventoso: un piano che deve essere fermato anche a costo di sacrificare la propria vita e quella dei bambini... Braccati da nemici implacabili, gli agenti della Sigma dovranno intraprendere una missione che li porterà dai musei di Washington ai vicoli di Nuova Delhi, dalle miniere degli Urali a Cernobyl. Ma dovranno anche inoltrarsi in un territorio oscuro e inquietante: i misteri del cervello umano...

----- La mia recensione -----
Questo libro mi ha fatto storcere il naso già dalle prime pagine... e andando avanti nella lettura la mia impressione ha trovato sempre più conferma. Non dico di essere deluso ma poco ci manca! L'ultimo oracolo ha troppa azione, troppe scene e troppi luoghi su cui spostare l'attenzione, e troppi personaggi... Per giunta, non avendo mai letto gli altri romanzi di James Rollins incentrati sulla Sigma Force, non ne conoscevo neanche uno! La delusione più grande? Le scene e le situazioni davvero assurde ed inverosimili. Un esempio su tutte: ogni volta che si spara, i cattivi di turno vengono ammazzati già al primo colpo e i buoni sono presi solo ed esclusivamente di striscio...!
Buon libro di avventura ed intrattenimento (con qualche interessante spunto su cui è bene riflettere sui fatti di Černobyl'), ma niente di più.
ps.: Chi volesse approfondire l'argomento delle caste in India, in particolar modo sugli Intoccabili, può consultare l'articolo dal titolo Intoccabili presente sul numero di giugno 2003 del National Geographic Italia (qui a sinistra potete vedere la copertina... e se siete interessati all'articolo in questione, potete richiedermi la scansione di quelle pagine).
Voto: (2 su 5)

domenica 22 gennaio 2017

La classifica dei libri più venduti (nella settimana dall'8 al 14 gennaio 2017)

Questi i libri più venduti nella settimana dall'8 al 14 gennaio:

1. La ragazza nell'ombra (di Lucinda Riley)
2. L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (di Alessandro D'Avenia)
3. La paranza dei bambini (di Roberto Saviano)
4. La dieta della longevità (di Valter Longo)
5. Nessuno come noi (di Luca Bianchini)
6. Il labirinto degli spiriti (di Carlos Ruiz Zafón)
7. La ragazza del treno (di Paula Hawkins)
8. Harry Potter e la maledizione dell'erede (di J.K. Rowling, J. Tiffany e J. Thorne)
9. Torto marcio (di Alessandro Robecchi)
10. Diario di una schiappa. Non ce la posso fare! (di Jeff Kinney)

[settimana precedente]

sabato 21 gennaio 2017

"Le Storie": albi n. 49 e 50


Incuriosito e stregato dai due albi de Le Storie che ho acquistato qualche giorno fa, ho deciso di procurarmene altri due: rispettivamente i n. 49 e 50 della serie regolare. Eccovi le loro schede:

----- albo n. 49: Golem -----
Uscita: ottobre 2016
Soggetto e sceneggiatura: Francesco Artibani
Disegni: Werther Dell'Edera
Copertina: Aldo Di Gennaro
Prezzo: 3,80 euro
Praga, 1942. La grande città boema è oppressa dall'occupazione nazista e la popolazione ebraica vive nel terrore, mentre le forze della resistenza cercano di organizzarsi nell'ombra. È un compito quasi impossibile. La Wehrmacht e le spietate SS stringono sempre più la loro morsa su ogni strada e quartiere con forza soverchiante e per i partigiani la fine pare sempre più vicina... Solo una speranza alimenta la lotta. Una speranza folle, che poggia sulle fragili basi di un'antica leggenda...

----- albo n. 50: il condannato -----
Uscita: novembre 2016
Soggetto e sceneggiatura: Fausto Vitaliano
Disegni: Luigi Pittaluga
Copertina: Aldo Di Gennaro
Prezzo: 3,80 euro
Londra, 1791. William Sinclair è un giovane che ama la bella vita, le bevute con gli amici e le spensierate notti della città. Il destino, però, ha in serbo per lui una sorpresa crudele. Coinvolto suo malgrado in un fatto di sangue, sarà condannato e deportato verso le terre vergini dell'Australia, dove lo attende una lunga, straordinaria avventura, che cambierà per sempre la sua vita...

mercoledì 18 gennaio 2017

[Recensione] Oro veneziano

Oro Veneziano
di: Maria Luisa Minarelli

Formato: Kindle
Dimensioni file: 2463 KB
Pagine: 320
Editore: Amazon Publishing (30 agosto 2016)
ASIN: B01DIRPINA
Data di acquisto: 6 gennaio 2017
Letto dall'11 al 18 gennaio 2017

----- Sinossi -----
1753. È uno degli ultimi giorni di Carnevale quando suor Maria Angelica, monaca di clausura a Murano, viene trovata barbaramente uccisa nel suo appartamento segreto di Venezia. Mentre la città è in festa, tra balli in maschera nei palazzi e per i campi, spettacoli nei teatri e cortei notturni, l'avogadore Marco Pisani non tarda molto a scoprire che la religiosa aveva una doppia vita. Coadiuvato dall'amico avvocato Daniele Zen, dal segretario Jacopo Tiralli e dal medico e patologo Guido Valentini, Pisani pensa di aver individuato il colpevole. Tuttavia, invece della soluzione, dovrà fare i conti con altri due delitti efferati. Nulla sembra accomunare i tre crimini se non la sparizione di denaro e gioielli e la presenza di un medaglione d'oro contrassegnato da strani simboli. Come se ciò non bastasse, la fidanzata Chiara Renier, donna d'affari con doti di veggente, ha perso il suo Dono: nelle sue visioni le appaiono solo grottesche maschere di Pulcinella e un muro nero. In una città che vive ormai sull'orlo della rovina, sfruttando la propria bellezza come una cortigiana, Pisani sembra avere imboccato un vicolo cieco. Saranno il caso e l'attenzione ai dettagli sua e del medico Valentini a metterlo infine sulla buona strada e a svelargli l'imprevedibile, complessa soluzione. Portandolo però a un passo dalla morte.

----- La mia recensione -----
"Ho sempre pensato che il Canale fosse simile a una lunga quinta teatrale: è una splendida scenografia, un luogo irreale, fantastico. Il fondale giusto per le grandi feste religiose e civili, che appunto sono spettacoli. Qui tutto è illusorio. Questi palazzi di marmi bianchi e rosa hanno il loro doppio nell'acqua in cui si riflettono, e sembrano navigare, pronti a partire per chissà dove. Sono sempre lì lì per dissolversi in un tripudio di colori, orgogliosi della loro labilità".
Se il primo volume non mi aveva convinto del tutto, questo nuovo capitolo mi ha davvero sorpreso, affascinato e catturato! Qui ci sono tutti gli ingredienti che piacciono a me: una trama da sbrogliare tramite gli indizi disseminati lungo tutto il libro, capitoli non eccessivamente lunghi e, soprattutto, una bellissima ed esaustiva descrizione dei luoghi visitati nel corso della lettura. E quest'ultimo punto è proprio il vero scopo della professoressa Minarelli... e ciò denota anche un accurato e passionale lavoro di ricerca e documentazione.
Mi hanno convinto anche i personaggi (sia quelli già incontrati in Scarlatto veneziano, sia i nuovi): mai banali e mai fuori posto; ormai ho perso il conto delle volte che, nel corso delle mie letture, ho incontrato personaggi piazzati lì solo per fare da riempitivo o per allungare le pagine...
Che altro dire? Niente, libro promosso a pieni voti e, perciò, ne consiglio la lettura.
Voto: (5 su 5)

Clicca qui e scarica le mie note e le parti che ho evidenziato

lunedì 16 gennaio 2017

"Le Storie": un albo ed uno speciale



Come già sa chi mi segue, da qualche me se a questa parte ho ripreso a leggere i fumetti di Zagor, l'eroe della mia adolescenza. Per cui, oltre ad acquistare regolarmente gli albi (e le uscite extra), via web (soprattutto su eBay) ho iniziato anche una sorta di caccia al tesoro dei vecchi numeri che avevo già letto negli anni '70. La mia ricerca, inoltre, mi ha portato a scoprire anche altre testate dello stesso editore (Sergio Bonelli Editore) dello Spirito con la Scure di cui io ignoravo completamente l'esistenza...
Una di queste testate, addirittura, ha catturato la mia attenzione e, dopo avermi documentato a dovere, anche la mia curiosità! Sto parlando dell'albo chiamato Le Storie; una serie che, a differenza di Zagor, Tex ed altri prodotti bonelliani, non ha un protagonista fisso ma (proprio come lascia ipotizzare il nome stesso della testata), le sue storie e racconti variano da numero a numero spaziando, come se tutto ciò non bastasse, tra varie epoche storiche e generi. L'unica tematica che collega i vari albi è che, se così si può dire, le storie che ci vengono raccontate sono ammantate da un aura di fantasy/horror. Per cui, ho deciso di acquistarne un paio (un albo ed uno speciale) per testere il prodotto. Qui sopra potete vedere gli albi che mi son procurato e, di seguito, eccovi le loro schede.

----- albo n. 47: Sangue e ghiaccio -----
Uscita: agosto 2016
Soggetto e sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Pasquale Frisenda
Copertina: Aldo Di Gennaro
Prezzo: 3,80 euro
Logorata dalla strategia russa della terra bruciata, la Grande Armata napoleonica si ritira (lacera e affamata) attraverso un deserto di neve. Un tozzo di pane e un fuoco intorno a cui scaldarsi; gli uomini del capitano Lozère non chiedono altro. Quando quel lontano bagliore, tiepido e invitante, appare sotto il grigio mortifero del cielo, per loro sembra rinascere la speranza. Eppure, è come se nell'aria gelida e cupa, ci fosse qualcosa di sinistro, una sensazione inafferrabile, una presenza senza volto che attende il loro arrivo con immortale pazienza...

----- Speciale n. 2: Mohawk River -----
Uscita: luglio 2015
Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni e colori: Angelo Stano
Copertina: Aldo Di Gennaro
Prezzo: 6 euro
Upstate New York, 1755. Nei territori coloniali, i francesi e gli inglesi (affiancati dalle tribù native) si scontrano in una guerra più che mai cinica e spietata. Sotto la guida dell'abile guerriero Riley Black, il giovane Chapman cerca di liberare il fratellino e la sorella Abbie, entrambi rapiti dalla tribù ostile degli Abenaki. Sulla sua strada, però, si affacciano insidie e sorprese di ogni genere. Fra queste, il tradimento di Abbie stessa, segretamente innamorata di una spia francese.

domenica 15 gennaio 2017

La classifica dei libri più venduti (nella settimana dall'1 al 7 gennaio 2017)

Questi i libri più venduti nella prima settimana (1-7 gennaio) del nuovo anno:

1. L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (di Alessandro D'Avenia)
2. La paranza dei bambini (di Roberto Saviano)
3. La ragazza nell'ombra (di Lucinda Riley)
4. Diario di una schiappa. Non ce la posso fare! (di Jeff Kinney)
5. Harry Potter e la maledizione dell'erede (di J.K. Rowling, J. Tiffany e J. Thorne)
6. Il labirinto degli spiriti (di Carlos Ruiz Zafón)
7. La dieta della longevità (di Valter Longo)
8. La ragazza del treno (di Paula Hawkins)
9. A cosa servono i desideri (di Fabio Volo)
10)  Il GGG (di Roald Dahl)

[settimana precedente]

sabato 14 gennaio 2017

National Geographic Italia - gennaio 2017

National Geographic Italia - gennaio 2017

Vol. 39 - N. 1 (n. 228 della mia collezione)
Prezzo di copertina: 4,90 euro

In copertina: Una foto di gruppo illustra un ampio spettro di identità di genere, aiutandoci a capire la gender revolution. Fotografia di Henry Leutwyler

Tutti ci portiamo addosso etichette applicate dagli altri. Quelle lusinghiere (generoso, intelligente, divertente) le indossiamo con orgoglio. Quelle negative possono essere fardelli che pesano per tutta la vita, accuse da cui cerchiamo disperatamente di scagionarci. L'etichetta più resistente, e quella che probabilmente influenza di più la nostra vita, è la prima che ci viene assegnata: "è un maschietto!" o "è una femminuccia!". Anche se in un suo famoso aforisma usò la parola anatomia, in sostanza Sigmund Freud intendeva dire che il genere di appartenenza è il destino. Oggi però alcune delle convinzioni più radicate sui generi stanno cambiando rapidamente e drasticamente. Ecco perché abbiamo dedicato un intero numero all'esplorazione del concetto di genere, nella scienza, nei sistemi sociali, nelle civiltà umane nel corso della storia. Come scrive Robin Marantz Henig nell'articolo Questioni di genere, è in corso una "evoluzione del concetto di donna o uomo e [dei] significati di termini di parole come transgender, cisgender, non conforme, genderqueer, agender o una qualsiasi delle 50 opzioni che il profilo di Facebook offre ai suoi utenti. Nel frattempo gli studiosi stanno scoprendo una serie di nuove e complesse realtà riguardo la conoscenza biologica del sesso. Molti di noi hanno imparato alle superiori che il sesso è determinato dai cromosomi sessuali e da nient'altro: XX per una femmina, XY per un maschio. Ma la questione non è così lineare". Per avere una prospettiva sul futuro dell'identità di genere, abbiamo parlato con 80 ragazzi e ragazze di nove anni in giro per il mondo, dall'America al Medio Oriente, dall'Africa alla Cina. Una di loro, Nasreen Sheikh, vive con i genitori e due fratelli in uno slum di Mumbai. Vorrebbe diventare medico, ma pensa già che essere femmina sia un ostacolo. "Se fossi un maschio - dice - avrei la possibilità di fare soldi... e portare bei vestiti". Mi aspetto che Nasreen imparerà che il genere, da solo, non impedisce di vivere una bella vita (né d'altra parte lo garantisce). Ma guardiamo in faccia la realtà: in molti luoghi del mondo bambine e ragazze sono particolarmente a rischio. Rischiano di non poter andare a scuola e di essere sfigurate con l'acido se si azzardano a farlo. Rischiano di subire mutilazioni genitali, matrimonio infantile, aggressioni sessuali. È vero che, a prescindere dal genere, i giovani di tutto il mondo devono affrontare sfide che nell'era digitale si sono fatte più impegnative. Ma queste storie ci ricordano quanto possa essere pericolosa la vita per una donna, e quanto lavoro occorra ancora per cambiare questo stato di cose. Susan Goldberg, direttore di National Geographic Magazine

Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): La diversità è un valore, non una colpa. Nel 2003 Jeffrey Eugenides vinse il premio Pulitzer con un memorabile romanzo in cui narra la storia di Calliope, cresciuta come femmina fino a 14 anni, quando comincia ad avere le prime esperienze sessuali con ragazzi di entrambi i sessi. Solo più tardi si scoprirà che è uno pseudoermafrodito, una persona che ha un fenotipo sessuale ambiguo. Il medico suggerisce un intervento chirurgico per la riassegnazione del sesso, ovvero per mantenere il genere femminile con cui Calliope è stata allevata, ma lei decide di seguire la propria natura genetica di maschio e assume l'identità maschile di Cal. Anche se gli studi di genere erano fiorenti fin dagli anni Ottanta, Middlesex (questo il titolo del romanzo) portò il tema all'attenzione del pubblico, con grazia e sensibilità non comuni. E oggi il tema dell'identità di genere, da non confondere con le sole preferenze sessuali, è all'ordine del giorno. Soprattutto negli Stati Uniti, dove si tende ad affrontarlo fin dalla prima infanzia, mentre da noi viene troppo spesso liquidato con dogmatismo o moralismo; le molte sfumature che contiene meriterebbero una riflessione assai più profonda. Ma in tutto il mondo omosessualità, transessualità e identità di genere sono argomenti che toccano le coscienze e rimettono in discussione gli stigmi sociali e gli stereotipi che accompagnano convinzioni consolidate su mascolinità e femminilità. Ecco perché è importante il numero monografico sull'identità di genere che avete tra le mani. Perché affronta senza pregiudizi un argomento che può incrinare le nostre più intime convinzioni. E, soprattutto, può farci capire che la diversità è un valore, non un fastidio da nascondere o, peggio, da negare.

- Io ho nove anni. Bambini e bambine di tutto il mondo raccontano in che modo il genere a cui appartengono condiziona la loro vita.
- Questioni di Gender. Maschio o femmina? Oggi in molti non si riconoscono nei generi tradizionali.
- Uomini si diventa. Per i maschi il passaggio all'età adulta non è sempre un percorso lineare: molto dipende dal luogo di nascita.
- American girl. La vita non è tutta rose e fiori per le adolescenti degli Stati Uniti, alle prese con modelli estetici irraggiungibili (alterati col fotoritocco) ed esposte al cyberbullismo.
- Le statistiche. Uno sguardo globale, cifre alla mano, sulla condizione femminile oggi, dalla salute, al lavoro, alla violenza.
- Bambine, una vita pericolosa. Milioni di ragazze in tutto il mondo sono oppresse da miseria, povertà e tradizioni culturali. Ma qualcuna sta rialzando la testa.
- Identità future. Un mondo in cui il genere non sia né un vantaggio né un ostacolo: è questo l'obiettivo per il futuro.
- Parliamo di Gender. Il delicato tema dell'identità di genere è entrato nella sfera pubblica in modo inimmaginabile anche solo un decennio fa. In questo numero speciale della rivista analizziamo gli aspetti culturali, sociali, biologici e politici della questione del genere. Prima, però, definiamo i termini.

mercoledì 11 gennaio 2017

[Recensione] Conclave

Conclave
di: Robert Harris

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1224 KB
Pagine: 186
Editore: Mondadori(4 ottobre 2016)
ASIN: B01LWY70U2
Data di acquisto: 5 gennaio 2017
Letto dal 7 all'11 gennaio 2017

----- Sinossi -----
Il Papa è morto. Dietro le porte chiuse della Cappella Sistina, in completo isolamento, centodiciotto cardinali provenienti da ogni parte del pianeta sono pronti a votare in quella che è l'elezione più segreta del mondo. Sono uomini santi. Ma hanno le loro ambizioni. E hanno tutti dei rivali. Nel corso di settantadue ore uno di loro diventerà la figura spirituale più potente della Terra. Robert Harris, "il maestro dell'intelligent thriller", come è stato definito dal Times, permette ai lettori di questo straordinario romanzo di entrare nell'universo impenetrabile e segreto del Vaticano, in cui le regole sono sostanzialmente immutate da secoli, creando una storia avvincente che si immerge con inquietante puntualità nei grandi temi che attraversano la società contemporanea.

----- La mia recensione -----
"L'unica guida alle azioni di una persona può essere la sua coscienza, perché è nella nostra coscienza che sentiamo più chiaramente la voce di Dio".
Morto un papa se ne fa un altro... tra colpi di scena, uno più assurdo ed incredibile dell'altro! Anche se è solo un romanzo, questo libro ci mostra tutto ciò che accade nel Vaticano durante il periodo della cosiddetta Sede vacante. La trama del libro, entrando nella fattispecie, ci mostra le varie tappe che vanno dalla scoperta della morte del Papa, al suo funerale ed ai primi preparativi (con messe e riti a non finire!) per il Conclave che poi dovrà eleggere il suo successore. Tutto ciò lo fa in maniera abbastanza sommaria e sbrigativa perché il vero scopo del libro è il raccontarci cosa avviene all'interno della Cappella Sistina una volta che i cardinali elettori sono chiusi dentro. Da qui in poi, la trama diventa tutto un intreccio di interessi ed ambizioni più o meno ostentate.
La storia, comunque, è vista attraverso gli occhi del fittizio cardinal Lomeli, il decano dei cardinali, uomo assolutamente mite (al sottoscritto ha ricordato la figura di Papa Bergoglio), di forti principi, di esperienza e serio candidato al soglio pontificio... se non fosse che egli stesso, umanamente, nutre seri dubbi su quello che potrebbe essere il suo pontificato! Ecco, quindi, che è lo stesso Lomeli che, andando anche contro i protocolli vaticani, cerca di trovare un candidato ideale che faccia da trait d'union tra i cardinali conservatori ed i progressisti.
In questo romanzo di Robert Harris non troveremo misteri ed enigmi da risolvere come nei romanzi mistico-religiosi di Dan Brown, non troveremo thriller o scene di sangue ma, merito anche della tecnica descrittiva del suo autore, è ammantato di quella aura necessaria a tenerti incollato alle sue pagine. Tuttavia, ed è il motivo per cui gli nego la quinta stella, io avrei usato un altro finale, senza il colpo ad effetto che invece ci troveremo a leggere (non dico quale per non rovinarvi la lettura).
Voto: (4 su 5)

Clicca qui e scarica le mie note e le parti che ho evidenziato

domenica 8 gennaio 2017

La classifica dei libri più venduti nel 2016

Ecco la Top Ten dei libri più venduti nel corso del 2016:

1. J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne: Harry Potter e la Maledizione dell'erede (Salani)
2. Andrea Camilleri: L'altro capo del filo (Sellerio)
3. Paula Hawkins: La ragazza del treno (Piemme)
4. Jojo Moyes: Io prima di te (Mondadori)
5. Roberto Saviano: La paranza dei bambini (Feltrinelli)
6. Elena Ferrante: L'amica geniale (E/O)
7. Papa Francesco e Andrea Tornielli: Il nome di Dio è misericordia (Piemme)
8. Alessandro D'Avenia: L'arte di essere fragili (Mondadori)
9. Simonetta Agnello Hornby: Caffè amaro (Feltrinelli)
10. Antonio Manzini: 7-7-2007 (Sellerio)

La classifica dei libri più venduti (nella settimana dal 25 al 31 dicembre 2016)

Questi i libri più venduti nella settimana dal 25 al 31 dicembre 2016:

1. L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (di Alessandro D'Avenia)
2. La paranza dei bambini (di Roberto Saviano)
3. Harry Potter e la maledizione dell'erede (di J.K. Rowling, J. Tiffany, J. Thorne)
4. Il labirinto degli spiriti (di Carlos Ruiz Zafón)
5. Diario di una schiappa: Non ce la posso fare! (di Jeff Kinney)
6. A cosa servono i desideri (di Fabio Volo)
7. La dieta della longevità (di Valter Longo)
8. La ragazza del treno (di Paula Hawkins)
9. Il maestro delle ombre (di Donato Carrisi)
10. L'oroscopo 2017 (di Paolo Fox)

[settimana precedente]

sabato 7 gennaio 2017

[Recensione] Vita dopo vita

Vita dopo vita
di: Kate Atkinson

Formato: Kindle
Dimensioni file: 1505 KB
Pagine: 498
Editore: Casa Editrice Nord (22 maggio 2014)
ASIN: B00J5O2YD8
Data di acquisto: 19 luglio 2016
Letto dal 30 dicembre 2016 al 7 gennaio 2017

----- Sinossi -----
"Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere. A quattro anni, sono annegata nell'oceano. A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio. A otto anni, ho preso l'influenza spagnola... Quattro volte. A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi. A trent'anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra. E su di me cadevano le tenebre. Ma ho sempre avuto un'altra possibilità". In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce a salvarla. In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di famiglia, giunto proprio all'ultimo istante, lo taglia e permette alla piccola di respirare. Inizia così la vita straordinaria di Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte, mentre l'umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra. Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del mondo intero? Vita dopo vita è uno di quei rari e fortunati casi in cui il talento creativo e la qualità letteraria hanno saputo conquistare anche il grande pubblico. Salutato dalla critica come un capolavoro destinato a rimanere nella storia della letteratura, questo romanzo è da mesi in testa alle classifiche inglesi e americane ed è stato eletto miglior romanzo dell'anno da alcune tra le più prestigiose testate giornalistiche del mondo.

----- La mia recensione -----
Questo libro non sono proprio riuscito a finire di leggerlo... mi sono arreso poco oltre la metà! Non è il mio genere e lo sapevo già in partenza, ma addirittura continuare nella lettura di una trama piatta e monotona mi è sembrato veramente troppo! La storia, inoltre, richiedeva moltissima attenzione (e tanta tanta pazienza) nello scovare i cambiamenti della trama stessa in cui, di volta in volta, incappava Ursula, la povera protagonista. Cambiamenti e dettagli che le permettevano di salvarsi e poter andare avanti con la sua vita... sino alla morte successiva.
Forse l'intenzione primaria dell'autrice di questo libro era di portare il lettore a porsi la classica e fatidica domanda "E se in quella data occasione mi fossi comportato/a in un certo modo invece che in quest'altro, come sarebbe cambiata la mia vita e di coloro che mi stanno accanto tutti i giorni?". Ma, alle buoni intenzioni non sono seguiti i fatti... ed ecco, perciò, che ci ritroviamo con una protagonista che non lascia proprio il segno e che, in un certo senso, cominciava a starmi pure antipatica.
Voto:  (1 su 5)

venerdì 6 gennaio 2017

Huawei P9 Lite [Recensione]

 

Dopo due anni in compagnia del Microsoft Lumia 640 LTE ho sentito l'esigenza (anche perché l'autonomia della sua batteria era notevolmente calata) di cambiare Smartphone; ma, dopo ben tre cellulari consecutivi con Windows Phone come S.O., avevo il timore di un cambiamento repentino...! Per cui, con un po' di paura e preoccupazione mi sono avvicinato a questo Huawei P9 Lite che ho comprato su Amazon durante la settimana di Natale 2016 (ma che ho ricevuto a tempo di record!!!) a 235 euro.


Il mio modello, che è di un bel colore nero, è brandizzato TIM: ho sempre preferito cellulari marchiati dal mio operatore (e, forse, sono l'unico a pensarla ancora così) soltanto per una questione di praticità... ma se la vostra Sim è di un altro gestore, non ci sono problemi: funzionerà lo stesso e potrete anche eliminare le App appartenenti a TIM.


Se vi state chiedendo perché ho scelto questo P9 Lite, la risposta è abbastanza semplice: mi hanno convinto le tante videorecensioni presenti su YouTube, le sue caratteristiche (che ora analizzeremo), la durata della batteria (due giorni e mezzo!) ed il suo prezzo non eccessivo. Certo, avere un cellulare brandizzato TIM (ma il discorso vale anche per gli Smartphone marchiati da altri operatori) vuol dire ricevere gli aggiornamenti software con un po' di ritardo rispetto ai prodotti non marchiati, ma per me questo non è un grande problema e, perciò, non mi importa più di tanto il dover attendere.


La prima cosa che colpisce di questo Huawei P9 Lite è la sua confezione: è una semplice scatola nera quadrata, divisa per settori che contengono: lo Smartphone (che ha già una pellicola applicata sul display), il caricabatterie, le cuffie, il cavetto Usb (per collegare il caricabatterie al cellulare, o quest'ultimo al pc) e lo spillino per aprire il vano dove andranno alloggiate la Sim (in versione nano Sim) e la micro-Sd.


Una volta preso in mano, lo Smartphone (che ha un dispaly da 5,2" con risoluzione da 1920x1080 pixel) lascia un feedback di assoluta robustezza e solidità: non sembra per nulla voler scivolare via. Le sue dimensioni sono 7,3x0,8x14,7 cm per un peso di appena 143 grammi. Sul lato destro trovano posto i pulsanti del volume e di accenzione/spegnimento/bloccho/sblocco, sulla parte superiore c'è il jack per le cuffie ed il secondo microfono (per attutire i rumori di fondo) e sulla parte inferiore la porta micro-Usb con, ai suoi lati, il microfono principale e l'uscita audio.


Se per il P9 si è avuta una struttura in alluminio, per questo P9 Lite Huawei ha utilizzato (ovviamente per poter abbattere il prezzo) materiali in plastica... ma, come ho detto prima, non c'è nessunissima sensazione di plasticosità o fragilità strutturale. Anzi.


Davvero comodo il tastierino del riconoscimento dell'impronta digitale (che è posto nella parte posteriore); e questa è una funzione che... non sbaglia un colpo! Molto pratica per poter sbloccare il telefono o per scorrere le foto senza necessità di usare entrambe le mani. Ma ci sono tante altre funzioni personalizzabili semplicemente impostando l'impronta del dito indice destro (o sinistro per i mancini). Altro punto di forza dello Smartphone è la batteria: 3000 mAh che permettono, come nel mio caso, due giorni e mezzo di utilizzo. E se tutto ciò non vi basta, troviamo anche una utilissima app per pulire ed ottimizzare il telefono da file inutili e monitorare le app che lavorano a schermo spento.


Vediamo il P9 Lite al suo interno: la Ram è da 3 GB, la Rom da 16 GB ed il processore è un octa-core HiSilicon Kirin 650 davvero veloce e rapido; c'è la possibilità, anche se è scontato dirlo, di montare una micro-SD per archiviare foto, video e musica... ma non le app!
La ricezione è davvero spettacolare: vivo in provincia di Lecce, ho sempre avuto TIM (mai cambiato e mai cambierò!), e con questo telefono ho sempre segnale pieno ed una ottima qualità audio. Stessa cosa posso dire anche per il Wi-Fi: prende benissimo e la navigazione è velocissima.
Perfetto anche il settore  foto-video-audio. La fotocamera da ben 13 MP permette di fare foto con risoluzione di 4208x3120 pixel molto belle e nitide anche senza l'ausilio del flash. Disponibili, inoltre, tutta una sequela di funzioni per usare la fotocamera come se fosse una reflex vera e propria: possiamo variare Iso, messa a fuoco, esposizione ed altro. E se volgiamo essere davvero creativi ci sono anche alcune funzioni per fotografare i cibi, l'acqua, il cielo stellato, eccetera. Alcune di queste funzioni sono disponibili anche quando si passa in modalità video. Nulla da dire neanche per la parte musicale: l'audio in cuffia è ottimo, un po' meno quello che esce dalla piccola cassa posta nella parte inferiore del telefono: è mono e il suono che ne esce (soprattutto quando si usa il vivavoce) è quasi simile a quello di una radiolina in voga negli anni '80.


Completa, e non poteva essere che così, la parte che riguarda le App: se non vi bastano quelle solite già fornite da Google e da TIM (visto che il telefonino è marchiato), dallo store online potete sempre scaricarvi le vostre preferite. E, francamente, è quello che ho già fatto io: quindi, dopo aver scaricato ed installato le App BancoPosta e Microsoft Office Mobile è come se andassi sempre in giro portandomi appresso il mio conto corrente (e dovunque mi trovi posso pagare bollettini ed eseguire altre operazioni) e i miei file di Word, Excell e PowerPoint.
Per il resto, che altro dire? Il P9 Lite monta Android Marshmallow 6.0 ed EMUI 4.1 (che è l'ottima interfaccia grafica di casa Huawei). L'aggiornamento ad Android 7.0 Nougat dovrebbe essere disponibile già nei primi mesi di questo 2017. Presenti parecchi temi grafici, ma io mi tengo quello di serie (della TIM) che è davvero bello e pulito.


Concludo questa mia piccola recensione (anche se riconosco di aver dimenticato un bel po' di cosette... tra cui gli importantissimi Gps, Umts e LTE) con il voto finale: 5 stelle su 5... tutte meritate! Consiglio questo piccolo gioiellino a chi non vuole spendere una fortuna (al sottoscritto, in particolare, non sono mai piaciuti i costosissimi iPhone) ma, allo stesso tempo, non vuole rinunciare a praticità, velocità e creatività e a chi non vuol essere succube delle batterie poco performanti.